
I Lunedì Metaletterari / Non ho capito niente
Adesso il soggetto tipo per una trama pubblicabile può anche essere lui che ama lei che ignora l’esistenza di lui peròperò vuole rifarsi le tette. Oppure: ora che si è riprodotta non ha più uno straccio di vita. E giù al reparto pedagogia e/o narrativa leggera. Li compri nell’estasi dell’affinità intellettiva/situazionale e poi ti annoi e li molli. Ma mentre li compri ti preme dire a priori che vorresti una cosa leggera, sai com’è il periodo. Ma in definitiva chi o cosa determina lo status di leggero? O meglio, cosa e come si stabilisce giusto o sbagliato? Perché se compro la Kinsella (La ragazza fantasma, Mondadori 2009) poi me la metto in borsa e se compro Guerra e Pace me l’attacco al collo? Sì lo so, lo so, ma come accidenti funziona? Voglio dire, questo confine tra critica qualitativa e critica emotiva dove sta? Cinque decenni fa il noir era robetta da pulp magazine, adesso é più letto della Bibbia. La Kinsella non assurgerà al Nobel, vivaddio, ma esiste e scrive. Bisogna vedere le cose da un altro punto di vista? Con solo quattro stelline su anobii (recentemente cinque) rischi di dare lo stesso voto a un certo Pennac e un certo Volo, eppure… Forse mi va di leggere questo e poi decido se mi piace o no? Magari se Poe non appartenesse ai compiti a casa potrebbe anche avere più adepti dei vampiri in circolazione, e come la mettiamo se il bravo diviene commerciale? Possibile? Forse a volte si scorda la funzione della letteratura, presi dal dover categorizzare? Insomma, non ho capito niente, Montalbano quante stelline ha?




Quando il bravo diventa commerciale è sempre una tragedia!