Il piacere di leggere in vacanza

Leggere durante le ferie è un piacere del tutto particolare. Sia che si rimanga a casa, sia che si viaggi, sia che si trascorra qualche giorno nella casa al lago o in montagna, il periodo delle vacanze ha un valore speciale. Il tempo è sospeso, tutto ciò che si fa lo si fa perché ci va di farlo, sempre alla ricerca del modo migliore per godersi quelle giornate vuote di doveri e piene di vita. Momenti così speciali richiedono libri altrettanto speciali.

In vacanza cerco delle letture che sappiano coccolarmi, né impegnative e profonde, né nuove e sorprendenti. Mentre durante l’anno cerco di spaziare il più possibile fra autori e generi diversi, in vacanza leggo sempre gli stessi scrittori: Amélie Nothomb, Fred Vargas, Georges Simenon. Scrittori prolifici e coerenti: nei loro innumerevoli romanzi trovo sempre le stesse atmosfere, le stesse sensazioni, come tornando ogni volta in un luogo conosciuto e amato, appartato e segreto, rassicurante e accogliente come un vecchio bozzolo.

Se si fa un viaggio, bisognerebbe sempre trovare un libro adatto. Leggere Viaggio in Portogallo esplorando la terra di Saramago o Passaggio in India nella seconda patria di Forster significa compiere due percorsi paralleli e complementari, scoprendo di una terra non solo quello che offre alla vista, il suo presente fugace, ma anche la sua anima e la sua storia cristallizzate nello sguardo di un altro. Il viaggio del libro e il viaggio fisico si intersecano, vissuti, pensieri e suggestioni diversi si completano a vicenda. Ricordo con grandissima emozione il mio primo viaggio oltreoceano: in volo verso Vancouver leggevo la prima parte di La vista da Castle Rock, di Alice Munro, in cui l’autrice racconta il viaggio dei suoi antenati dalla Scozia del XVIII secolo al Nuovo Mondo, terra promessa al di là di un mare infinito. Ero parte di una storia epica: stavo percorrendo quel tragitto pieno di speranze e illusioni insieme a una famiglia di contadini scozzesi di due secoli e mezzo fa.

I famigerati libri da spiaggia costituiscono una categoria a parte nella mia libreria estiva. I libri da spiaggia sono vecchi tascabili con ancora il prezzo in lire e le pagine ingiallite, abbastanza smilzi da entrare nel borsone tra una salvietta e una stuoia e abbastanza malconci da poter sopportare sole, sabbia e acqua. Quando arriva il momento di partire per il mare li cerco per tutta la casa come un’archeologa, li scovo in mercatini dell’usato e nelle svendite delle librerie. Il più delle volte sono opere minori per fama e per peso di grandi autori: i preferiti per le ristampe in edizione economica. Proprio  in spiaggia, con il rumore delle onde di sottofondo e il sole che scotta la pelle, ho conosciuto il Tolstoj de La Sonata a Kreutzer o de La morte di Ivan Ilic, il Franz Kafka de La metamorfosi o de Il processo, il Gogol de Il Cappotto, l’Oscar Wilde de Il ritratto di Dorian Grey, il Camus de Lo straniero. La spiaggia è il posto ideale anche per godersi i brevi testi teatrali: una tragedia di Euripide o Sofocle, capolavori di compiutezza e icasticità, un classico di Pirandello o, perché no, un enigmatico Beckett.

E ora che l’estate volge al termine, voi cosa avete portato in valigia?

Viola Bianchetti

Ha un'identità in corso di definizione. Nel frattempo si gode la vita.

3 Commenti
  1. Domanda smplice ; )
    – Il destino è un tassista abusivo di Luca Manzi (ideatore della serie di successo Boris)
    http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4700_il_destino_e_un_tassista_abusi_manzi.html
    ma anche:
    – Tesla, un uomo fuori dal tempo, di Margaret Chaney
    – 2001 Odissea nello spazio, di A. C. Clarke
    – Elogio de disordine, di David Weinberger
    – Una solitudine troppo rumorosa (rilettura), di Bohumil Hrabal
    – Oh mio Dio, è l’ora di cena! (manuale di sopravvivenza per chi odia cucinare (ricette incluse)), di Francesca Povoledo

  2. I miei libri estivi sono stati:

    -I Malavoglia, di Verga
    -Altai, dei Wu Ming
    -Padri e Figli, di Turgenev
    -Lettera al padre, di Kafka

  3. Ad oggi ho letto:
    – “Eravamo bambini abbastanza” di Carola Susani
    – “Il giro di vite” di Henry James
    – “Uomini famosi che sono stati a Sunne” di Göran Tunström
    – “Verderame” di Michele Mari
    – “L’era del porco” di Gianluca Morozzi
    – “La vita davanti a sé” di Romain Gary
    – e ho appena iniziato “Libertà” di Jonathan Franzen

    Anche se a dire il vero sono i miei libri estivi, più che da ferie, dato che quelle se va bene le vedrò solo a ottobre/novembre. :°°°