Libri apnea, libri anti-binario

E insomma è andata che di tutti i libri infilati in valigia non ne ho aperto manco uno. A destinazione ho comprato un Carver (Cattedrale, Raymond Carver, Beat 2010, 9€) e fine delle trasmissioni. Io e Raymond abbiamo passato due giorni meravigliosi nemmeno a dirlo. Intensi.

C’è quella storia Una cosa piccola ma buona che c’è voluta una pausa causa apnea, ve lo dico. Voi l’avete letto quel racconto? No perché bisogna. Che cosa ragazzi… Che poi verso la fine ho cominciato a pensare che ci azzeccasse un poco con certe retrovie di quel discorso che David Foster Wallace ha fatto al Kenion College. Forse avevo assunto un Martini di troppo? Non lo ricordo veramente. Sono robe tostissime da cascarci dalla sedia.

Questo fatto che dietro le persone ci sono vite o viceversa. Sono cose un po’ difficili da accettare, ecco. Come loro, per me, lo sanno spiegare in pochi… Chi può dire questa è l’acqua meglio di così? (Questa è l’acqua, David Foster Wallace, Einaudi 2009, 16,50€)

Un tale tempo fa ha provato a immaginarsi un incontro tra Hopper (Edward non Dennis) e il vecchio Raymond (Si parla troppo di silenzio, Aldo Nove, Skira 2009, 14€). Ma ci pensate? Io aggiungo David. Fate voi.

Al ritorno in treno ho letto Wodehouse, perché Jeeves è l’unico modo per rientrare dalle ferie senza buttarsi sui binari secondo me. Un salvavita insomma. Ha funzionato.

Voi? Passate buone ferie?

Licia Ambu

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

2 Commenti
  1. Ho letto il racconto di Aldo Nove tempo fa… vedete, loro (Hopper e Carver) sono i miei due eroi preferiti(!!); mi ha lasciato una grande malinconia e un po’ di delusione. E’ come quando vedi il tuo conduttore radiofonico del cuore in fotografia, e dici:” Ed io che me lo immaginavo completamente diverso!!” Insomma son cose che non si fanno. Ok, non è proprio la stessa cosa, ma ci siamo capiti!

  2. Strano è strano, però almeno in questo caso puoi rifarti al fatto che si tratta dell’immaginazione di un’altra persona. Insomma, magari nella tua testa è tutta un’altra storia. Anche se devo dire che l’esperienza insegna, sono d’accordo con te, spesso meno si sa dei propri eroi meglio è 🙂