«Ehi! Ma si scrive B-A-R-K-S. Con la k e con la s, non con la x!», dirà qualsiasi fumettofilo, leggendo il titolo. E io risponderò: «Prendetevela con Guccini e in subordine coi Wu Ming, o viceversa, come più v'aggrada».

Ma basta giocare a fare i criptici: si tratta di un gioco di parole tra Carl Barks e Carl Marx di cui si dice sia stato autore Guccini durante un concerto. I Wu Ming da questo concetto hanno partorito quella figata assoluta del racconto "Anatra all'arancia meccanica". Comunque, questa premessa era solo una premessa e non parleremo nè di Guccini, nè di Wu Ming, nè di Marx (anche se Marx e "Anatra all'arancia meccanica", un po' c'entrano), bensì dell'unico inimitabile PdP, Paperon De' Paperoni, che è molto più icona del capitalismo (e del self made man) di un Bill Gates, per esempio e prima di tutti, prima di Guccini, prima dei Wu Ming, se ne era accorto quel (purtroppo trascuratissimo) genio cinematografico di Elio Petri, che lo piazza, non casualmente, in versione pupazzone gonfiabile in una delle prime scene di "La classe operaia va in paradiso".

Il nostro è uno sfruttatore peggiore di quelli che aprono le fabbriche in India o Pakistan per far cucire i palloni ai bambini e le lezioncine sul "lavorare duro" che fa a Qui, Quo e Qua, o le loro sessioni di lucidatura monete in cambio, se va bene, al massimo di un gelato, sono un vero e proprio inno al lavoro minorile. In secondo luogo, non ha alcuna etica della concorrenza, che quantomeno, porterebbe a rivalutarlo da capitalista selvaggio a capitalista semplice, e si vede benissimo nel rapporto con i due rivali storici, Cuordipietra Famedoro, ormai praticamente estinto, e Rockerduck: non che questi siano due stinchi di santi, ma il nostro PdP, che teoricamente dovrebbe essere "il buono", indulge spesso in giochetti tipo lo spionaggio industriale e via discorrendo, ovviamente facendolo fare a titolo gratuito a Paperino o a Battista o facendosi creare, sempre a titolo gratuito, qualche gingillo allo scopo da Archimede.

Il rapporto lavorativo tra Paperino e Paperone, comunque, merita un'analisi a sè anche perchè è di un'attualità da far spavento: il «Ti sei indebitato a morte per colpa tua, adesso devi lavorare per me e fare sacrifici» o addirittura qualche premonitore «Fallo per i nipotini», vi ricordano qualcosa? Nell'età dell'innocenza Paperone ci stava simpatico, anche perchè poi aveva qualche slancio di apparente buoncuore (adesso lo definirei assistenzialismo da dame della carità borghesi, ma soprassediamo) ma poi l'innocenza si perde e magari Paperone che è solo un personaggio dei fumetti un po' di simpatia la fa ancora, i Paperoni reali, nonostante indossino bei maglioncini o abbiano gli occhialetti e la faccia seriosa da nonno austero e rigoroso, invece, no.