La Coppa dei Lettori… Simonetta Sciandivasci

Quali sono i romanzi finalisti alla Coppa dei lettori? Perché ci sono piaciuti? Chi li ha scritti? 
Approfittiamo di questi giorni prima delle votazioni finali per rinfrescarci la memoria, rispondendo a questi ed altri interrogativi con una serie di contenuti speciali dedicati ai cinque finalisti della Coppa dei lettori!

Oggi tocca a Simonetta Sciandivasci.

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Perché scrivi?

Perché non so, né voglio fare altro.

Cosa fai quando ti trovi di fronte ad una bella storia?

Mi sento meno sola.  

Quale momento della stesura del romanzo ti ha appassionato di più e quale meno?

La Domenica Lasciami Sola avrebbe dovuto essere un pamphlet. È diventato, invece, un romanzo perché, mentre lo scrivevo, ho capito che il mio compito non era indicare una strada, bensì intraprenderne una e raccontarla. Il momento più appassionante è stato quello, preciso, in cui ho realizzato quest’agnizione del libro: in fondo era la mia agnizione. Non ricordo nessuna fase fredda della stesura, né meno affascinante (e con questo non voglio dire che sia filato tutto liscio, anzi, ma non ho mai smesso di sentirmi coinvolta).

Qual è il tuo rapporto con i tuoi personaggi? Sei tu che comandi o sono loro?

Comando io: credo che un romanzo debba avere una struttura deterministica. Se fossi in balìa dei miei personaggi, dovrei difendermi da loro e questo mi impedirebbe di renderli migliori di me, di entrarci in conflitto, di farmi da parte per evitare che diventino mie estensioni.

E tu, scrittore, che lettore sei?

Leggo chi mi squaderna, mollo alla decima pagina chi mi rassicura. Leggo chi non vuole educarmi, ma assalirmi. E leggo poco: mai più di quattro libri al mese. 

Di' qualcosa a un altro finalista.

Muzzopappa, sono felice che tu scriva. Mi sarebbe piaciuto fare le elementari con te: sono certa che saremmo diventati amici per la pelle, proteggendoci vicendevolmente dalle storpiature dei nostri cognomi.

Con quale personaggio letterario usciresti a cena?

Con John Self di Money (Martin Amis). Perché mi ha insegnato che il pudore, spesso, alberga nei malconci e salva dal cinismo. E perché berremmo tantissimo, fumeremmo tantissimo, rideremmo – amaramente – tantissimo.

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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