Luigi Carletti, Agente Kasper – Supernotes

Di Supernotes hanno parlato praticamente già tutti. E sì, effettivamente c'è molto da dire. La storia vera di un agente sotto copertura tenuto prigioniero in Cambogia per più di un anno, intrecciata con altre storie di geopolitica davvero incredibili. Bancali di valuta falsa che circola per il mondo. Servizi segreti americani deviati, alleanze improbabili. Tutto bello, tutto interessante e tutto terribile. Proviamo a dire qualcosa di nuovo. 

Ho incontrato i due autori del libro e l'agente Kasper è davvero una persona incredibile. Un collo largo come un tronco e un eloquio raffinato da gran lettore di libri. Con lui e con Luigi Carletti abbiamo parlato di molte cose e vale la pena raccontarne almeno due. La prima è l'operazione che fa questo libro. Un'operazione verità, un modo di mettere giù letterariamente un intrico di storie vere e molto preoccupanti. La domanda che sorge spontanea allora è: la letteratura può servire per scardinare la realtà e mostrarne il vero volto? E, se sì, è credibile? 

supernotesIo penso che il lettore medio legga questo libro come un romanzo, una spy story dalla quale non riesci a staccarti nemmeno un secondo. Le verità contenute tra quelle pagine sono troppo grandi per una persona sola che, per istinto di conservazione, cerca di rimuoverle, per riportare il tutto su un piano finzionale. E va bene così, per carità, ma una cosa va tenuta a mente, a mio parere: la letteratura è fatta per svelare il mondo. La letteratura non costruisce impalcature attorno ai fatti ma le toglie. Le smonta. Fa l'operazione paradossalmente contraria a quella afferente al senso comune: attraverso la finzione, vera o apparente, mostra la realtà. E questa è una bellissima cosa, e questo libro ne è un bellissimo esempio. Ma non è tutto. 

Mi pare, ma è un'opinione personale, che i libri italiani, scritti da italiani, soprattutto negli ultimi anni si concentrino su una rappresentazione minore dei personaggi autoctoni: precari, sfigati, problematici, complessi, disperati. Qui no. Qui c'è un italiano temuto dai servizi segreti americani, un italiano che arriva in Cambogia e domina. E quando lo rinchiudono sopravvive. Si fa rispettare, si fa temere. Un rovesciamento del cliché che quasi ti stranisce. Pensi: oh, finalmente un personaggio italiano che conta. Finalmente. 

Ecco, il problema è che, dopo il finalmente, anche se non vuoi, ti viene subito da pensare: che strano.

 

Luigi Carletti, Agente Kasper – Supernotes – Mondadori 2014 – 408 pagine – diciannove euro

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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