#teamsciandivasci

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Eccoci arrivati al rush finale. Due parole ed alcune immagini per convincere assidui lettori Finzionici e non, a votare Miss La domenica lasciami sola, Simonetta Sciandivasci in finale nella grandiosa Coppa dei Lettori. Il suo romanzo ha fatto ingresso nella mia vita una faticosissima e buissima sera, nel bel mezzo di un noioso novembre. Con ogni probabilità il mio capo in ufficio aveva ancora una volta dato il peggio di sé, la metropolitana per tornare a casa era gonfia e puzzolente, il frigo drammaticamente vuoto. Sul divano però c'era lui che, ammetto, ho cominciato a leggere sperando di riuscire a cambiare rotta alla serata. Considerando di aver riso da sola alle lacrime fino a notte fonda (con una sospettosa preoccupazione del mio compagno che aleggiava nell'appartamento), posso definire l'impresa più che riuscita.

E allora bando alle ciance, per chi non lo avesse letto riporto qui le grandiose regole (per sopravvivere ad una relazione con un tifoso di calcio, ma soprattutto al femminismo sfrenato) scritte da Simonetta e che chiunque voglia far parte del #teamsciandi deve conoscere a memoria!

Allo stadio:

  • Godete dell’enorme vantaggio di poter urlare improperi a casaccio, rivolgendovi a un numero imprecisato di persone, cioè quello che vorreste fare in fila al supermercato o al semaforo, dove però rischiate fastidiose querele. Allo stadio sarete in zona franca: sfogatevi, fa parte del gioco.
  • Portate con voi qualche suo accessorio imbarazzante, magari il borsello con cui va a pagare le bollette e vi porta pure a cena fuori: sfoderatelo al primo goal che subisce la sua squadra e lui assocerà per sempre il dolore della sconfitta a quell’orrido articolo. Non glielo vedrete mai più addosso.
  • Concentratevi, annullate i pensieri: potreste raggiungere il nirvana. Nessuno vi disturberà. Per 90 minuti sarete inesistenti ai suoi occhi: approfittatene per fare cose che solitamente non trovate il tempo di fare. Un esempio su tutti: esercizi contro il prolasso uterino. Non devo dirvi io come si fa, ma insomma,  ragazze, pensate al futuro.
  • Abbracciatelo molto, soprattutto se la sua squadra dovesse perdere: dimostrategli che, quando il calcio lo abbandona e il suo mondo crolla, voi siete lì con lui, per lui. Inamovibili. Forti. Invincibili.
  • Guadagnatevi un bonus anti-suocera: “amore, se oggi andiamo allo stadio non possiamo andare a pranzo da tua madre: sai che di solito dal primo al dolce passano 18 ore, non faremmo in tempo”.
  • Date il giusto peso all’apparenza e ricordate, con onestà, il suo valore supremo. Evitate di pitturarvi la faccia con bandiere (anche perché è probabile che sbagliereste il verso delle strisce): non siete un sacrificio umano, né un capotribù indiano.
  • È piuttosto ovvio che non abbiate idea di quale sia la porta in cui deve segnare la squadra per cui vi è stato intimato di tifare. Per questa ragione, evitate di esultare non appena la palla entra in rete: sinceratevi prima che il punto sia dei “vostri” (insomma, dei “suoi”). Almeno in questo, accordategli la precedenza e lasciate che il primo a esultare sia lui.
  • Non permettetegli di rintracciare in voi alcun cliché: piuttosto che chiedergli cosa sia il fuorigioco, nel momento in cui l’arbitro ne segnala uno a sfavore della squadra del vostro cavaliere, sollevate il suo spirito con qualcosa di filosofico, alla Gorgia, tipo “amore, non preoccuparti: nulla esiste; se anche il fuorigioco esistesse, non sarebbe conoscibile e se anche fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile agli altri, come dimostra il fatto che io non ho idea di cosa accidenti sia”.
  • Non portate thermos o borracce, a meno che non vogliate renderlo vittima di bullismo/nepotismo/nonnismo. Se fosse assetato e vi chiedesse da bere, lanciategli – con cautela – una bottiglietta d’acqua di plastica, meglio se liscia. Massimamente consigliabile, per signorine impavide, versargliela direttamente in faccia, come si vede nei documentari degli animali. Adattatevi: allo stadio va in scena un grande carnevale, i ruoli si ribaltano, i servi diventano padroni e il vostro uomo diventa una bestiolina. Non lasciatevi impressionare.
  • Non fate alcuna domanda. Partecipate con gioiosa incoscienza a uno spettacolo che non capite e lasciatevi trasportare dal sublime (ci sono comunque 22 uomini in campo, anche se li vedete da lontano). Il calcio condivide con l’amore un tratto fondamentale: nel momento in cui viene capito, smette di essere divertente, di avere senso e, probabilmente, di esistere. 

Si vocifera che dopo aver messo in atto queste regole, molte persone abbiano ritrovato la voglia di vivere. Ne abbiamo alcuni esempi. Sono stati inseriti messaggi pubblicitari visivi  a scopo promozionale. Non ignorateli.

Collage sciandi

 

(Si ringrazia per l'immagine di copertina Adriana Napolitano e per il disegno Daniele Trequattrini).

Le votazioni sono concluse.
Presto scopriremo insieme il vincitore!
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