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46, Beozia, nasce Plutarco. 1821, Parigi, nasce Charles Baudelaire. 1924, Lentini, nasce Manlio Sgalambro. 1945, Jonia, nasce Franco Battiato. Un sottile filo rosso unisce millenovecento anni di storia.

Ne I Fiori del Male Baudelaire propone il proprio Invito al viaggio.

«Mon enfant, ma soeur,
Songe à la douceur
D'aller là-bas vivre ensemble!
Aimer à loisir,
Aimer et mourir
Au pays qui te ressemble!
Les soleils mouillés
De ces ciels brouillés
Pour mon esprit ont les charmes
Si mystérieux
De tes traîtres yeux,
Brillant à travers leurs larmes.

Là, tout n'est qu'ordre et beauté,
Luxe, calme et volupté. […]»

Battiato, assieme a Sgalambro, lo omaggia nell'omonimo brano.

Plutarco, nel trattato Del mangiar carne, critica l'usanza di cibarsi di animali:

«Tu ti chiedi per quale motivo Pitagora si astenesse dal mangiar carne? Io per parte mia mi domando stupito quale evenienza, quale stato d'animo o disposizione mentale abbia spinto il primo uomo a compiere un delitto con la bocca, ad accostare le labbra alla carne di un animale morto e a definire cibo e nutrimento, davanti a tavole imbandite con corpi morti e corrotti, membra che poco prima digrignavano i denti e gridavano, che potevano muoversi e vedere. Come poteva il suo sguardo tollerare l'uccisione delle vittime sgozzate, scuoiate, smembrate, il suo olfatto resistere alle esalazioni, come ha fatto il senso di contaminazione a non dissuadere il palato, a contatto con le piaghe di altri esseri, nel ricevere i succhi e il sangue putrefatto di ferite mortali?»

Battiato, in Sarcofagia, sottoscrive il pensiero di Plutarco.

Ci sono creazioni che, dove non è possibile superare le originali come nei casi sopra, quantomeno eguagliano le stesse. Ci sono poi artisti che riescono a interpretare senza copiare, e a unire mondi differenti attraverso mezzi differenti, distanze di secoli e forme artistiche.

Quante volte, al contrario, capita di rapportarsi ad opere che non fanno altro che riportare, magari senza citarlo direttamente, il pensiero di altri? Ed allora a cosa si deve il desiderio di esprimersi, se ciò che si afferma è già stato detto e non si fa altro che ripetere?

Non posso che stimare chi, come Battiato, ha il coraggio e la grandezza di citare i più grandi.

Alessandro Pollini

Alessandro Pollini

Alessandro Pollini vive con il cane Plauto. Legge, ascolta, beve. Poi scrive (cose) ed evita (gente). Preferisce il cane alle relazioni d'amore e le relazioni d'amore a tutto il resto.

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