Scott Pilgrim’s Precious Little Life (Vol.1) di Bryan Lee O’Malley

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Scott Pilgrim è la storia geek di una storia d’amore geek. Non chiudiamo, però, questa complessa creatura in una scatola: alla saga si addice il concetto vasto e generico di surrealtà, declinato nelle sfumature del sogno (il tono più puro) e del videogioco (quello più spurio). 

Il primo albo parte in medias res: Scott, che non è esattamente un latin lover e, anzi, è il perfetto esempio di un prodotto della teenage angst di massa, si è fidanzato con una ragazza molto più giovane di lui. Costei ha un nome bellissimo: si chiama Knives Chau. Si realizza così la prospettiva Manhattan (il film di Woody Allen) del fumetto: lei è troppo giovane per te, la farai soffrire, una ragazza del genere non sa cos’è l’amore e via dicendo. Insomma, i dubbi di Scott, – instillati dagli amici o meno – sono molti e non del tutto incamerati, fino a che, in una piccola sequenza onirica e prima di incontrarla nella realtà, il ragazzo non vede sfrecciare (letteralmente) davanti a sé Ramona Flowers. 

Ramona è una citazione vivente, con le dovute differenze, di Tank Girl. È coloratissima (o almeno percepiamo che lo sia, visto che le pagine sono in bianco e nero), veste in maniera bizzarra, non ha molti amici e fa uno strano lavoro: la ragazza delle consegne di Amazon, il popolare sito di e-commerce. A Scott sembra che lei provenga da un buffo “altrove” e di fatto è così, perché a) è americana, trasferitasi da poco in città e b) l’ha conosciuta in uno stato alterato di coscienza. Se non per lei, per lui si tratta di un colpo di fulmine in piena regola, che lo costringe a mettere in discussione il suo rapporto con Knives. Ramona è un altro pianeta. Su cui Scott è pronto a trasferirsi. 

Nella sequenza centrale di questo volume, in una serie di scene che vi ricorderanno “Blankets” di C. Thompson ed Eternal Sunshine of The Spotless Mind, durante il primo appuntamento di Scott e Ramona scoppia una tempesta di neve fuori stagione. I ragazzi non vedono nulla davanti a loro e in un istante, come se si fosse nell’Alice di Carroll, una porta si apre davanti a loro. Lei lo prende per mano e lo trascina dentro: è casa sua. O’Malley sottolinea questo momento in maniera precisa: la transizione è avvenuta e, da qui, non si torna indietro. Per Scott il cambiamento è emotivo, passionale (i due si baceranno di lì a breve); per noi, è di tipo strutturale, logico. Il testo sta dicendo: non stupitevi di quello che accadrà da questo punti in avanti. 

In effetti, nel blocco narrativo successivo, il protagonista scoprirà (non senza orrore) che il suo amore per Ramona dovrà superare sette importanti ostacoli: i suoi ex fidanzati letali. Il primo di questi viene affrontato in questo albo: il “mistico” Matthew Patel, capace di librarsi in volo e richiamare, all’occorrenza, un esercito di fanciulle infuocate. Il suono delle monete (e la concreta sparizione fisica di Matthew) nell’istante della sconfitta testimoniano della – splendida – confusione tra registri che caratterizzerà il resto delle avventure di Scott Pilgrim. 

Marina Pierri

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