Cent’anni di Julio Cortázar | Genesi

il Secolo Corta è una rubrica latticino, con data di scadenza: 26 agosto 2014. È anche la festa per il centenario più lungo del mondo, ma non possiamo esserne certi. Diciamo che abbiamo dieci mesi per festeggiare cento anni, che son quelli di Julio Cortázar, lo scrittore più alto del mondo. il Secolo Corta è un omaggio: ogni mese una puntata, ogni puntata un tema. Vuoi contribuire? C'è anche un blog, per dire: sarebbe bellissimo.

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Ci sono due chiose riguardo la genesi di Julio Florencio Cortázar Descotte che mi hanno sempre affascinato ed entrambe le ha proferite lui. La prima dice: «La mia nascita fu un prodotto del turismo e della diplomazia». La seconda, invece, che preferisco, l'ha pronunciata nel 1977 con una sigaretta in mano nel corso di un'intervista rilasciata a Joaquín Soler Serrano per la trasmissione televisiva “A Fondo”: «La mia nascita ha avuto luogo a Bruxelles lo stesso giorno in cui il Kaiser e le sue truppe occuparono la città. Il mio fu un nascimento sommamente bellico che ebbe come conseguenza uno degli uomini più pacifisti del pianeta».

Ixelles provincia di Bruxelles – Tuttavia c'è un tuttavia: Julio Cortázar non è nato a Bruxelles, non esattamente; il 26 agosto 1914, alle ore 15 circa, María Herminia Descotte partorì la buona novella in un letto di Ixelles, un comune belga a sud della capitale dove nel 2005, presso la Avenue Lepoutre, al centro di un parco cittadino, e di fronte alla casa natale di Cortázar, a Ixelles, appunto, un monumento di bronzo di 200 chilogrammi – che sembra un omaggio tanto a Cortázar quanto alla serie Futurama e a Matt Groening – è stato piazzato in bella mostra per permettere a tutti noi groupie dello scrittore argentino di fare una foto con la sua simpatica facciazza barbuta.

Madre – María Herminia Descotte, dicevamo, la mamma, argentina di nascita ma con sangue francese e tedesco, uno dei grandi amori di Julio Cortázar, lettrice infaticabile, abile traduttrice, è lei a iniziare alla letteratura quel figlio gracilino e costipato: «Leggeva senza alcuna discriminazione, senza alcun rigore scientifico, romanzi e racconti, ed era di natura romantica».

Padre – E il padre? Quel gran figlio di buona donna di Julio José Cortázar, anch'egli argentino di nascita ma con discendenza basca – il nonno paterno di Cortázar emigrò dalla Spagna al nord dell'Argentina, a Salto, per darsi all'agricoltura – non è che dovevi nominarglielo con troppa frequenza, al figliolo: «Avevo 6 anni quando se ne andò per sempre. Ci lasciò in grosse difficoltà economiche, mia mamma, mia sorella e me. Il mondo argentino degli anni venti era fortemente machista e mia madre, che conosceva le lingue – francese, tedesco, spagnolo e inglese – sarebbe potuta diventare una splendida traduttrice. Ma l'unico impegno onorabile, per una donna, era la pubblica amministrazione, oppure la casa. La presenza di mio padre tornò nella mia vita nella provincia di Córdoba, anni dopo, quando dovetti firmare alcune carte in seguito alla sua morte».

Fazzoletti – Eppure, secondo Karine Berriot, biografa francese di Cortázar, due ricordi paterni hanno fatto capolino, di tanto in tanto, in quella geniale testa corvina: rivedersi camminare al suo fianco e sentirsi orgoglioso dello sguardo dei passanti e una reminiscenza del padre, nudo in bagno, con l'impressione di trovarlo molto bello (oddio, ndr).

Cortázar Town – Nonostante a Julio Cortázar, per sua stessa ammissione, non sia mai fregato un cazzo molto del proprio albero genealogico, pare che Cortázar sia addirittura un comune, facciamo una frazione, facciamo una frazioncina, nei Paesi Baschi. Ci siete mai stati?

Incipit – «Sono nato a Bruxelles (ridaje, ndr) nell'agosto 1914. Segno astrologico, la Vergine; di conseguenza, astenico, con tendenza all'intelletualità, il mio pianeta è Mercurio e il mio colore il grigio (anche se in realtà pure il verde mi piace)». (da una lettera a Graciela de Sola, 4 novembre 1963)

Inizia così la vita di Julio Florencio Cortázar Descotte, una storia bellissima dove per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa.

Andrea Meregalli

Vivo con Isabella e Arturo Bandini. Lavoro come giornalista freelance aka una maniera edulcorata di lavorare come giornalista precario. Faccio gli articoli e i siti e i social e i comunicati stampa e gli speech e il seo e la seo: parità di genere. Ho un blog di letteratura e ho scritto un libro, come tutti.

3 Commenti
  1. Ottima presentazione!
    Non conoscevo Cortazar, o meglio, non ho mai letto niente di suo, ma credo che seguirò il Secolo Corta per trovare spunti a nuove letture.