"Riduzioni" inizia con il botto! Una grande intervista alla guest star d’eccezione, Gaetano Cappelli, apre oggi la rubrica di Finzioni Kids che tratta i bambini da grandi e chiede ai grandi dei propri bimbi… intesi??
And more to come…

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Gaetano Cappelli è senza dubbio un adulto con abitudini e comportamenti da adulto. Sa consigliarti come preparare un ottimo Martini Cocktail: mettere il ghiaccio nel boston, versarci sopra del martini dry, mescolare, buttare il martini. Si, avete capito bene: buttate il martini e lasciate il ghiaccio che ne conserverà l'aroma. A questo punto versate il gin: provare per credere.

E dove cenare subito dopo, nella sua Potenza: nel Gastrocosmo di Frank Rizzuti.

È senz'altro anche uno scrittore, ed è da quello che scrive e come lo scrive che secondo me è un adulto rimasto bambino, un po' Peter Pan, insomma. Non è l'unico, lo sono stati altri scrittori prima di lui, tra cui John Fante, che ha descritto un Arturo Bandini immagine di sé stesso, eterno ragazzino che sognava di diventare lanciatore dei Chicago Cubs quando la famiglia aveva a malapena i soldi per dargli da mangiare.

Lui, Gaetano, il premio John Fante lo ha vinto con Parenti Lontani, ed ha scritto altre cose che basta cercare su Google, avanti. A noi interessa chiedergli (chi meglio di uno scrittore) quale sia la via maestra che conduce alla lettura, fin dalla prima infanzia. Per l'appunto Gaetano Cappelli è anche padre, e noi qui siamo su Finzioni Kids!

Eccovi dunque servita l'intervista.

Finzioni Kids: Don Gaetà, avevi l'abitudine di leggere ad alta voce a tuo figlio? A partire da che età l'hai fatto?

Gaetano Cappelli: Ci alternavamo con mia moglie. Veramente era più assidua lei. L’età? Da subitissimo.

F. Kids: Cosa gli leggevi?

G.C.: All’inizio libri per infanti. Poi libri di collane studiate per le varie età e naturalmente i classici per ragazzi.

F. Kids: Per scegliere cosa leggergli, attingevi alla tua esperienza di lettore/scrittore o semplicemente sceglievi libri per bambini?

G.C.: Questo è stato interessante. Non è che abbia letto moltissimo da bambino e allora sceglievo i libri di cui aveva sempre sentito solo parlare. Chessò quelli di Verne, Salgari, il Gian Burrasca che aveva visto in televisione e che è un libro bellissimo, di grande scrittura. Così come lo sono quelli di Verne mentre Salgari… sì, è molto celebrato e i suoi romanzi sono anche avvincenti ma sembrano scritti col piede! Riprendere in mano Il corsaro nero, che fu forse il mio primo libro, è stata una vera delusione. Così pure per Il Conte di Montecristo. I tre moschettieri sono invece un autentico capolavoro. Non sembrano nemmeno scritti dalla stessa persona. E forse non lo sono… sai, con tutti i “negri” che Dumas aveva a servizio!

F. Kids: Ti ricordi qual è stato il primo libro che tuo figlio ha letto da sè, o quale ti ha chiesto di comprargli?

G.C.: Onestamente no, ma vado a chiederglielo… ah, il grande Harry Potter! Devo dire che sono libri meravigliosi. Peccato avessi fatto già più che lo sviluppo allora. Ecco, penso alla nostalgia per quelle letture che avrà la generazione di mio figlio e quasi mi commuovo. Davvero!

F. Kids: Che rapporto ha avuto tuo figlio con la tua libreria? La vedeva come qualcosa per adulti da non avvicinare oppure?

G.C.: La mia casa è piena di librerie e quindi lui neanche le percepiva come “librerie”. Ma direi che più che prendere i libri che c’erano, libri comunque per grandi, comprava e tuttora compra i suoi. Ogni tanto gliene passo qualcuno adatto all’età. Adesso ha vent'anni e gli do i migliori di De Carlo, Hornby, il primo Roth, naturalmente Philip! Per i miei è ancora troppo piccolo ahahaha.

F. Kids: Credi che ci siano libri per adulti che vanno bene anche se letti ai bambini? Quali?

G.C.: Mah, I tre moschettieri è appunto uno di quelli. O anche Il signore degli anelli che io non avevo mai letto. E neanche dopo, in verità. Mi sono limitato ai pezzi che vedevamo insieme e devo dire: buona scrittura pure quella.

F. Kids: Per tuo figlio (da piccolo) un breve romanzo/racconto o va bene anche un fumetto?

G.C.: Va bene anche un fumetto. Ma leggere solo quelli immiserisce.

F. Kids: Sandro Veronesi ha scritto Ring City, Grossmann L'abbraccio, e tu, non hai mai pensato a scrivere un libro per bambini?

G.C.: Sì, ne ho scritto uno ma per ragazzi. Si intitola I due fratelli. Ha girato per molti anni nelle scuole medie.

F. Kids: Sempre Sandro Veronesi dice che suo figlio sedicenne lo ha aiutato a tradurre le lettere di Chandler per il libro Parola di Chandler, poichè ha grande passione per lo scrittore. Tuo figlio ha fatto tesoro delle letture che gli hai somministrato/consigliato?

G.C.: Mio figlio ama leggere. Lo fa, proprio come me, prima di addormentarsi. E mi pare che questa abitudine, col piacere che se ne trae, valga di per sé un tesoro!

F. Kids: quando avevo 17 anni la madre della mia allora fidanzata mi vedeva leggere Kerouac, Hemingway, Miller, e spesso mi ha consigliato di fare non solo letture di sinistra (lei sul comodino aveva ogni nuovo libro di Wilbur Smith!). La domanda: la lettura va sempre incoraggiata indipendentemente da cosa si legge?

G.C.: Mah, ti dirò che non penso che esistano letture di sinistra… per fortuna! La letteratura è uno spazio che deve rimanere libero. Gli scrittori ideologici di solito scrivono pessimi romanzi. Poi ci sono i romanzi pessimi a prescindere. E tra questi possiamo metterci pure quelli di Wilbur Smith ma qui, be’ si entra nel campo dei gusti e delle diversità culturali. Sai c’è gente che ama leggere e altra che ne fa a meno. Ma puoi trovare dei lettori di romanzi piacevolissimi e ne trovi altri insopportabili. Insomma leggere, di per sé, non è un valore.

Ebbene, è per quello che scrive Gaetano Cappelli che ultimamente cerco l'Aglianico in enoteca (oltre che in libreria…), leggo i racconti della domenica del Sole, e insisto con gli amici per organizzare un Basilicata coast to coast (è indirettamente responsabile anche di avermelo fatto vedere, il film!). Oh, intesi, tutte belle cose!