Giorgio Fontana – Per legge superiore

Ora, io non sono uno scrittore e non so bene come funzioni, ma posso provare a immaginarmelo dall'altra parte della barricata: la differenza tra scrivere un romanzo e scrivere un racconto non credo risieda nel semplice numero di pagine impilate, ma piuttosto in un modo, un tono e un'ampiezza (e non lunghezza) completamente differenti. Una cosa che un romanzo può permettersi di fare, per esempio, è divagare. Inserire righe, paragrafi, pagine o addirittura capitoli che non sono, almeno in apparenza, determinanti per gli ingranaggi narrativi ma servono a far rifiatare il lettore che non può reggere una tensione lunga tutto il libro. 

Dei filler, dunque, che creano nella loro solo apparente lateralità tutta l'atmosfera del libro. Quella cosa che, per capirci, ti ricordi ancora quando, dopo qualche anno, la trama non la sapresti più raccontare. La sensazione del libro. Orbene, tutto questo smontabilissimo pippone mi è venuto in mente leggendo 'Per legge superiore' di Giorgio Fontana (l'avevamo già intervistato qui). Un libro che, tra le altre cose, mi ha rammentato il grado altissimo di purezza e soddisfazione del bere una birra fredda, di primo pomeriggio, ai tavolini di un bar.

La trama è bella e breve – e di certo non la racconteremo qui. Ma tutto il resto: quel sabato pomeriggio in cui il sostituto procuratore Doni, con la moglie fuori casa e la figlia all'estero, si fa una bella passeggiata fino a via Magenta per provarsi un vestito; o il momento di felicità perfetta in un bar pure bruttino di via Padova dove, insieme a una giornalista che potrebbe essere sua figlia e che chissà perché ha ascoltato, ordina la seconda birra media, gelata, pensando: è proprio buona.

Il mio umile e non richiesto consiglio di lettura è: leggete la storia dentro questo libro, che è bella e importante, che parla di dilemmi morali e di vari sostantivi con la lettera maiuscola come Verità e Giustizia. Ma leggete anche l'altro libro, quello delle birre, di via Padova, delle mail alla figlia lontana e del vecchio suocero razzista. Leggete l'intorno del libro che, alla fine della fiera, è il sapore che vi rimane in bocca.

Il primo libro solleva il problema (la Scelta, la Decisione, la Giustizia), il secondo lo taglia (si sta bene meglio passeggiando oziosamente di sabato pomeriggio) e il lettore gode. (semi-cit.)

 

Giorgio Fontana – Per legge superiore – Sellerio 2011 – tredici euro

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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