
I Lunedi Metaletterari / A.A.A. Comparse Cercasi
Il confine tra realtà e fantasia è una roba meravigliosa, se non altro per la promiscuità insita nella stessa topografia del termine. Proprio lì ecco che ti spunta l’immaginario comune, con ingresso inflazionato ad uso e consumo di una sfilza di comparse e protagonisti accumulati in secoli di buona o pessima letteratura. Tutti insieme. Alla stregua di uno star system, sgambettanti o in attesa di ruolo. Parola di Jasper Fforde, nel suo Il pozzo delle trame perdute (Marcos y Marcos 2007, pp.400), le cose stanno così: immaginate Heathcliff che fa terapia di gruppo nel salone di Cime tempestose, coadiuvato dalla Miss Havisham di Grandi Speranze, caratterino niente male, peraltro. O il gatto del Chesire, a suo piacimento evanescente/presente dietro l’angolo di ogni capitolo, senza dimenticare la menzione a Virginia Woolf, (Bloomsbury permettendo, off course!), personaggio di pregio, che, tra una cosa e l’altra, ritroviamo a rollarsi sigarette di tabacco in quel di Tavistock Square, in Io avevo paura di Virginia Woolf (Richard Kennedy, Guanda 2009, pp.115). Tutta l’attenzione su lei, a discapito del consorte impegnato in vessazioni a buon pro del personale (forse medita un assolo in qualche biografia, qualcuno si offre?). Ma roba vecchia questi personaggi in cerca d’autore! Quella monella di Madame Bovary frequenta alberghi già dai tempi dei pruriti di tale Kugelmass, comparsa-personaggio, nato dalla penna di Woody Allen (Effetti collaterali, Tascabili Bompiani 1989):
“Dunque, chi vuole incontrare? Fanny Hill? Hester Prynne? Ofelia? O magari una donna di Saul Bellow? Ehi, che ne dice di Temple Drake? Anche se, per un uomo della sua età, sarebbe forse una strapazzata…”
“Francese. Voglio avere una storia d’amore con una francese.”
“Nanà?”
“Noo, non a pagamento.”
“Che ne direbbe di Natascia di Guerra e Pace?”
“Francese, ho detto. Ecco! Che gliene pare di Emma Bovary? Sarebbe il massimo!”
Insomma, lecito riciclo di carriere in divenire o da risollevare. Siamo straripanti di materiale… è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare. Avanti il prossimo!
Licia Ambu





