Fabio Genovesi – Morte dei Marmi

Se poi per disgrazia viene fuori che a Forte dei Marmi ci hai pure fatto il liceo, allora davvero ti guardano come se gli dicessi che ti sei laureato a Gardaland

Io sono nato e cresciuto in Romagna e, come molti altri, ho un legame affettivo fortissimo con quei luoghi, legame che, vista la distanza che mi separa dal borghetto natìo, corroboro attraverso i racconti. Ci sono un sacco di aneddoti legati alla Romagna, come ci sono un sacco di aneddoti legati a qualsiasi altra zona d'Italia, soprattutto quelle con un'identità culturale e sociale così forte e coesa. Il miglior modo per far vivere quei luoghi infatti è articolarli in una narrazione. Meglio se aneddotica. Meglio se gonfiata.

Questo è un libro sulla Versilia, su Forte dei Marmi in particolare, luogo atipico per eccellenza, con una parentesi estiva che ne cambia talmente tanto i connotati da rendere primavera, autunno e inverno metonimie dell'estate, e non viceversa. Non è proprio un libro, in realtà, è piuttosto una raccolta di storie brevi e divertenti (ma divertenti davvero eh), è una messa in narrazione del Forte. Poi magari non sono successe davvero tutte quelle cose, ma il grande merito del libro, oltre a farti fare delle gran risate, è dimostrare come non sia importante che cosa si racconta nelle storie, ma che cosa si racconta con le storie, attraverso di loro. 

Giusto un esempio, per capirci. C'è questa gag bellissima in cui il libro illustra le telefonate degli appassionati di shop-watching, tutte quelle persone dell'entroterra toscano che passano la domenica a Forte dei Marmi non tanto per comprare, quanto per guardare le vetrine e fare i belli al telefono con gli amici che sono rimasti a casa. E si scopre che il Forte non è solo un paese, ma anche, nell'ordine: uno stato di salute (Come stai? Sono a Forte dei Marmi), un rumore (Parla più forte che sono a Forte dei Marmi), il nome di una persona (Salve, sono a Forte dei Marmi, posso parlare con Mario?) e tantissime altre cose che faccio fatica  a riportare perché mi fanno troppo ridere.

In più, come se non bastasse, mi sembra che Fabio Genovesi abbia centrato in pieno il vero segreto per raccontare gli aneddoti, e in questo libro lo abbia addirittura messo in scena. Tom Waits, infatti, da qualche parte disse una cosa tipo: quando sei al cinema e stai vedendo un film veramente brutto, a un certo punto si sente una voce che dice 'tratto da una storia vera'. Ma da quando in qua la verità rende migliore una storia?

Esatto, da quando in qua? 

 

Fabio Genovesi – Morte dei Marmi – Laterza 2012 – 148 pagine – 12 euro

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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