Luciano Ligabue – Il rumore dei baci a vuoto

Ora, spazziamo subito il campo da facili illazioni: la raccolta di racconti del Liga è scritta bene. E ci sono delle belle storie. Magari non tutti picchi, non tutti capolavori, ma il livello medio è altino e tre/quattro racconti sono proprio, ma proprio belli. Il rumore dei baci a vuoto è il suono che fai con la bocca quando vedi un gattino che passa per strada e lo chiami verso di te, dicendo cose come "vieni micino, vieni!" o, in inglese, "hey kitty kitty". Il racconto che da il titolo a tutta la raccolta è uno dei migliori, anche se, per mio personalissimo consiglio, 'Cane in ritardo', 'Lo vuole vedere?', 'Le ragioni del silenzio' ma SOPRATTUTTO 'Ristretto vuol dire ristretto', sono proprio delle perle.

Ma perché fa così strano parlare apertamente bene del libro di un rocker come Ligabue? Perché quando dici agli amici sai, ho letto i racconti del Liga e sono una bomba tutti ti prendono in giro e ti tirano il Negroni in faccia? Secondo me è colpa di due cose, collegate tra loro: uno, Antonio D'Orrico; due: l'accanimento metonimico (neologismo appena inventato e facilmente dimenticabile). 

D'Orrico, nel suo ormai celebre articolo su Ligabue novello Carver italiano, magari voleva anche fargli un favore paragonandolo a cotanto maestro, in realtà però l'ha rovinato. Perché è ovvio che Ligabue NON è il nuovo Carver italiano. Com'è altrettanto ovvio che non bisogna essere il nuovo Carver italiano per scrivere dei bei racconti. In realtà non bisogna essere nemmeno un rocker per farlo, perché non è rilevante l'autore in carne e ossa, è rilevante l'autore come ricostruzione del lettore a partire dal testo, le tracce che l'autore lascia nei suoi scritti, l'istanza presupposta dietro una narrazione, ma non Luciano Ligabue, quello che da Buon compleanno Elvis fa le canzoni tutte uguali ma il Campovolo lo riempie sempre lo stesso.

E questo è l'accanimento metonimico: l'ossessione per l'autore, l'idea per la quale Ligabue ha scritto certe canzoni e allora scriverà certi libri, e "Certe notti la radio che passa Neil Young" è talmente una bella frase che immaginati un libro intero tutto così. Questo accanimento rovina tutti: Ligabue, il suo libro, quelli che non lo leggono perché D'Orrico ha scritto una minchiata, quelli che lo leggono aspettandosi Cattedrale. Bisogna superare il pregiudizio, fregarsene del curriculum di Ligabue e ritrovare un autore, un bell'autore, nascosto tra le righe di un volumetto di 160 pagine che sarebbe bene, sarebbe proprio bene, leggere.

Luciano Ligabue – Il rumore dei baci a vuoto – Einaudi 2012 – 162 pagine – 15 euri

 

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

29 Commenti
  1. Mi fido, giuro che mi fido… giusto perché sei tu!! però il pregiudizio si è strutturato su un sacco di elementi: canzoni mediocri da almeno 15 anni a questa parte, film mediocri, testi delle canzoni banali e con poca qualità. Ora, ovvio che un libro è un’altra cosa, ed io non ne ho mai letti di ligabue, certo però lui ha fatto abbastanza per sputtanarsi e non invogliare a farsi leggere. Felice, nel caso, di cambiare idea!

  2. certo che è difficile abbandonare i pregiudizi e fidarsi. metti che sono in libreria e mi trovo a dover scegliere tra Liga e un mare di altra roba. cosa dovrebbe spingermi a scegliere proprio lui? forse solo una recensione di jacopo cirillo.

  3. Gran bell’articolo, Jacopo, un piccolo capolavoro argomentativo sul superamento del pregiudizio. Quando ho letto il titolo del post ho pensato “Ah! Ligabue, figurati se leggerò mai un libro di Ligabue”.. non ho comunque cambiato idea, e probabilmente non leggerò mai un libro di Ligabue, ma leggendo l’articolo ho comunque imparato che devo smetterla con questi pregiudizi snob in ambito letterario…
    c’è sempre qualcosa da imparare..

  4. Quoto pienamente quanto scritto da Federico..
    Purtroppo per il Liga (e i suoi fan, di cui faccio parte) l’ultimo album degno di nota è stato “Fuori Come Va?”, dopodiché testi banali e musica simile.
    Comunque, il libro è tutt’altra storia rispetto alla carriera musicale del Liga e potrebbe essere una vera boccata d’ossigeno che permetta di leggere quelle parole che solo il Liga sapeva cantare.

  5. Lo so, è difficile superare il pregiudizio, perché la persona Luciano Ligabue la conosciamo attraverso le sue altre produzioni musicali. Ma secondo me bisogna cercare l’autore nel testo e non all’anagrafe. In questo modo ci si può godere un bel libro. Oh, poi se fosse stato brutto l’avrei detto eh, ma leggetevi, magari sfogliandolo in libreria, il raccontino ‘Ristretto vuol dire ristretto’, sono poche pagine. Leggete quello, e poi decidete!

  6. Come qualcun altro, tempo fa ero anch’io un grande fan di Ligabue. Poi ho smesso di ascoltarlo perché ho iniziato ad ascoltare altro e non mi “ritrovavo” più nelle sue canzoni (sì, forse un po’ banali, tutte con lo stesso ritornello).
    Nel mio caso il brand “Ligabue” non funziona ai fini dell’acquisto del libro, lui per me è un cantante/rocker! Però la curiosità di sapere “come e cosa scrive” un po’ c’è sempre.
    Certo il giudizio dovrebbe rimanere sempre libero da paragoni e accostamenti “forti”, roba e slogan destinati alle fascette.

  7. Non ho pregiudizi su nessuno, penso che per criticare devi prima conoscere e, seguendo questa filosofia mi sono ritrovato a leggere Moccia, Volo e altra, posso dirlo con cognizione, monnezza.
    Ho letto la prima raccolta di racconti di Ligabue e anche il suo romanzo edito da Feltrinelli, libri regalati che non mi sono piaciuti. La domanda, una volta terminati, è stata entrambe le volte la stessa: non fosse stato Ligabue, cantautore affermato, sarebbero stati pubblicati?

  8. A margine, un commento un po’ snob: non mi preoccuperei troppo del “genio incompreso” di Ligabue, visto che comunque il vecchio Luciano è molto più letto e conosciuto (in Italia) di Raymond Carver… e allora mi immagino un post, a proposito di pregiudizi (inversi) magari tra i lettori del Liga in cui si dica: cavolo sai che ho letto uno davvero strafigo, si uno dei mostri sacri della letteratura, però mi è piaciuto comunque, anche se è un mostro, e non è pesante, e non è noioso… certo non è come il liga, però dai, se la cava:-)

  9. bellissimo e condivisibile commento!io ODIO gli snob! odio che una ragazza bella NON possa essere anche intelligente, odio che Di Caprio quando era piccolo e stupendo NON poteva essere anche un bravo attore, ODIO che Faletti vabeh è chiaro che non può essere un bravo giallista perchè era e sempre rimarrà un comico… e via così! Lo sai qual’è il vero problema? che la gente è invidiosa e gli rode proprio il didietro a dover dire che Ligabue oltre ad essere un cantante di strasuccesso può pure scrivere dei bei libri perchè quando è troppo è troppo e quindi decidiamo che non è così. tristezza…!

  10. Mi trovi pienamente d’accordo. Avevo già letto una raccolta di poesie di Ligabue e alcune cose mi sembravano proprio buone. In realtà il suo modo di costruire le frasi e il suo linguaggio semplice lo rendono veramente efficace. Nessuno riesce a prescindere dall’autore, quando leggiamo un testo che ci piace guardiamo subito chi l’ha creato. E quasi sempre questo meccanismo è una trappola.

  11. Lucianone ha scritto pure un romanzo caruccio, “La neve se ne frega”, e quarda un po’ te, c’ho fatto l’adattamento cinematografico in un corto che si chiama “Vidor” 🙂
    Lo dico così, eh, giusto per condividere un po’ del mio oscuro passato… http://youtu.be/utoqTzW3Ns8

  12. di Ligabue ho letto solo Lettere d’amore nel frigo. poesie. e le ho trovate belle, alcune molto belle nonostante la palese ispirazione (novecentesca statunitense). ero prevenutissimo.

  13. Anche io odio gli snob. E’ ora di finirla, sdoganiamo Faletti, sdoganiamo Brown, prendiamoli e gridiamo forte e chiaro: siamo fieri di leggerli! la gente che critica è solo in preda all’ipocrisia! è un male della nostra società! la gente non sa più chi leggere, e chi legge quei libri che sono ritenuti “classici” è gente che si prende troppo sul serio. Faletti e Brown hanno un sacco di questi “sapientoni” che li criticano. Ma sappiatelo, sapientoni: molti nemici, molto onore! Ognuno deve andare avanti a testa alta e non farsi condizionare dall’ipocrisia.
    @federico Tamburini io carven l’ho letto e ne ho anche parlato sui forum perché mi è piaciuto.

  14. Giovanni, e quindi?! Faletti è già sdoganato, idem Brown e idem Ligabue. Caso mai sarebbe il caso di sdoganare Carver. E comunque la parola snob è una parola vuota dietro cui ci si nasconde per rivendicare non si sa bene cosa. Non so cosa significa quello che ho detto… però mi suonava bene. Ah, “molti nemici, molto onore” è proprio una frase di merda.

  15. 1) usare uno slogan fascista in ambito letterario è quanto di più improprio si possa fare…
    2) dire che “chi legge quei libri che sono ritenuti classici è gente che si prende troppo sul serio” sa di mediocre tentativo autoassolutorio.. non si può prescindere dai classici.. senza i classici non ci sarebbe letteratura
    questa la mia opinione

  16. Non è questione di sdoganare, secondo me. Perché io Faletti e Dan Brown li ho letti e non mi sono piaciuti affatto. La questione è un’altra: prima di parlare (male) di un libro bisogna leggerlo. E non bisogna mai fermarsi al nome dell’autore.
    Tutto il resto sono speculazioni abbastanza inutili.

  17. Non ho letto questo nuovo libro di Ligabue (come la maggior parte di quelli che lo difendono, pare) ma ho provato a leggere il romanzo, quello sulla neve che se ne fregava: pretenzioso, mal scritto, indigeribile e ovviamente molto amato dagli anti-snob di professione, quelli che leggono/guardano/ascoltano solo roba di successo perchè hanno il terrore di rimanere soli: non sia mai che leggano un libro, guardino un film o ascoltino un disco che a loro dice molto ma che non ha successo. Si sentirebbero soli, marchiati, perdenti. Alla fine abbandonano qualsiasi pretesa di gusto e amano qualsiasi cosa gli venga detto di amare dalla pubblicità e dalle classifiche di vendita, urlando tutti fieri quanto odino gli snob e che se qualcuno critica Dan Brown o Faletti è solo invidioso…

  18. Non esageriamo però con le dicotomie. Sembra addirittura che gli anti-snob siano diventati i veri snob perché snobbano lo snobbare. E gli anti-anti-snob?
    La questione è semplice: leggi Ligabue: ti piace o non ti piace. Leggi Cortazar: ti piace o non ti piace. Leggi Dumas: ti piace o non ti piace. A partire dalla lettura puoi argomentare i tuoi motivi. Senza averli letti, semplicemente no.
    In più: leggere un libro significa leggere un libro e non chi l’ha scritto.
    Secondo me è tutto qui

  19. Grande Jacopo! non mi ritrovo invece nel commento di Stefano. io non ho paura di fare scelte controcorrente magari vedendo un film o leggendo un libro sconosciuto ai più MA al contrario, anche prima di dire che Fabio Volo non mi piaceva come scrittore, ho provato a leggerlo. Come dice Jacopo “A partire dalla lettura puoi argomentare i tuoi motivi. Senza averli letti, semplicemente no.” e aggiungerei che uno dovrebbe pure sforzarsi di leggere senza pregiudizi ma questo è un po’ più difficile forse.

  20. tutto vero, ma è vero anche quello che viene scritto nell’altro bel post di oggi: il tempo per leggere è inevitabilmente limitato, perchè non siamo immortali e la quantità di libri scritti è infinitamente più alta di quelli che qualunque umano possa leggere in un’esistenza… quindi occorre fare scelte e per farle bisogna farsi aiutare dalle recensioni ma anche, ebbene sì, dai pregiudizi….
    poi ci sono le recensioni che fanno superare i pregiudizi (come quella di jacopo da cui è partita questa bella discussione)…
    chi non si è pentito di aver sprecato tempo per un libro consigliatoci da qualcuno e per il quale storcevamo il naso (e dunque quante volte i pregiudizi sono stati confermati)???