Chad Harbach – L’arte di vivere in difesa

Mi piace pensare i differenti linguaggi come piani, resi coesi dalla sintassi e coerenti dal vocabolario: tutte le parole di un idioma sono collegate da regole grammaticali e significano attraverso lo stesso codice. Questi piani, poi, non si intersecano mai perché, come per la sinonimia, non esiste la traducibilità perfetta. Bene: se prendiamo due di questi piani, metti la lingua italiana e quella inglese, e li facciamo sfregare tra loro, la risultante sarà qualcosa che riassume in sè entrambi ma, allo stesso tempo, ha un differente statuto, un po' come quando al campeggio provi ad accendere un fuoco con i legnetti: le scintille sono sia legno che fuoco (la potenzialità del fuoco) ma non più legno e non ancora fuoco. 

L'arte di vivere in difesa, titolo del bellissimo libro dell'esordiente Chad Harbach, in inglese si chiama The art of fielding. L'arte di vivere in difesa è un titolo con una valenza leggermente negativa, almeno nel sistema-lingua italiano: vivere in difesa, dunque schermarsi, tirarsi indietro, subire senza rispondere, il tutto addirittura elevato ad arte, come se in realtà fosse qualcosa di positivo, di estetico. Già lo stridìo tra questi concetti fa pensare a una storia condiscendente e comprensiva verso i più deboli, verso quelli che sono in qualche modo costretti a vivere in difesa e, dunque, tanto vale crearci un'arte dietro.

The art of fielding invece è tutta un'altra cosa. Fielding ha due significati principali, uno dei quali legato al gioco del baseball (ah, già, questo sarebbe un libro sul baseball, ma non è così rilevante). Anzitutto si può tradurre genericamente come copertura del campo: essere presente, o avere influenza, su tutto il terreno senza lasciare parti sguarnite. Sempre difesa, certo, ma con l'implicita premessa di una risposta: difesa come costruzione dell'attacco, non come distruzione della volontà. Inoltre, fielding, nel gergo del baseball, significa "handling the ball while playing in the field", dunque, di fatto, avere il possesso del gioco, manipolarne l'oggetto di valore (la palla) e dunque la narrazione.

Ora, se facciamo sfregare L'arte di vivere in difesa con The art of the fielding, produciamo scintille di significato del tutto inedite che, è proprio il caso di dirlo, gettano nuova luce sull'esperienza di lettura naturalmente successiva al titolo. In che modo? Beh, il nostro l'abbiamo fatto, adesso non vi resta che leggerlo, e questo ve lo consigliamo caldamente (sic).

Chad Harbach – L'arte di vivere in difesa – Rizzoli 2012 – 516 pagine – venti euro

Jacopo Cirillo

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