Jim Carroll – Jim entra nel campo da basket

Ogni volta che rileggo Jim entra nel campo da basket – e l'avrò letto un numero di volte pari ai tiri da 3 che ho effettivamente segnato nella mia carriera di giocatore di pallacanestro, quindi tre o quattro – quello che mi sconvolge di più è pensare che effettivamente Carroll avesse dai 13 ai 16 anni quando l'ha scritto. Ecco, secondo me non ci si sofferma abbastanza su questa cosa, ammantata dalla famosa frase di Kerouac "a soli tredici anni, Jim Carroll scrive meglio dell'89 per cento degli autori di romanzi attualmente in attività" – tra l'altro come fa notare Tiziana Lo Porto nell'introduzione, perché 89% e non 80 o 90?. Paradossalmente è come se questa citazione mettesse in ombra l'effettiva verità dei fatti. Perché io a tredici anni facevo fatica ad arrivare al ferro con i tiri da lontano, figuriamoci scrivere una cosa del genere.

carrolLa cosa più strana e più bella del libro, i diari del giovane Jim tra pallacanestro, poesia, sniffaggio colla ed eroina, è che mentre lo leggi ti rendi conto che è scritto da un ragazzino ma, allo stesso tempo, il tuo cervello elimina questa assurda possibilità, considerandolo automaticamente un libro da adulto. E qui entra in gioco per forza la traduzione, che noi qui a Finzioni abbiamo sempre considerato il traduttore come effettivo co-autore del libro. Ma c'è di più: tutto il lavoro, l'operazione culturale fatta da minimum fax e Tiziana Lo Porto (di cui avevamo già parlato riguardo alla traduzione del sorprendente esordio narrativo di James Franco).

Su questi schermi abbiamo spesso ripetuto che la letteratura non è fatta dai libri ma dai discorsi sui libri. Bene, i discorsi sui libri non sono solo le chiacchiere da bar tra amici o la somma di tutte le recensioni dei lit blog. Sono anche iniziative come queste: Tiziana Lo Porto, grandissima appassionata di Carroll, ha preso il libro, l'ha ritradotto, ha scritto l'introduzione e ha curato tutta l'edizione insieme a minimum. Un bellissimo lavoro di recupero e rimessa in scena di un capolavoro non dico dimenticato ma certo poco considerato dai lettori.

Far letteratura, per una casa editrice, significa proprio questo: innescare un discorso attorno a un libro, alimentarlo, promuoverlo e, collettivamente, goderne. 

Jim Carroll – Jim entra nel campo da basket (a cura di Tiziana Lo Porto) – minimum fax 2013 – 208 pagine – 10 euro

 

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

1 Commento
  1. Personalmente a me è piaciuto “Slam 2000, un’estate sotto canestro”, molto più leggero. Fra la miriade di storie personali di giocatori e club questo è una mosca bianca perché è un libro sul basket di narrativa per di più comico. Scoperto per puro caso, è stato pubblicato nel 2008.