Letture proibite

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I Lunedì Metaletterari / Letture proibite

Raymond Radiguet strumentalizza ne Il Diavolo in corpo (Newton Compton, 123 pp. 5 euro) la proibizione della lettura di alcuni libri da parte del fidanzato di Marthe. Come dire “ragiona in centesimi se vuoi centesimi ed in euro se vuoi euro”: il fidanzato non voleva che Marthe leggesse Baudelaire, e lei non lo leggeva, o forse sì, poco importa. L’amante voleva portarsela a letto e lo ha fatto, questo già importa di più. «Sgradevolmente sorpreso nell’apprendere che era fidanzata, mi rallegrai di sapere che disobbediva a un soldato così babbeo da temere Baudelaire».

L’importanza ed il valore della lettura é sottolineato da come la storia abbia visto più di una volta impedito il libero accesso ai libri. Mi vengono in mente i libri messi al bando da parte dei Nazisti in Germania e dei Comunisti in Russia. Ancora oggi non possono circolare in Cina libri sull’indipendenza del Tibet o sulla figura del Dalai Lama. Si potrebbe dire la stessa cosa per altre nazioni, altri gruppi di potere, e non basterebbero le poche righe di questo articolo.

La Chiesa Cattolica può fregiarsi dell’onore di avere creato un Indice dei Libri Proibiti (Index Librorum Prohibitorum). Khomeyni decretò la condanna a morte per bestemmia dell’autore de I versi satanici, Salman Rushdie. Lui é ancora vivo, il traduttore giapponese Hitoshi Igarashi é stato invece ucciso a Tokio, colpevole di aver tradotto un libro proibito.

È sorprendente la forza di un’idea, il potere di un testo scritto. Mezzo chilo di carta e inchiostro contro popolazioni intere, armi, tempo ed economia. Ciò che sorprende é che alla fine, spesso, vince il mezzo chilo di carta.

Alessandro Pollini

Alessandro Pollini

Alessandro Pollini vive con il cane Plauto. Legge, ascolta, beve. Poi scrive (cose) ed evita (gente). Preferisce il cane alle relazioni d'amore e le relazioni d'amore a tutto il resto.

4 Commenti
  1. Vogliamo allora parlare di Imprimatur? Ma forse meglio di no: di libri pubblicati e poi ritirati dal mercato perché non hanno il placet del Vaticano è pieno il mondo… o forse no? Intanto chi “sceglie di non dimenticare” ha pubblicato con la Bibliohaus di Macerata il libro “Il caso Imprimatur”. Della serie: se non ve lo fanno leggere, almeno ve lo racconto.

    Meriterebbe invece alcune parole lo “scandalo” montato ad arte attorno a quel pessimo blockbuster di Dan Brown “Il codice Da Vinci”, verso cui il Vaticano medesimo pensò bene di sollevare un sopracciglio e spendere qualche parola per un’invettiva dal sapore di pubblicità lautamente ricompensata. Tanto che il libro è ancora in circolazione.

  2. Bellissimo articolo, breve ma incisivo.
    E cmq credo che le gente che ha poca dimestichezza con la lettura creda in un qualunque potere malefico delle parole scritte.
    La verità è che spesso ciò che vien scritto è frutto dellì’immaginazione (parlo dei romanzi) ,e si deve temere un qualche effetto negativo solo quando la persona che legge ha una mente labile che non sa distinguere tra fantasia e realtà.
    Se invece consideriamo i libri di informazione, beh , la mente del lettore rimane cmq al centro della questione; ci sono cose, idee, situazioni, sbagliate a prescindere…e sta a chi legge capirne la loro vera natura…non sarà un libro a decretare la giustizia o meno di un qualcosa.

  3. Ciao, grazie dei commenti! Mi avete fatto venire in mente il parroco del mio paesino che alla messa di ricordo di mia madre ha iniziato (il destino é beffardo) con me presente un monologo incredibile dal pulpito circa il codice da vinci, giocando a fare l’intellettuale di fronte per lo più a persone anziane che se sono arrivate alla quinta elementare é già tanto, quindi figurarsi se possono aver mai letto il codice da vinci… ovvero fare a gara a chi corre più veloce dentro ad un acquario! ahahahah aveva ragione Bob Marley in Rat Race!