— Noi siamo le Muse, dee delle arti e proclamatrici di eroi.

— Eroi come Ercole!

— Tesoro, vuoi dire Maschiole!

Ed ecco le Muse che, come in ogni proemio che si rispetti, ci narrano le gesta del protagonista, in questo caso quel belloccio palestrato di Hercules. Già dall'incipit appare chiaro che non potremo aspettarci una forte aderenza ai miti originari: non occorre, infatti, essere esperti di epica e mitologia per rendersi conto che nel cartone Disney le inesattezze e imprecisioni sono più che numerose. Cosa c'entra, ad esempio, Pegaso, il cavallo alato del mito di Bellerofonte? E non era forse Orfeo quello che si compra un last minute per gli Inferi al fine di salvare la sua bella?!?

Ma va bene, va tutto bene; del resto, film per bambini sono e tali rimangono, e se noi da piccini non storcevamo il naso di fronte a gufi parlanti o volpi in calzamaglia, cosa volete che sia qualche piccola rivisitazione?

Ma c'è una cosa che un lettore non può tollerare, ben più – ebbene sì – dei refusi o di una rilegatura da quattro soldi, e cioè il completo stravolgimento di un personaggio, tanto più se il suddetto è simpatico a tutti così come è stato scritto o, in questo caso, tramandato.

Lo avrete già capito, parliamo di Zeus. Nel cartone Disney, infatti, il re degli dei, il Don Giovanni dell'Olimpo, ci viene presentato come un tenero maritino da pubblicità della Mulino Bianco. Vorrete scherzare. Zeus, il profanatore di letti! Zeus, colui che pur di concludere si tramutava in cigno, o in satiro, o in pioggia dorata! Zeus, colui che mise a sua moglie più corna che saette, un casto padre di famiglia? Andiamo.

E che dire di Era, che nel film si coccola il suo Ercolino mentre invece, secondo il mito, tentò di ucciderlo infilandogli due serpenti nella culla? E il perché di tale gesto è presto detto; Eracle non era suo figlio, bensì il frutto dell'ennesima scappatella di Zeus, Alcmena (in questo caso, il re dell'Olimpo pensò bene di trasformarsi nel marito di lei: chiamatelo scemo).

Insomma, bambini di ieri, oggi e domani, svegliatevi! Hercules è indubbiamente un bel lungometraggio, divertente e spiritoso, ma se volete sapere come stanno realmente le cose prendete un compendio qualunque di mitologia classica e leggete, leggete: nessuna soap opera reggerà il confronto con le marachelle di Zeus e i suoi bisticci con Era, e siamo certi che la versione "originale" di ambedue i personaggi vi risulterà ancora più gradevole e interessante. E tra dei, Muse, ninfe e Titani la vostra fantasia prenderà davvero il volo. A bordo di Pegaso, ovviamente.

Silvia Dell'Amore