#teampeano

Cari Lettori,

eccoci all’ultima fase della nostra Coppa, quella in cui cerchiamo nello slancio finale di convincervi a votare il nostro libro del cuore. L’invenzione della madre ha un sacco di motivi per essere un libro del cuore. Vi abbiamo già detto che è scritto magistralmente, vero? E poi è una storia coinvolgente che non può assolutamente lasciarvi indifferenti! È un’esperienza da farsi insomma. Un libro che parlando di una perdita vi cosparge la giornata di vita, tanta vita. Nel caso non lo abbiate ancora letto, non preoccupatevi, per mettervi in pari qui trovate un estratto e qui il teaser del libro realizzato da illo tv.

 

Ma questo ve lo abbiamo già detto: noi, l'internet tutto e Marco Peano con un tour da vera rock star, perciò oggi abbiamo pensato di cambiare prospettiva e raccontarvi che L’invenzione della madre in realtà, è anche un libro di film. Parecchi film.

Insomma, chi lo dice che nei libri si trovano solo spunti per altri libri? Si è parlato tanto del libro eppure divagando sulla profondità della storia e la schiettezza del linguaggio non si è quasi mai parlato di quella piccola videoteca che è il lavoro di Marco Peano. 

Mattia, giusto per ripasso, ha 26 anni, la vita un po' ferma e fa un lavoro in via di estinzione: commesso in una videoteca. Questo è un ottimo pretesto dello scrittore per filtrare i sentimenti del protagonista attraverso pellicole che nei decenni, a modo loro, hanno fatto la storia del cinema e, in questo caso, anche quella del protagonista. Siete curiosi? Bene, eccovi allora alcune dritte.

•    Se mi lasci ti cancello – Michel Gondry (2004)

Eternal sunshine

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 La  stanza del figlio – Nanni Moretti (2001)
 
C'è una sequenza, nella Stanza del figlio, in cui il personaggio di Silvio Orlando sta facendo una seduta dall'analista interpretato da Nanni Moretti. A un certo punto Orlando gli confida di avere un cancro, e dice che fondamentale ai fini della guarigione è l'atteggiamento psicologico del paziente verso la malattia. Al che Moretti, neppure troppo seccato, gli risponde che anche se il malato è combattivo, quando deve andare a finire 
male non c'è scampo.
 
• Il labirinto del fauno – Guillermo del Toro (2006)
 
Nel Labirinto del fauno di Guillermo del Toro, per dimenticare il territorio bellico in cui si è trasformata la sua famiglia e insieme fuggire alla guerra vera che imperversa nel mondo di fuori, la piccola Ofelia s'inventa uno spazio segreto di cui lei è principessa.
 
• Rosemary's baby – Roman Polanski (1997)
 

rosemarys-shock

 

 

 

 

 

• Parla con lei – Pedro Almodόvar (2002)

 

C'è una sequenza in Parla con lei di Pedro Almodovar in cui viene mostrata la cerimonia di vestizione del torero: prima di una corrida, ci si abbiglia con cura per dare o ricevere la morte.

•    L'uomo senza sonno – Brad Anderson (2004)

Nell'Uomo senza sonno di Brad Anderson, un allucinato Christian Bale dice che s'immagina la madre mentre acquista – ignara, felice – il vestito con cui poi il figlio l'avrebbe sepolta.

•    L'esorcista – William Friedkin (1973)

giphy

 

 

 

 

 

 

 

 

•    L'invasione degli ultracorpi – Don Siegel (1956)

Una delle scene più paurose dell'Invasione degli ultracorpo di Don Siegel è quando il bambino si ostina nel dire che quella non è sua madre.

•    Memento – Christopher Nolan. (2000)

Ogni tanto vorrebbe essere come il protagonista di Memento di Christopher Nolan. Ma con la memoria resettata un attimo prima, in un loop continuo e virtuoso in cui sua madre gli canta la ninna-nanna.

•    Kill Bill vol 1 – Quentin Tarantino (2003)

kill bill

 

 

 

 

 

 

•    Signs – M. Night Shyamalan (2002) 

Uno dei film di M. Night Shyamalan forse meno amati dal pubblico è Signs: tutti si ricordano Il sesto senso, e Mattia in videoteca cerca sempre di suggerire anche gli altri del regista. In una scena di Signs, appunto, i protagonisti assistono in silenzio alla comparsa di un personaggio che ha cambiato le loro vite. Il film è famoso soprattutto per i "cerchi nel grano", prerchè fra le altre cose parla di un attacco alieno, ma in realtà racconta sentimenti e situazioni umanissime.

•    American Beauty – Sam Mendes (1999)

american beauty

 

 

 

 

 

•    Psyco – Alfred Hitchcock (1960)

Posso consigliarti Psyco, dice il giorno dopo a un ragazzo con due generose spruzzate di brufoli sugli zigomi: è entrato in negozio e gli ha chiesto un horror bello, non come i film di paura giapponesi dove non succede mai niente, un horror che faccia saltare sulla sedia lo spettatore (non ha usato esattamente queste parole, ma il senso è quello). Solo, prosegue Mattia quando già l'altro sembra convinto, è un film molto vecchio, in bianco e nero. Il ragazzo tace. È di Alfred Hitchcock, agiunge allora Mattia. Uno bravo. Meglio di no, dice il butterato, lo devo vedere stasera con la mia tipa, se è in bianco e nero quella si addormenta.

 

E se il film fosse L’invenzione della madre? Chi potrebbe essere il regista? E Mattia? Magari Wood…?

e_wood
 

 

 

 

 

 

 

Mentre ci pensate, votatelo!

In fede,

le madrine

Le votazioni sono concluse.
Presto scopriremo insieme il vincitore!

Nellie Airoldi

Cresciuta in campagna in mezzo ai libri e ai taccuini, ha imparato che nella vita si conosce una persona solo quando la si porta ad un aperitivo perché, diciamocelo, davanti ad un buon vinello nessuno può mentire, soprattutto se vicino c'è anche una fetta di polenta.

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