Coppa dei Lettori 2015: i 12 titoli in gara

Il venerdì, è risaputo, è il giorno degli annunci fondamentali. Ed è per questo che, come l'anno scorso, l’annuncio dei dodici titoli della Coppa dei Lettori abbiamo deciso di farlo di venerdì. La scorsa edizione è stata stravinta da Matteo Righetto con La pelle dell'orso e adesso, lettori, siamo tornati! E abbiamo tutti e dodici i titoli, lungamente attesi, per la nostra Coppa! 

Non che ce ne sia bisogno, ma nel caso ce ne fosse bisogno, per chi si fosse appena sintonizzato, per caso fosse finito proprio qui ora, ecco fermi lì che ve lo spieghiamo subito sinteticamente: La Coppa dei Lettori è il premio che fate voi, proprio voi che state leggendo. Noi abbiamo pensato per tutto l’inverno a selezionare i nostri titoli preferiti, alcuni li abbiamo cambiati nel corso dei mesi, annunci e ribaltamenti, tanto che i libri di febbraio avevano soppiantato quelli di dicembre, mentre padrini e madrine si contendevano titoli pazzeschi, insomma stravolgimenti e colpi di scena, ma ora ci siamo. Li abbiamo. E ve li elenchiamo qui sotto. Voi adesso dovete solo leggerli e dirci cosa ne pensate, ma soprattutto votarli, votarli e farli votare! Già, perché se i dodici candidati li abbiamo scelti noi, sarete voi a scegliere tra di essi i cinque che andranno in finale e si contenderanno la Coppa dei Lettori 2015!

Votare è così semplice che praticamente quasi basta il pensiero. Due semplicissime istruzioni:

–    arrivati qui in fondo, non dovete fare altro che scrivere il titolo che preferite in un commento a questo articolo (qui e solo qui eh!)
–    fatto questo, non dovete far altro che prendervi una meritatissima pausa dal lavoro e telefonare, scrivere, registrare, linkare a tutte le persone a cui volete bene questo post, così anche loro potranno fare lo stesso (pausa caffè compresa, chiaramente)   

E no, non vi spaventate se non ne avete letto nemmeno uno! Padrini e madrine sono qui per questo e hanno scritto due righe di presentazione per ogni libro.

Avete ben dieci giorni di tempo: fino al 27 aprile (chiuderemo le votazioni allo scoccare della mezzanotte!)

E quindi, senza ulteriori esitazioni, ecco a voi i dodici pazzeschi titoli in gara:

L’invenzione della madre (Marco Peano, Minimum fax): L’invenzione della madre è un braccio che esce dalle pagine, ti entra in bocca, ti scende attraverso e quando ti arriva allo stomaco stringe le dita della mano per duecentocinquantapagine circa. Inizi questo libro e per tutto il tempo della lettura ogni mattina vorresti scrivere a Mattia su WhatsApp per chiedergli come ha trascorso la notte, e ogni sera ricordargli di essere forte, consigliarti un dvd e aggiungere che se ha bisogno di qualcosa ecco sì, la tua spalla c’è. Poi arrivi in fondo e, soprattutto, ti accorgi di una magia. Quella di un libro che raccontando una morte si riempie di vita.

Licia voleva aggiungere una cosa ma contiene un finto "spoiler" e Nellie, mentre scrivono insieme questa presentazione, non ha ancora finite il libro. Perciò hanno preferito astenersi.  (Madrine: Licia Ambu, Nellie Airoldi)

Atti osceni in luogo privato (Marco Missiroli, Feltrinelli): In un momento storico in cui l'accesso alle fonti e alla cultura è immediato e supersonico, i grandi classici (letterari, sportivi, geografici e sentimentali) sono diventati grandi luoghi comuni che si portano dietro un'aura di banalità imperdonabile. Come se la curiosità si misurasse nella ricerca della strada meno battuta e non nell'originalità del ripercorrerla con i propri piedi e la propria testa. Per fortuna che, in aiuto, ci arriva Atti osceni in luogo privato, il romanzo di Marco Missiroli che, a una prima lettura, può sembrare l'educazione sentimentale e sessuale di un bambino che diventa ragazzo che diventa adulto ma che, oltre e più di questo, funziona come il Sidol. Quella cremina, cioè, che strisci sulle superfici opache per farle ritornare lucide e brillanti. (Padrino: Jacopo Cirillo)

La ferocia (Nicola Lagioia, Einaudi): Parabola del declino di una famiglia sullo sfondo di un Meridione devastato dalla speculazione edilizia, noir in cui violenza e corruzione assurgono a principio di necessità, romanzo di formazione erede della tragedia classica, La ferocia è un libro che scappa a ogni definizione, e questo non può che essere un bene. Attrae e appassiona, è magnetico nella grandezza delle sue invenzioni letterarie, nel miracolo della scrittura che tiene insieme piani di esistenze differenti e lontani. Sconvolge la vita dei suoi lettori come quella di chi abita le sue pagine. Ma è anche un libro sulla sconfitta del nostro mondo, sulla nostra incapacità di comprendere, ed è questo il motivo per cui va letto. Perché tra le pagine vive la ferocia di una bellezza che resiste. (Madrina: Oriana Mascali, Padrino: Luigi Mauriello)

Il nero e l’argento (Paolo Giordano, Einaudi): Paolo Giordano torna a riconquistare i fan con una storia triste: quella della Signora A., tata tuttofare e custode di una famiglia dai fragili equilibri. C'è il protagonista maschile della famiglia, che parla in prima persona, c'è la sua donna, e poi c'è il piccolo Emanuele. Ma senza la Signora A. manca qualcosa. Ecco perché, mentre lei viene erosa pian piano da un brutto male, anche la famiglia sembra crollare, a poco a poco. Ai momenti brillanti, argentei, della storia di famiglia, si aggiungono i momenti malinconici, neri. L'affaticato andare avanti, tra alti, bassi e ricordi. (Madrina: Elena Chiara MItrani)

Dimentica il mio nome (Zerocalcare, Bao Publishing): Benvenuti, signore e signori, alla cronaca del passaggio all'età adulta di Zerocalcare. "Faccio ciò che farebbe qualsiasi adulto" parole sue, non mie. Calcare fa le cose pratiche, materiali ed essenziali che fanno gli adulti, le cose giuste da fare, insomma. E così scopre la verità: su di sé, sulla sua storia e sulla sua famiglia, sulle origini del suo orgoglio, sul motore che lo spinge continuamente alla lotta e al realismo. Affronta persino i fantasmi del Terzo Reich. E tutto questo Calcare lo fa con la massima apertura, con onestà limpida e spiazzante. Questa storia va oltre i polli di gomma, i fumogeni e Super Mario: questa è la storia dell'amore delicato e prezioso di un Uomo per la sua famiglia. (Madrina: Sara D’Agostino)

A pesca nelle pozze più profonde (Paolo Cognetti, Minimum fax): Il bello delle storie di Paolo Cognetti, che scrive solo racconti, è che i suoi libri piacciono a tutti. Non c'è questione di genere, di stile, non ci sono distinzioni che tengano. A pesca nelle pozze più profonde è una lunga riflessione sull'arte di scrivere racconti, ma è anche molto di più. È un viaggio nella letteratura, nelle short stories, è una serie di indicazioni colorate sugli alberi di montagna, che formano un percorso in realtà libero e bellissimo. Un libro stupendo che ci insegna molto, e che ci ricorda perché amiamo tanto leggere. (Madrina: Silvia Pelizzari)

Roderick Duddle (Michele Mari, Einaudi): Un mix tra Black Sails, Il principe e il povero e Oliver Twist, Roderick Duddle è soprattutto un romanzo d'avventura, di quelli fatti bene e con una trama talmente consistente da diventare pesante – ma solo nel senso che costringe il lettore a restare inchiodato alla seggiola sino alla fine -. Roderick è figlio di una prostituta ed erede della fortuna dei Pemberton, è cercato e braccato da spietati criminali e suore alquanto inusuali. E' la risposta italiana a Harry Potter (boooom!!!) ma senza la magia. Se cercate un romanzo divertente e avvincente, volete Roderick Duddle e Roderick vuole i vostri voti! (Padrino: Davide Piccirillo)

Cartongesso (Francesco Maino, Einaudi): Cartongesso è un libro strano, periferico, eppure perfettamente centrato nel suo sviscerare i luoghi del Veneto in una colata di lingua, rabbia e poesia. Cartongesso è un'invettiva che va ferocemente contro e strenuamente a difesa di questa regione bislacca, ma incarna tutta la provincia d'Italia. La lingua di Maino è come quella di Gadda e la sua lucidità ricorda Pavese. La voce del protagonista Michele Tessari, avvocato tragicomico e becchino di una società in sfacelo, procede inarrestabile, ma quando lascia riprendere il fiato, lo fa con pagine di bellezza inaspettata. Non leggetelo se non amate Gadda, non leggetelo se volete una trama, non leggetelo se pensate che l'Italia non abbia bisogno di scrittori. (Madrina: Francesca Mastruzzo, Padrino: Lorenzo Andolfatto)

Golem (LRNZ, Bao Publishing): Golem è un fumetto distopico ambientato a Roma nel 2030, e ha delle tavole di una bellezza immaginifica stratosferica. Davvero devo aggiungere altro? Ok. C'è un ragazzino, Steno, orfano di padre, che ancora riesce a sognare nonostante la madre provi ogni volta a fargli prendere pasticche perché dorma senza sogni. C'è un gruppo di resistenza e una rivoluzione, lo pseudo al posto dell'euro, strade piene di colori e di morti invisibili. Altro? C'è l'amore. (Madrina: Eva Brugnettini)

La domenica lasciami sola (Simonetta Sciandivasci, Baldini&Castoldi): "Nulla esiste; e se anche il fuorigioco esistesse, non sarebbe conoscibile; se anche il fuorigioco fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile agli altri". In un mondo dove le storie d'amore vengono costantemente messe alla prova, il calcio è davvero un ostacolo invalicabile? Simonetta Sciandivasci pensa di no e ci catapulta nella vita di una giovane donna, S, che un giorno incontra Alessandro: colto, passionale e, incredibilmente, eterosessuale. Ma la sua passione calcistica potrebbe diventare un temibile rivale… E qui accorre in aiuto di tutte le donne questo geniale ed ironico manuale, che tra regole di sopravvivenza da stadio e ribaltamenti di terrificanti luoghi comuni, ci ricorda che uomini e donne sono diversi. E che forse va bene così. "Armiamoci di onestà e intraprendiamo il viaggio: sicure che essere lasciate sole la domenica sia davvero uno svantaggio?" (Madrina: Egle Mugno)

Affari di famiglia (Francesco Muzzopappa, Fazi): Pochi libri italiani sono così genuinamente divertenti come Affari di Famiglia. C'è un finto rapimento, c'è molto humour inglese, c'è la Contessa Maria Vittoria dal Pozzo e il suo maggiordomo sarcastico e il suo rapitore imbelle. "Oh, ma sì che è un gioco, l'hai detto tu stesso: si è rapita da sola." (cit. il Grande Lebowski). (Padrino: Andrea Sesta)

Un anno di Lercio (AA:VV., Rizzoli): Un anno Lercio (A.A.V.V. Rizzoli): Un libro importante, fondamentale. Un nuovo modo di fare satira. In un mondo in cui l’informazione è deformata e deformante, Lercio si impone come nuovo… Eccheccachio, poi se vincerà la Coppa dei Lettori tutta la redazione di Lercio ha promesso che verrà a ritirare il premio con il batacchio al vento. E le donne? Anche loro, tutte con il batacchio al vento. Votate Lercio, votate Lercio, votate Lercio. Per la grande letteratura, vota Lercio. (Madrina: Federico Tamburini) 

Allora? Cosa aspettate? Votate!

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

404 Commenti
  1. Allora… io di tutta la lista ne ho letti solo due. Ma tutti si trovano già nella mia lista desideri :).
    Voto Dimentica il mio nome, perchè tra i due che ho letto è indubbiamente il migliore.

  2. Atti osceni in luogo privato (Marco Missiroli, Feltrinelli)
    Scrittura brillante. Voto questo libro, nonostante una sopravvalutazione del ruolo del sesso nella vita degli esseri umani ed una concezione dell’Eutanasia come scelta di libertà e dignità della persona, che capisco ma non condivido.

  3. È una scelta difficile, perché amo molto anche i libri di Peano e Cognetti.
    Ma voto con il cuore: La domenica lasciami sola di Simonetta Sciandivasci.
    Perché Simonetta (e lo dico anche di fronte a questo post pieno di libri di gente bravissima, libri magari pure più seri e più “letteratura”), è nata per scrivere: è nata proprio con la penna in pugno, fra i denti, con mille penne nei capelli.
    Di gente bravissima a scrivere ce n’è, per fortuna, ma di gente per cui la scrittura sia il solo destino possibile io non lo so se ce n’è poi molta, a questo mondo. E Simonetta è una femmina (già di per sé un intero mondo, quindi) destinata allo scrivere. Da lei le parole sgorgano come se le contenesse nel sangue, come se tutto il suo organismo fosse fatto di parole. Ogni volta che la leggo sento che accade una magia: mi si scoperchia il cervello e dentro ci appare un bazaar, una città, mille città, cento voci, e navi merci, e navi passeggeri, e storie, e amore, e bambini, e molte vite. Simonetta ha un dono vero. E merita di vincere perché è giovane, perché questo è il suo primo libro, ma il suo è un talento antico. Lo senti, lo leggi, e lo riconosci: il talento vero è quella cosa lì. C’è gente bravissima, e poi c’è chi una vita fatta per scrivere ce l’ha scolpita in tutte le arterie e nel suo destino.

  4. tremendamente indecisa, ma visto che mi sta tenendo compagnia in questi giorni sono COSTRETTA a votare “Dimentica il mio nome” di Zerocalcare.

  5. Il mio voto lo do’ a “La domenica lasciami sola” , ho letto il libro mi è piaciuto molto.

  6. “La Domenica lasciami sola” di Simonetta Sciandivasci.
    Vero antidoto al logorìo della donna moderna.

  7. La ferocia di Nicola Lagioia, è uno scrittore che non ho mai letto, ma mi piace molto la sua rubrica su Rai tre.

  8. La domenica lasciami sola di Simonetta Sciandivasci una lettura rilassante, divertente e sorprendente!

  9. bellissimo e bona anche l’autrice del libro “La domenica lasciami sola (Simonetta Sciandivasci, “

  10. La domenica lasciami sola di simonetta sciandivasci. Un libro che non si può non possedere.

  11. voto il libro di Simonetta Sciandivasci La domenica lasciami sola, un vero talento nata con il diavolo in corpo per scrivere….

  12. Voto “Affari di famiglia” di Francesco Muzzopappa. L’ho letto in treno . Dovevo spostarmi da Milano a Piacenza, ma preso dalle pagine sono finito a Bologna, e Bologna è di gran lunga più bellina di Piacenza.

  13. Affari di Famiglia – Se non fosse che l’autore … ah, scusate, non posso scrivere cose che riguardano lui e la sua vita privata? Neanche del suo aspetto fisico? La sua ragazza? Solo del libro? Bellissimo certo, divertente pure, soldi spesi bene e una sensazione mai provata, quando lo consigli e ti richiamano per ringraziarti… Ma posso dire che lui… No eh? Vabbè Muzzopappa… passa a trovarci in campeggio almeno. Dai che te lo dico a quattrocchi quello che volevo scrivere qui! Ciaps.

  14. …nonostante (o proprio per) il titolo così ritapavonesco, voto per il libro della Sciandivasci, “La domenica lasciami sola”… 🙂

  15. L’invenzione della madre, Marco Peano. “un train peut en cacher un autre”..ma più che nascondernecene uno, questo libro li svela entrambi