Claudio Panzavolta – L’ultima estate al bagno Delfino

Ok, questa la dico subito così poi possiamo iniziare: L'ultima estate al bagno Delfino parla di una cosa che noi, nati negli anni 80 entro un raggio di 50 km dalla riviera romagnola, facevamo tutti gli anni: andare al mare con la famiglia e passare luglio e agosto in una casa in affitto, sempre quella; avere un bagno fisso ("stabilimento balneare", direbbe la Crusca, ma noi con la crusca ci facciamo la birra), un ombrellone fisso e la nonna che cucina a casa aspettando il nostro ritorno. Gli amici, sempre gli stessi, che vedevamo crescere e cambiare ogni anno e l'ultima terribile o salvifica estate, quando sei troppo grande per andare in vacanza con la nonna. Io andavo al Bagno Lina, a Cervia. Claudio andava al Bagno Delfino, a Marina Romea. Stessa cosa, stessa pazzesca madeleine

Basterebbe questo. Ma solo a me e a pochi altri. La cosa bella, però, è che L'ultima estate al bagno Delfino è molto più di un soffice dolcetto francese che si sbriciola nell'incontro con un tè caldo. L'ultima estate al bagno Delfino è un'epica. E riesce, graziosamente, a riprodurre su carta una sensazione che ci portiamo dentro fin da bambini: i nostri lunghi pomeriggi, gli amori, le avventure e le disavventure di quindici estati dietrofila non sono semplici accidenti trascurabili, sono le più grandi storie mai vissute. E non è sono il passato o i ricordi che le ammantano di leggenda, ma la loro universalità. Una coscienza collettiva condivisa da chiunque sia stato, da bambino, libero di fare più o meno quello che voleva insieme agli amici. 

ULTIMA-ESTATE_bassaLe giornate di Corrado, Micheael, Giulio, Antonino e tutti gli altri sono grandiose nella loro piccolezza, immense nella loro apparente insignificanza. Sono storie importanti perché costruiscono un mondo, lo formano e lo articolano. Sono importanti perché forgiano uomini. Perché ripercorrendole tutte, ci troveremo sempre a scoprire, o intuire, che a trent'anni siamo così anche, se non soprattutto, grazie a quelle estati, imbevute dello stesso paradosso: troppo lunghe quando stanno per iniziare e troppo corte quando, ormai, sono finite. 

E, come dicono gli Amici Miei in una notte di malinconia: 

Il bello della zingarata è proprio questo: la libertà, l'estro, il desiderio… come l'amore. Nasce quando nasce e quando non c'è più è inutile insistere.

 

Claudio Panzavolta – L'ultima estate al bagno Delfino – ISBN Edizioni 2014 – 176 pagine – 18 euro

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

2 Commenti
  1. Bagno Marina, Lido di Spina. Tutto il resto è uguale a come lo hai descritto.
    (Leggerò sicuramente il libro quest’estate, al solito bagno che adesso però ha cambiato nome).