Christian Frascella – Il panico quotidiano

Facciamo il gioco delle associazioni: mentre leggevo Il panico quotidiano, ho notato che il protagonista del libro si chiama Christian Frascella, pensa un po', proprio come l'autore. La prima cosa che mi è venuta in mente, senza nemmeno un ragionamento compiuto, è stato Paul Auster in Città di vetro, nella famosa trilogia.

Poi però ci ho pensato meglio e ho pensato a questo: Paul Auster, dentro al suo libro, ti osserva dalle pagine e ti dice: hei, guarda qua, hai visto, non sono il vero Paul Auster, ti sto prendendo in giro per fare un numero, così leggi il mio nome e ti flippa il cervello e non capisci chi scrive chi o cosa e allora vai all'aperitivo con gli amici e racconti che stai leggendo questo libro che è uno strippo perché, pensa te, lo scrittore a un certo punto è anche il personaggio. E' come se il piccolo Paul Auster di carta e parole si dimenasse, come quei bambini che saltano sul tappeto elastico e urlano Guardami! Guardami! alla mamma annoiata e sbadigliante sulla panchina, che si fuma paglie sottili e legge un libro all'incontrario.

il-panico-quotidiano-di-christian-frascella-e-L-vcSAVGInvece Christian Frascella fa il contrario. E' lui che si butta dentro al libro, che alla fine non è proprio un libro ma un buco nero risucchiante. E vuole uscire, e cerca di uscire, ma non ce la fa, è intrappolato, e tutte le oltre 200 pagine sono il tentativo disperato e terribile di uscire, dove invece Auster è voluto entrare e si è fatto pure una passeggiata di salute.

In pochissime parole: la storia è quella di Christian Frascella, operaio 27enne della Fiat che, a un certo punto, inizia ad avere delle crisi di panico. Che peggiorano sempre di più, alienandolo dagli amici, dalla fidanzata e da se stesso. E' un libro duro, pesante, strano, con un linguaggio che sembra fatto apposta per la storia che racconta, con una capacità ammirabile di de-astrazione, riduzione lessicale e linguistica di emozioni, sensazioni ed esperienze che, in prima battuta, diresti intraducibili e indescrivibili e che invece, qui, trovano perfetta e terribile cittadinanza.

Il panico quotidiano è un libro che è la metafora di se stesso. Un'esperienza ctonica di lettura, un abisso di depressione, panico, dolore, un tunnel verso il basso che prende tutti: la storia, l'autore, Christian Frascella, io che lo leggo e magari pure Paul Auster, che sarà certo un campione del mondo, ma almeno leggendo questo libro potrebbe imparare che c'è poco da scherzare, con le deissi.

Christian Frascella – Il panico quotidiano – Einaudi 2013 – 216 pagine – 17 euro

Jacopo Cirillo

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