Coppa dei lettori: i 12 titoli in gara

È venerdì e, come annunciato a inizio settimana, con grande piacere ci accingiamo ad annunciare i 12 libri che si contenderanno la Coppa dei lettori. Una rinfrescatina, per chi fosse arrivato solo ora: la Coppa dei lettori è il nostro premio letterario, dove i lettori fanno tutto: selezione dei titoli, comitato organizzatore, votazioni. 

Le votazioni, in particolare, sono aperte proprio a tutti: infatti, tutti possono votare scrivendo nei commenti il titolo del libro preferito. Le votazioni resteranno aperte fino al 5 maggio e nel conteggio dei voti si terrà conto delle preferenze espresse nei commenti sul sito e su Facebook. Per ogni commento è possibile esprimere una ed una sola preferenza e ogni lettore può commentare una volta sola. Grazie alle votazioni, dei 12 libri in gara ne resteranno soltanto cinque, che saranno i finalisti della Coppa dei lettori. 

Non avete letto tutti e 12 i libri? Votate lo stesso! Per aiutarvi ad orientarvi nella selva dei titoli selezionati, abbiamo deciso di istituire un comitato di padrini e madrine che adottassero i libri e li accompagnassero al premio con due righe di presentazione. 

Mentre noi lanciamo la nostra sfida, un'altra sfida corre parallela sulle pagine de Linkiesta. A loro il compito di attribuire il premio della critica: una cosa seria, ma che stanno già portando avanti nel migliore dei modi, liberando tale premio da tutto quanto di noioso e accademico esso possa avere.

Adesso, però, è ora di lanciare la gara. Si parte al colpo di pistola. Che vinca il migliore!

I TITOLI IN GARA:

Libri insieme per la coppa Lettori 2015

 

La vita non è in ordine alfabetico (Andrea Bajani, Einaudi): Per ogni lettera una parola; per ogni parola un piccolo racconto. I piccoli racconti di Bajani sono dei click, delle polaroid a colori caldi che si fanno spazio nella nostra vita e che si arricchiscono con i nostri, di aneddoti. A di amore, B di buio, C di confessione. A scuola, per insegnarci a leggere, la maestra scriveva una lettera al centro del foglio invitandoci a collegarci più parole possibili. Le lettere sono solo 21, ma da queste parte tutto quello che del mondo possiamo raccontare. E tutto il raccontabile, a differenza delle lettere, in ordina alfabetico non ci può stare. (Madrina: Silvia Pelizzari)

Nevicava sangue (Eraldo Baldini, Einaudi): Ravenna, 1811-12. Un povero cristo vedovo, con figlia e madre a carico, è costretto a lasciare la capanna di terra battuta per essere spedito nella campagna di Russia, dove sembra che gli incubi più splatter prendano vita come nemmeno nelle fiabe del terrore che si ascoltava da bambini. E nel viaggio infinito diventa un altro uomo. (Madrina: Eva Brugnettini)

Amiche mie (Silvia Ballestra, Mondadori): Carla lo sa, lo capisce dagli strani status delle donne: vedova, suocera, zitella. Gli uomini: capofamiglia, marito fedele, scapolo impenitente. Impenitente era assurdo.
E poi non era folle trovare rilassante una serie tv zeppa di autopsie, omicidi rivoltanti e crimini particolarmente esecrabili? Non era altrettanto folle appassionarsi a gare culinarie a base di giudici sadici e cafoni, umiliazioni e improvvisazioni su zucche e zucchine, frittura e cucina estrema? E non era ancora più folle a volte alternare le due cose nella stessa serata? Non era folle? Lo era. (Padrino: Michele Danesi)

Il corpo non dimentica (Violetta Bellocchio, Mondadori): Violetta fa un atto estremamente coraggioso: si sventra pubblicamente raccontando i suoi tre anni di alcolismo in un'intensa autobiografia costellata di flashback e buchi neri. 
Se pensate che l'alcolismo sia un problema tutto maschile o se pensate che essere biondi significhi essere poco intelligenti, e pure se pensate che autobiografia e romanzo siano due generi distinti, ecco, leggete questo libro.  (Madrina: Elena Biagi) 

Tuttissanti (Teresa Ciabatti, Il Saggiatore): Non è il libro che volete, è quello di cui avete bisogno. Casomai vostro fratello-figlio-fidanzato-moroso-compagno-oculista volesse fare il tronista prestateglielo. Santo Dio regalateglielo.(Padrino e Madrina: Andrea Sesta e Silvia Dell'Amore)

Storia di chi fugge e di chi resta (Elena Ferrante, e/o): "Vedi, leggere ti stressa, questa cosa di Finzioni ti stressa, sei qui che non ti stacchi dal libro e continui a dire che devi per forza finirlo." "No, cioè, non è che sono costretta a finirlo, è che io devo finirlo, voglio finirlo, e non posso assolutamente staccarne gli occhi prima di averlo finito!!" – Dialogo dopo quattro giorni di lettura ininterrotta dei libri di Elena Ferrante. (Madrina: Cecilia Lazzaroni)

Il turco in Italia (Joyce Lussu, L'asino d'oro): Questa è la storia di un'amicizia.Tra versi d'amore e resistenza e rocambolesche fughe da Istanbul, il racconto di un'affinità elettiva senza pari. Quella tra Nazim Hikmet, il poeta turco più famoso al mondo e Joyce Lussu, sua prima e più importante traduttrice italiana. Un particolare: Joyce, del turco, non sapeva una parola. (Madrina: Egle Mugno)

L'età dell'oro (Gianluca Morozzi, Italica Edizioni): Un romanzo in tiratura limitata, che ti avvolge dentro Bologna ed è stato scritto da uno che, all'inizio degli anni zero, mandava in giro i propri manoscritti non via email ma via posta ordinaria, dopo averli fatti stampare in copisteria. Tutto questo è L'età dell'oro. La mia vita raccontata a Paz, di Gianluca Morozzi. (Madrina: Elena C. Mitrani)

Le attenuanti sentimentali (Antonio Pascale, Einaudi): Una storia che non vuole saperne di diventare romanzo. Un documentario sui sentimenti che nessuno girerà. Un'Italia in cui non esistono più gli uomini di una volta, e a parlare del perturbante si viene presi per pornomani. Mentre al Pigneto si sorseggiano cocktail bio. E ancora, la storia della ricotta che però è siero, le ossessioni, l'ansia, l'insonnia da sconfiggere a pedalate. Esercizi di vita quotidiana alla ricerca della ricerca. Spoiler: Inceneritore è una parola da evitare. (Madrine: Francesca Mastruzzo e Licia Ambu)

La Terra del Sacerdote (Paolo Piccirillo, Neri Pozza): Questo romanzo dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che non solo il Molise esiste, ma che la bellezza della grande letteratura sta sempre da un'altra parte, in quei posti che non sappiamo neanche di conoscere. (Padrino: Luigi Mauriello)

La pelle dell'orso (Matteo Righetto, Guanda): "Per un attimo gli sembrò di vedersi da fuori e assistere ad un momento importante e quasi magico, come se quei minuti e quell'istante in particolare fossero un capitolo fondamentale della sua vita". Un grande racconto, semplice e naturale, come le storie narrate una volta prima di mandare a letto i bambini. Un libro da leggere seduti attorno al focolare. (Padrino: Michele Marcon)

Gli eroi imperfetti (Stefano Sgambati, minimum fax): Un romanzo che è una domenica pomeriggio, quella tipica che ti rilassa con la sua linearità, il montaggio regolare, la sensazione che è tutto a posto. Un libro intelligente, come quelli che tagliano il marmo per il verso giusto, i serpenti che si mordono la coda che sa di buono o gli applausi a due mani. La letteratura quando ci sa fare per bene e il lettore crede pure che il merito sia il suo. Gli eroi imperfetti è il libro che ti permette di dire ‘oh, ho letto Gli eroi imperfetti e mi è piaciuto moltissimo’, e sentirti un gran fico. (Padrino: Jacopo Cirillo)

Sono aperte le votazioni!

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

496 Commenti
  1. Andrea Bajani – La vita non è in ordine alfabetico. Il quotidiano in poesia, un piccolo gioiello, un po’ “Carveriano”, da leggere tutto d’un fiato lasciandoti un dono prezioso: l’amore per la vita comunque.

  2. Teresa Ciabatti, Tuttissanti .
    Un libro che ferisce, uno squarcio sugli effetti della tv come nutrimento.

  3. Voto La Terra del Sacerdote di Paolo Piccirillo ma ci tengo a dire che Andrea Bajani è un grandissimo.

  4. “Tuttissanti” di Teresa Ciabatti. Una scrittrice che è un assoluto genio. La adoro

  5. Gli eroi imperfetti di Sgambati: finalmente un giallo intelligente, misurato e geometricamente interessante.

  6. Sono fra i 333 fortunati possessori della serie limitata, per cui non posso che votare “L’età dell’oro” del grande Moroz!

  7. Teresa Ciabatti, “Tuttissanti” (e speriamo che il correttore automatico me lo lasci come è)

  8. Matteo Righetto – La pelle dell’orso

    È un libro che ho letto con piacere e ti permette di visualizzare e di vivere ogni singolo luogo derscritto.

  9. Voto La pelle dell’orso di Matteo Righetto, un bel racconto sul “diventare grandi”.

  10. La pelle dell’orso di Righetto, gran bel racconto che racchiude un grande insegnamento verso la natura.

  11. La pelle dell’orso. M. Righetto – lo leggi senza pausa, ti immedesimi nel personaggio e ritorni bambino quando le emozioni e l’immaginazione era tutto. Senza tempo

  12. Voto LA PELLE DELL’ORSO, tutto il resto è fuffa ombelico-centrica.
    Righetto è uno pochi narratori italiani di vero, grande talento.
    Cecilia

  13. Stefano Sgambati, “Gli eroi imperfetti” …da non perdere, assolutamente degno di gran merito!

  14. La Pelle dell’Orso. il profumo delle nostre montagne… veramente tenero e coinvolgente

  15. La Pelle dell’Orso.
    il profumo delle nostre montagne… veramente tenero e coinvolgente

  16. “Storia di chi fugge e di chi resta” – Elena Ferrante.
    In trepidante attesa del quarto volume.

  17. l’età dell’oro di Morozzi. perchè il pezzo “ma tu dove l’hai fatto?” riferendosi alla presentazione al pubblico del proprio libro sono 20 minuti di paura e delirio!!

  18. io voto La pelle dell’orso di Matteo Righetto(Guanda)
    l’ho letto e mi è piaciuto tantixximo !!

  19. li ho letti più o meno tutti e mi è piaciuto più di tutti La pelle dell’orso (Matteo Righetto)

  20. 11 di questi 12 titoli tra due anni al massimo saranno già dimenticati.
    1 di questi 12 titoli tra dieci anni sarà ancora in libreria.
    Voto “La pelle dell’orso” di Righetto.
    Elena

  21. Voto “La pelle dell’orso” di quel “diàol” di Righetto.
    Grande narratore, grande romanzo.

  22. La pelle dell’orso di Matteo Righetto. Alcuni degli altri c’è li ho ma non ho ancora fatto in tempo a leggerli, ho letto solo questo.

  23. La pelle dell’orso di Matteo Righetto. Per lo stile pulito, il linguaggio semplice, il paesaggio montano splendidamente descritto, la storia delicata capace di conquistare lettori adulti e ragazzi.

  24. voto per Righetto. La pelle dell’orso è davvero un bel romanzo.
    Un po’ Rigoni Stern, un po’ Hemingway, un po’ London.
    franz

  25. Per me il libro del 2013 è indubbiamente La pelle dell’orso di Righetto, quindi voto questo!

  26. Voto “La pelle dell’orso” di Matteo Righetto, romanzo di formazione apparentemente favolistico, ma in realtà spietato e duro.

  27. Ringrazio tutti quelli che fin qui hanno votato per il mio libro (in primis le decine di studenti e professori che hanno adottato e apprezzato il mio romanzo in classe).
    E poiché nulla mi vieta di votare (lo ha fatto anche Sgambati), allora lo faccio anch’io 😉
    Voto La pelle dell’orso!
    Matteo Righetto

  28. Anch’io voto La pelle dell’orso di Matteo Righetto un libro di avventura, un libro di formazione, un libro di informazione. Si legge d’un fiato, fa riflettere e commuovere.

  29. Voto “La pelle dell’orso” di Matteo Righetto perché amo i libri molto leggeri e senza pretese.

  30. Grazie a Finzioni magazine ma io mi ritiro dal concorso perché vedo che qualcuno lo prende troppo sul serio sollecitando insulti e tifoseria da stadio. Spero che la cinquina sia: Sgambati, Ferrante, Piccirillo, Ballestra e Pascale. E pure Bellocchio Baldini e Morozzi. Gli altri non li ho letti. Arrivederci. Non votatemi più. T.C.

  31. Anche Mark Twain scriveva storie leggere e senza pretese, caro Fabio Viola.
    Quanto a insulti e tifoseria da stadio, io non ne vedo l’ombra; quelle son cose da Premio Strega…
    Ciò che noto, semmai, è una vivace ed entusiasta partecipazione popolare.
    Complimenti a Finzioni per la bella iniziativa e… vinca chi prende più voti!
    Quello mio va a: LA PELLE DELL’ORSO, un romanzo bellissimo!
    Francesco Capovilla

  32. Voto “La pelle dell’orso”.
    Se non avessi letto la recensione di Ferdinando Camon su La Stampa-Tuttolibri non l’avrei mai acquistato. Molto piaciuto.

  33. Ho dimenticato Andrea Bajani, scusate. Voto Bajani. Evviva la letteratura italiana.

  34. Signor Capovilla, infatti se avessi trovato Mark Twain l’avrei votato senz’altro. Twain purtroppo è morto perciò voto Righetto, che a mio avviso è la sua reincarnazione italiana. Ribadisco: “La pelle dell’orso” di Matteo Righetto.
    Alla prossima, sterile polemica ritirerò il voto.

  35. Voto la pelle del orso, oltre il fatto che é stupendo la prof mi uccide se non voto il suo amico (y)

  36. L’estate scorsa ero in vacanza a Cortina d’Ampezzo e ho avuto la fortuna di conoscere Matteo Righetto in occasione della presentazione del suo romanzo a “Una montagna di libri”. Voto per il suo romanzo perché è una storia di una potenza e insieme di una delicatezza assolute.
    “La pelle dell’orso tutta la vita!

  37. “La vita non è in ordine alfabetico”, Andrea Bajani.
    Quando la lingua italiana danza su una musica piena di talento e bellezza.

  38. Matteo Righetto, perché la Pelle dell’orso è ancora sul comodino tra i libri ai quali mi piace dare la buonanotte.

  39. La pelle dell’orso di Matteo Righetto, comprato, letto e regalato anche a mio padre. Grazie

  40. Matteo Righetto con La pelle dell’orso.
    Non è solo lettura, è viaggio, è vita. Una sorta di spiritello che viene solleticato dalle parole e inizia a vagare tra le persone ed i luoghi di una storia che diventa tua.

  41. Mi ci sono immersa e ne sono uscita dopo qualche ora, con il pensiero di sapere come sarebbe andato avanti. Voto La pelle dell’orso, assolutamente.

  42. Voto per “La Pelle dell’Orso” di Matteo Righetto, romanzo di formazione italiano.

  43. Voto per Matteo Righetto con ” La pelle dell’orso”, un libro che ha il sapore di Lansdale di un autore appassionato e perbene.

  44. Ho avuto qualche istante di indecisione, ma alla fine la scelta l’ha dettata il cuore: La pelle dell’orso, emozionante e bello. Il mio voto è come un consiglio di lettura, e sinceramente suggerirei la pelle dell’orso se me lo chiedessero.

  45. Il mio voto è per Matteo Righetto.
    La Pelle dell’orso mi è stato consigliato da un caro amico e sono ben felice di poterlo consigliare a tutti. Buona giornata.

  46. voto “La pelle dell’orso” di Matteo Righetto (che grazie a Guido Scarabottolo ha anche la copertina più bella del 2013).

  47. La pelle dell’orso, senza dubbio. Conosciuto per caso, l’autore mi ha fatto conoscere punti di vista che nemmeno immaginavo. Letto e apprezzato, lo voto e lo consiglio.

  48. Una splendida lettura, un libro che emoziona: La Pelle Dell’Orso ha il mio pieno voto.

  49. Voto La pelle dell’orso, dovrebbero esserci più scrittori come Righetto, probabilmente a qualcuno tornerebbe la voglia di leggere!

  50. voto “Il turco in Italia”, la biografia del poeta Nazim Hikmet raccontata da Joyce Lussu, della casa editrice L’asino d’oro.