Alice e la storia Alice e la storia 

 I Lunedì metaletterari / Alice e la storia 

Allora è ufficiale che Alice nel paese delle meraviglie l’ha scritto Burton Tim, mentre tale Carroll Lewis ha scritto un paio di prequel con una mistica storia di regine perché lui era un pedofilo e allora nessuno capisce di che genere sia questo manoscritto, ma considerata la dipartita secolare, di Carroll non di Burton, all’unanimità possiamo metterlo tranquillamente tra i classici.

Per schiarirci ancora una volta le idee circa il copiright, però, al di la di meri intenti commerciali, oltre la demonizzazione del merchandising, possiamo leggerci un libro sul genio, Burton non Carroll, (Burton racconta Burton, Kowalski, 2010) che in copertina c’ha pure il cappellaio struccato in 2d, quello vero. E pure l’opera saggistica di una tizia, Karoline con la K Leach, sul reverendo, Carroll non Depp, (Lewis Carroll. La vera storia del papà di Alice, Castelvecchi, 2010) perché lei dice che ha trovato lo scritto di un’altra, una bambina anche lei, ma non c’entra con le foto di lui, il reverendo dico, lei era una nipote mica un’Alice.

Insomma L.C. al secolo C.D. insidiava una governante, e una Lidell anche è vero però quella maggiore, quindi è tutta un’altra storia… “il suo amore per le bambine era genuino e spontaneo, era il perfetto fratello maggiore”. Eppure qualcuno non legge Alice per la storia delle fotografie, gli stessi che non ascoltano la musica di certi cantanti o disprezzano determinati intellettuali. Sarà il bisogno, sì sì proprio quello… lo dico anch’io. Quanto insegna la storia.

 

Licia Ambu