La Coppa dei Lettori… Nicola Lagioia

Quali sono i romanzi finalisti alla Coppa dei lettori? Perché ci sono piaciuti? Chi li ha scritti? 
Approfittiamo di questi giorni prima delle votazioni finali per rinfrescarci la memoria, rispondendo a questi ed altri interrogativi con una serie di contenuti speciali dedicati ai cinque finalisti della Coppa dei lettori!

Cominciamo con un'intervista a Nicola Lagioia. 

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Perché scrivi?

Raccontare di mondi già esistenti (quelli di cui abbiamo esperienza) significa incredibilmente inventarne di nuovi. È una delle esperienze più vertiginose – anche fuor di letteratura – a cui può portare la scrittura di un romanzo. Un'attività a metà tra quella dello scenziato e quella dello stregone: si fanno nuove scoperte, al tempo stesso si ha a che fare con l'invisibile.

Cosa fai quando ti trovi di fronte ad una bella storia?

Una bella storia non è mai data una volta per tutte, altrimenti sarebbe una bella storia morta. Abbiamo buone tracce, buone indizi, e da lì bisogna inventare ciò che non c'è. Dare all'altro (in questo caso al lettore) ciò che non si ha, diceva il filosofo.

Quale momento della stesura del romanzo ti ha appassionato di più e quale meno?

È stata una grande avventura, piena di passione, tensione, angoscia, follia, e bellezza: senza soluzione di continuità.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi personaggi? sei tu che comandi o sono loro?

I personaggi sono il motore della storia, e tu devi riuscire a sentirli, devi sintonizzarti con loro. È come se navigassero su una frequenza d'onda parallela a quella dentro la quale stai viaggiando tu (e il mondo dove non c'è ancora il romanzo che scriverai) e allora devi cercare di attirarli da questa parte, oppure andare tu nell'altra parte, afferrarli per i capelli (oppure brandirli, giocare a Alice e il Bianconiglio) e portarli o riportarli qui.

E tu, scrittore, che lettore sei?

Leggo di tutto, in modo poco ordinato, e seguo l'istinto, vale a dire il soldato scelto del desiderio.

Di' qualcosa a un altro finalista.

In bocca al lupo.

Con quale personaggio letterario usciresti a cena?

Preferisco il ruolo del voyeur. Mi piacerebbe osservare, alle cinque del pomeriggio, in un locale pubblico di un paesino dimenticato da Dio, Humbert Humbert e Candace Compson una di fronte all'altro a sorseggiare il tè. Io sono quello seduto da solo due tavoli più in là. Il tavolo di mezzo è vuoto.

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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