Benvenuta, "Toporeading"! Nasce oggi la rubrica di Finzioni Kids che parla delle più famose nuvolette del mondo, come solo i Finzionici sanno fare. Dopo il recente debutto di Finzioni Kids, la famiglia si allarga con le riflessioni sui fumetti che hanno educato e non smettono di educare le generazioni. Rimanete su queste pagine, perché dopo questa magica novità, se ne vedranno delle belle…
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Certe volte riordinare la libreria è maledettamente noioso. Certe altre è nostalgicizzante. E talvolta, addirittura, apre gli occhi su verità incredibili, offre rivelazioni rimaste fino a quel momento celate: è il caso di quando mi sono accorta di aver appoggiato Guerreros di William Gibson nel bel mezzo della mia immensa collezione di Topolino.
L'identità e l'importanza di William Gibson non solo per la letteratura ma per la cultura pop in genere dovrebbe essere cosa risaputa ma mi e vi concedo un riepilogo velocissimo: Gibson è l'autore, tra le altre cose, della Trilogia dello Sprawl (Neuromante, Giù nel Cyberspazio, Monna Lisa Cyberpunk) ed è indicato come uno dei padri del cyberpunk ovvero quel filone culturale che – citando Wikipedia – «tratta di scienze avanzate, come l'information technology e la cibernetica, accoppiate con un certo grado di ribellione o cambiamento radicale nell'ordine sociale».
Quale sia il nesso tra Gibson, il cyberpunk e Topolino, quale sia stata, in sostanza, la verità nascosta rivelata dal caso è, invece, cosa più oscura ma ve lo spiego subito: i personaggi disneyani più papabili per essere la chiave di questo nesso insospettabile sono due. Il primo è paperopolese, figlio, come gran parte dei paperi, della matita di Barks, ha un aiutante/amico a forma di lampadina ed è nientepocodimeno che l'inventore Archimede Pitagorico. Il psecondo pviene dal pfuturo e la "p" prima delle parole che iniziano per pconsonante non è un errore di pstampa ma una sua pcitazione (anche se adesso la smetto!): si tratta di Eta Beta, nato dalla matita di Gottfredson e Walsh, amico di Topolino, con un gonnellino nero dalla capienza praticamente infinita e proveniente dal 2047.
Chi è più vicino all'immaginario cyberpunk tra Archimede ed Eta Beta? L'ho chiesto anche su Twitter e sono venute fuori risposte e suggestioni interessanti tra cui quelle di un VIP del fumetto italiano, Tito Faraci (che tra l'altro è anche autore di un bel po' di storie di PKNA, con un Paperinik immerso in un universo con palesi suggestioni a metà tra lo sci-fi e il cyberpunk). Faraci, insieme a @yamunin e alla sottoscritta, si è schierato apertamente sul fronte Archimede perchè, sostiene, (parafraso) «il livello tecnologico di Archimede è cresciuto nel tempo mentre Eta Beta non è mai stato particolarmente interessato alla tecnologia. E poi Archimede è l'aiutante di Paperinik». Poi, dopo l'ottima osservazione di @yamunin sul fatto che Archimede «crea spesso con prodotti di scarto», il discorso si sposta sull'attitudine caratteriale di Archimede, sul fatto che sembra naturalmente predisposto a un'eventuale ribellione e mutazione in «hacker sovversivo e anticapitalista», in stile Anonymous (basta pensare al fatto che spesso si dimentica di farsi pagare dal capitalista per antonomasia, Paperon de Paperoni, il che può essere una vaghissima traccia del suo rapporto o meglio, del suo non-rapporto, con il denaro). Del resto questa attititudine diventa realtà nella storia di Enna e Mastrantuono, Paperinik e l'amichevole minaccia, dove vediamo un Archimede ribelle in seguito a uno sdoppiamento di personalità causato da un corto circuito ma soprattutto nella versione Wu Ming di Archimede che in Anatra all'arancia meccanica diventa marxista e viene infilato perfettamente nei classici panni di hacker cyberpunk à la Gibson. Poi, e questo dovrebbe chiudere il discorso, come ricorda @yamunin, Archimede ha i capelli arancioni!
Dalla parte di Eta Beta si schiera invece @danffi, perchè, dice, «è più immateriale, quindi sembra più vicino al concetto di virtuale». Secondo il "fronte Archimede", però, Eta Beta è più vicino allo sci-fi anni '50 (lo stesso ripreso da Hanna-Barbera per i Jetsons) che al cyberpunk vero e proprio.
Chiudiamo con una menzione speciale per un paio di personaggi meno conosciuti ma ugualmente pregni di suggestioni pseudocyberpunk: il primo è il geekissimo nipote di Pippo, Gilberto. Il secondo è il classico genio pazzoide e criminale, Plottigat, amico/complice di Pietro Gambadilegno. Voi da che parte vi schierate? Chi vince il titolo di più cyberpunk tra i personaggi Disney?






