Giulio Passerini – Nemici di penna

C'è questo tizio che si chiama Bruno Latour, è un sociologo, antropologo e filosofo della scienza francese e, tra le mille altre cose che ha scolpito nella memoria collettiva, questa è sempre stata la mia preferita: 

Il romanziere in carne ed ossa non è l’enunciatore del suo romanzo. E’ un personaggio di un altro racconto, per esempio quello di uno storico, di un critico letterario, di un giornalista venuto ad intervistarlo. Appena incominciamo a nominare l’enunciatore, a designarlo, a dargli un tempo, un luogo e un volto, cominciamo un racconto.

La letteratura non è fatta dagli scrittori ma dai libri. Parlare di scrittori, dunque, non è fare letteratura, a meno di inserirli a loro volta in una narrazione che, in quanto tale, dev'essere coerente e coesa. Giulio Passerini, che è notoriamente un campione del mondo, ha fatto esattamente questa cosa: ha incominciato a nominare l'enunciatore, designarlo, dargli un tempo, un luogo e un volto e farlo litigare. 

Verba volant, scripta menant dice la prima riga della prima pagina di Nemici di penna e ormai si sarà capito: questa è la storia dei litigi più famosi della letteratura mondiale di tutti i tempi, da Shakespeare VS Shaw a Limonov vs Dostoevskij, passando per Faulkner e Hemingway e concludendo in gloria con Houellebecq contro sua madre. 

giulio passeriniChe poi, più che una storia di litigi, è una storia sull'attrito. Dal mio punto di vista, almeno. Perché gli scrittori, quando mandano alle stampe un libro, poi si dovrebbero fare i fatti loro, non mettersi a litigare con gli altri su chi l'ha scritto più lungo. Lasciate a noi lettori il compito di scannarci a vicenda (come quella volta che ho detto che Hemingway mi faceva cagare e stavo per prendermi un bicchiere di Negroni dritto sulla fronte) e voi pensate a dar contro a Twitter, al limite. 

Ma l'attrito, dicevamo. Quando ci penso, mi vengono sempre in mente le pietre focaie: dal loro mutuo strofinarsi nasce una scintilla, che rappresenta la compiutezza – il senso compiuto – della pietra focaia. Anche le idee, se le fai scontrare, dal loro sfregamento, dal loro scarto, prolifera nuovo senso, nuovi concetti, nuove figate. E, dall'attrito dei grandi scrittori, zampilla un po' di sangue dal naso, qualche volgarità scritta in bella forma e tanta voglia non violenta di leggere questo libro.

Giulio Passerini – Nemici di penna – Editrice Bibliografica 2014 – 94 pagine – 9 euro e 90

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

1 Commento