Stefano Sgambati – Gli eroi imperfetti

Quali sono i romanzi finalisti alla Coppa dei lettori? Perché ci sono piaciuti? Chi li ha scritti? 
Approfittiamo di questi giorni prima delle votazioni finali per rinfrescarci la memoria, rispondendo a questi ed altri interrogativi con una serie di contenuti speciali dedicati ai cinque finalisti della Coppa dei lettori! 

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Il libro, l'oggetto libro, il file elettronico libro o come diavolo lo chiamate voi giovani oggigiorno, in sè, non esiste. Non è che non conta nulla, no. Proprio non esiste. È come il rumore che fa una sola mano che applaude. Il libro, piuttosto, esiste in quanto lettura, in quanto pratica. Come accordo con il cervello che lo manipola. Altrimenti è solo inchiostro, o bit. Per parlare di un libro, allora, si potrebbe iniziare proprio dalla pratica. 

Bene. Gli eroi imperfetti è un libro da domenica pomeriggio. Anzi, Gli eroi imperfetti è una domenica pomeriggio. Perché i libri non proiettano solo luoghi e tempi, i libri sono luoghi e tempi. Li prevedono, li suggeriscono. Un po' come le venature del marmo. Mi spiego. Nella Provincia di Massa Carrara ci sono un centinaio di segherie che lavorano marmi e graniti da tutto il mondo. Usano dei particolari telai dotati di lame d'acciaio, che imprimono un movimento orizzontale unito a un continuo abbassamento, premendo nelle fessure acqua e sabbia silicea per l'azione abrasiva che facilita il taglio. Come dire: tu il marmo taglialo come cazzo vuoi, ma se segui le venature vai meglio, e usi meno sabbia silicea, magari. Come dire: tu Gli eroi imperfetti leggilo quando cazzo vuoi, ma se lo fai di domenica pomeriggio vai meglio, e usi le serate per gli aperitivi, magari.

E perché, direte voi, intagliatori di marmo?

minimumfaxPerché Gli eroi imperfetti funziona come la domenica pomeriggio. Ti rilassa con la sua classicità, la sua scrittura, la sua linearità, il suo montaggio regolare, quella sensazione che è tutto a posto. Come quei bei cuscinoni bianchi del tuo divano. E poi ti pungola con la sua cultura e con la sua intelligenza, ti sveglia con le sue scoperte,  evitando di trasformare il relax in R.E.M. Perché alla fine, se proprio bisogna dire qualcosa, si dirà che questo è un libro intelligente. Ma di un tipo di intelligenza particolare. 

Ci sono un sacco di intelligenze diverse, mi pare. Quella matematica, quella umanistica, quella calcistica, quella analitica, quella alcolica. E poi c'è l'intelligenza più importante di tutte, il termine estensivo delle intelligenze: quella relazionale. La capacità innata di rapportarsi con il mondo e con le altre persone nella maniera giusta, e la maniera giusta è tale perché inquadrata nel sistema di riferimento articolato proprio dall'intelligenza relazionale stessa. Insomma: un serpente che si morde la coda e capisce che la sua coda ha un sapore buonissimo. (#teamUroboro)

E Gli eroi imperfetti ha una grande intelligenza relazionale. Perché tratta il lettore in modo intelligente, lo solletica senza imporsi, lo risveglia senza schiaffeggiarlo. Lo fa sentire meglio con se stesso e gli fa credere che il merito non sia nemmeno il suo, ma del lettore stesso, così bravo nel leggere e nel godere di un libro cosìGli eroi imperfetti è un libro che ti permette di dire oh, ho letto Gli eroi imperfetti e mi è piaciuto moltissimo, e sentirti un gran fico. 

Ah, anche la trama del libro è molto bella ma per quella, come sempre, c'è già la seconda di copertina. 

Stefano Sgambati – Gli eroi imperfetti – minimum fax 2014 – 279 pagine – quindici euro

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

1 Commento
  1. Mentre leggo un libro, mi diverto a trovare una definizione in grado di caratterizzarlo, e se la trovo la scrivo a matita sull’ultima pagina. Su questo libro ho scritto “Grande fiducia nell’intelligenza del lettore”. Mi ritrovo, quindi, nella tua recensione: è un libro che parla all’intelligenza, che la stuzzica, che la stana, la sorprende, la lusinga, e la frustra, in certi momenti, perché serve anche quello, no? Un libro non accomodante, e non semplice. Per lettori in gamba.