Infinite Summer e i flirt estivi

Anche le coppie più stabili e le relazioni più durature attraversano dei momenti difficili. Vuoi per un litigio, per un’incomprensione o, San Valentino non voglia, per un tradimento. In fondo è accaduto a Brad e Jennifer, Rossella e Rhett e Ross e Rachel.

Lo stesso rapporto controverso può verificarsi tra un lettore e il suo fedele tomo, il volume inseparabile che si era promesso di leggere all’inizio dell’estate quando era giovane e ingenuo e prima di sapere che con un’umidità pari al 98% la carta si scioglie sulle dita e se le lecchi non godi fino a metà, prima di imparare a memoria il calendario del cinema all’aperto, di sapere che bersi una birra alla bocciofila mangiando pane e salame sotto la pioggia, in fondo, ha la sua poesia e, senz’altro, prima di realizzare che con le alte temperature le gonne si accorciano, le spalle si scoprono e la carica ormonale si impenna. Una serie di distrazioni che mettono a dura prova la coppia, anche quella letteraria.

È un po’ quello che sta accadendo a noi, wallaciani lettori dell’Infinito. Siamo intorno a pagina 750 e, come si dice, vorremmo fare nuove esperienze. Forse accusiamo segni di stanchezza. È che all’inizio senti il bisogno di stringere IJ continuamente perché sai nel profondo che può arricchirti, rapirti, darti nuove prospettive e allargare i tuoi orizzonti. Vuoi approfittare di lui in ogni momento libero e lo presenti agli amici in toni entusiasti.

Poi succede qualcosa, magari che un tuo collega ti chiede di accompagnarlo in libreria. E sarà perché è passato parecchio tempo ma quasi non ti ricordi come funziona un appuntamento tra gli scaffali. Si rimane inebriati dal fascino con cui un volume calza una copertina, dall’aroma della carta patinata, dall’aspetto intatto del dorso. E così, tra un finto sguardo indifferente verso il reparto proposte dell’editore e un tentativo di rimorchio da parte dei ripiani che garantiscono il 30% di sconto, sei vittima di un flirt letterario. E di quelli più superficiali: scivoli sul best seller della Parodi per sperimentare la ricetta di qualche torta salata da condividere alla suddetta bocciofila o sull'edizione tascabile di L’era del Porco, che si sa, agosto è anche il mese della sagra e non si sa mai che dia qualche dritta su come si concia il cotechino. Impegni letterari, per così dire, più leggeri (digestione esclusa). Ecco allora che le tue certezze cominciano a sgretolarsi e le sicurezze vacillano.

Ma il campione si vede a 50 metri dal traguardo. Così ti batti il petto dicendo «Sono stato uno sciocco, in fondo cosa mi ha lasciato questo  costoso compendio Scopri Milano in bicicletta se non una ruota bucata?»

Per fortuna si tratta solo di un annebbiamento, un diversivo divertente che sai non si ripeterà mai più.

In fondo quante cose ci sono ancora da scoprire, capire, collegare e analizzare di IJ. Il rapporto con Infinite non è una semplice avventura estiva che viene presentata all’edizione di Studio Aperto delle 12.25. È qualcosa di viscerale e profondo che merita di essere vissuto al massimo. Siamo quelli che sperano che Hal Incandenza non comprometta il suo futuro a causa del successo giovanile e eccessi poco sportivi facendo la fine di uno dei fratelli Tenenbaum, e vogliamo scoprire quale altra struttura geometrica si cela nelle nostre case a parte il cicloide, la soluzione al problema del Brachistocrono di Bernauilli nascosto dal pomello tondo della porta. Vale la pena di lasciare qualcosa di mai scontato e dannatamente sarcastico per il brivido di una (dimenticabile) pagina?

Parliamo anche a te, caro lettore, che forse ti sei lasciato andare al manuale di Management: raggiungi la leadership in 5 mosse. Vogliamo dirti: lo capiamo, c’è la crisi. E non ti biasimiamo per questa défiance. Ma ricorda che quando ti sarai ravveduto, potrai cercare Infinite Jest e trovarlo dove è sempre stato.  

Ti aspetta sul comodino come ogni sera, rassicurante e poderoso nella sua stazza generosa, un po’ sgualcito dai segni della pagine che si rincorrono e che lo rendono così intrigante. Nulla di meglio in questo lungo, accaldato agosto, quando anche l’egiziano della pizza al taglio sotto casa ha chiuso e se scendi in strada non trovi neanche un prete per chiaccherare.

 

Elena e Stefano

 

2 Commenti
  1. naaaa… tutto tranne mollare a pagina 750: sarebbe come tradire quando il rapporto con il proprio partner sta diventando maturo, completo e condiviso. Prima potrei ancora capirlo perché non sai ancora se fidarti del tutto.

    …cioè a 750 stai nel bel mezzo della totale dipendenza: impossibile mollare!

    Comunque per IJ serve un ritmo lento ma costante, poche gocce al giorno e l’intossicazione è assicurata (Io ci ho messo 4 mesi per finirlo e non o ho letto altro e non sono uno che legge poco e in fondo, a un anno dal termine, mentalmente, lo sto ancora leggendo).

  2. Io sono a pagina 220 e sono ancora intrigata dalla trasmissione di Madame Psicosys, ma la voglia di novita’ la sento, l’articolo rende bene il sentire di noi Wallaciani ma non mollero’, anche se un Jo Nesbo e il suo spettro sarebbero stati ideali per questo agosto rovente y solitario e per niente fatal. Luglio era stato dedicato a La scopa del sistema, una passeggiata psichedelica al confronto di IJ.