
I Lunedì Metaletterari / Adorno e Horkheimer in 10/18
Niente di nuovo sotto il sole. Loro ci avevano avvisato (Dialettica dell’illuminismo, Einaudi 1966 e 24 euro). E adesso questa menata dell’industria culturale ce la becchiamo noi… Cultura di massa sì, ma ora in raccolta differenziata. Ci hanno pensato i francesi: la casa editrice 10/18 rimborsa il libro che non ti piace. Unica clausola la motivazione convincente. Oh che meraviglia, il sogno proibito di ogni detrattore purista. Sparare a zero sullo spaccio commerciale che equipara Guerra e pace (Lev Tolstoj, Garzanti 2007, 12.90 euro) a un chilo di patate. Anzi che le patate nemmeno se le riprendono. E dunque? Che facciamo? Questione di punti di vista. Che so, vuoi mettere la soddisfazione di restituire Moccia (Tutti quelli che hanno nel titolo la parola Scusa o Amore, Rizzoli o Feltrinelli) con tanto di lamentela? Che secolo inglorioso, avrebbe detto Theodor, rimirando in vetrina il marketing più spinto. Dove andremo a finire, avrebbe chiosato Max, vedendosi recapitare un modulo per il reclamo. E poi via, avrebbero incalzato con la storia che la classificazione degli spettacoli ha galoppato al punto da infliggerci mille aspettative eccetera. A vederla così, in fondo, il terzo volume di Moccia ci spetta per contrappasso, insomma già che lo sapevi… E sì che a loro nemmeno erano toccati i lucchetti. “Ciò che di continuamente nuovo essa offre non è che il rappresentarsi in forme sempre diverse di un qualcosa di eguale “(Adorno, 1967). Ecco appunto…
Licia Ambu



