Jonathan Swift , Gulliver raccontato da Martin Jenkins e illustrato da Chris Riddell, Emme Edizioni
Questo libro è consigliato a tutti i bambini che amano viaggiare!
Di questo libro si innamorò mia figlia a quattro anni. Con le sue dita impacciate, armata di ciuccio, cominciò a sfogliarlo in libreria e rimase immobile a guardare il vecchio Gulliver che, in una delle prime pagine, se ne sta seduto a un’enorme scrivania ingombra di carte, appunti e disegni dei suoi lunghi e fantastici viaggi.
Il fatto è che tutto ciò che di straordinario ha affrontato Gulliver, si ricompone magicamente davanti ai nostri occhi in illustrazioni altrettanto straordinarie che diventano una storia dentro la storia da navigare con gli occhi in ogni più minimo particolare, dai vestiti dei lillipuziani, agli stregoni dell’isola di Glubbdubdrib, al nano della regina di Brobdingnag che gettò Gulliver in una tazza piena di panna (e per poco non annega).
Insomma, ne scoprirete e ne vedrete delle belle, ma mia figlia (che ora ha otto anni) mi suggerisce di anticiparvi almeno uno dei segreti del mondo svelati in questo libro:
Sin dalle origini, tutti a Lilliput e a Blefuscu aprivano le uova dalla parte più grossa. Ma il nonno dell’attuale imperatore, da ragazzo, si era tagliato un dito mentre rompeva un uovo dalla sua estremità più grossa. Perciò suo padre, a quel tempo imperatore, ordinò che tutti aprissero le uova dalla parte più piccola. Il popolo reagì con rabbia: un imperatore fu ucciso e un altro deposto nei tumulti che seguirono. Si ritiene che circa undicimila persone si siano fatte uccidere piuttosto che rompere le uova dalla parte piccola. Molti fuggirono a Blefuscu.
Avete capito, sì?!
Federica Campi






