Alessio Spataro | Biliardino

Ci sono essenzialmente due visioni contrapposte sui viaggi nel tempo e il loro possibile funzionamento. La prima, che scegliamo di illustrare attraverso Ritorno al futuro, considera il tempo come un vettore, una linea che parte dal passato e arriva al futuro. Per viaggiare nel tempo, allora, ci si sposta indietro su quella linea per ripercorrerla, attenti a non alterare il corso del passato. Se si altera il corso del passato, la linea temporale si ramifica e le cose prendono pieghe altre e inaspettate. La seconda visione sui viaggi nel tempo è messa in discorso splendidamente dal Doctor Who e parte dall'idea che il tempo sia in realtà una bolla che si espande in tutte le direzioni e che, dunque, tutti gli avvenimenti passati e futuri si svolgano sempre nello stesso momento. Viaggiare nel tempo, allora, significa semplicemente scegliere un punto di vista e categorizzare quella linea temporale a partire da esso. 

Le categorie di tempo e spazio e il concatenamento di eventi presupposto da questo sistema di riferimento sono il punto di vista di un osservatore e, come ogni punto di vista, una caricatura: prende le mosse da un dettaglio, da un singolo aspetto e, a partire da esso, spiega il mondo. Biliardino di Alessio Spataro fa esattamente questa cosa e la fa così bene da diventare, retroattivamente, il miglior esempio di viaggio nel tempo possibile. La storia è bellissima e parte dalla figura di Alexandre Campos Ramirez, meglio conosciuto con il nome di Alejandro Finisterre: l'inventore del biliardino. La graphic novel, però, non è la storia del biliardino ma la storia di Spagna e d'Europa dagli anni trenta ad oggi, attraversata avventurosamente dal suo protagonista e giocata tutta su un tavolo di legno con le aste telescopiche e dieci omini blu e dieci omini rossi. 

bGià prendere il biliardino come spunto narrativo apre un universo culturale gigantesco, a partire dal lessico. Il biliardino, in Romagna, si chiama calcino. Rullare si dice frullare e il gancio (proibitissimo!) gancino, e non si può fare nemmeno dalla difesa. L'Italia è l'unico paese al mondo che gioca con la formazione 2-5-3 e uno dei pochi con gli omini con un solo blocco come piedi: in quasi tutto il resto del mondo gli omini hanno DUE GAMBE. Adesso ditemi se un elenco di aneddoti di questo tipo non sarebbe la miglior serata a bere birre con gli amici di tutti i tempi. Il biliardino è uno strumento meraviglioso per raccontare una storia perché, già di suo, contiene in nuce tutta un'archeologia di storie collettive sedimentate da più di un secolo. 

E Alejandro Finisterre, al contrario dei suoi piccoli giocatori di legno, non stava fermo un attimo: tra fughe e esilii ha girato tutto il mondo e, da eroe trasversale qual era, si è incontrato con le figure culturali e politiche più importanti di questo secolo: Neruda, Picasso, Camus, Hemingway, Ernesto Guevara, Frida Kahlo e l'ombra lunga di un mostruoso Francisco Franco. E alla presentazione del libro, Alessio Spataro ha raccontato un milione di cose che ha dovuto omettere, frutto di una ricerca impressionante durata più di tre anni e sbocciata in un fumetto così denso nella sua bicromia da sembrare lungo il doppio, ma sempre troppo poco. 

Ah, magari non lo sapevate, ma la più grande giocatrice di biliardino di tutti i tempi era la fidanzatina del Che.

Ah, guardate il biliardino circolare.

il-biliardino31Questa immagine e tantissime altre tavole di Biliardino le trovate qui.  

Alessio Spataro – Biliardino – Bao Publishing 2015 – 296 pagine – ventuno euro

 

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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