Marco Cubeddu – C.U.B.A.M.S.C. (Con Una Bomba A Mano Sul Cuore)

In questo romanzo, come nell'amore, non c'è niente di vero. Se qualcuno si troverà a domandarsi se questa storia sia vera sappia che così facendo offende la verità, la storia stessa e più di tutto il suo creatore.

 

L'autore di un libro non è un essere umano in carne e ossa ma il personaggio principale della sua (auto)biografia. Questa cosa non me la toglierà mai dalla testa nessuno. Ecco finalmente un libro che lo dimostra perfettamente e, nel farlo, aggiunge un altro po' di bei livelli meta che a noi piacciono tanto. Esce oggi in libreria e, per quanto può contare, mi è sembrato una delle migliori cose italiane contemporanee che io abbia letto nella mia (abbastanza) giovane vita. 

Le cose stanno così: questa è la storia di Alessandro Spera, uno dei più grandi scrittori italiani – che non esiste. La sua autobiografia è stata adattata editorialmente nel 2020 in terza persona dal suo avvocato – che non esiste – proprio per Mondadori. Alessandro Spera è, tra le altre cose, un ex pompiere, ex legionario, ex gigolò ed effettivo pluriomicida. Le quasi quattrocento pagine del libro ripercorrono la storia della sua vita. Tutto molto bello, ma le figate arrivano adesso.

cubamscIl libro cerca in tutti i modi di far esistere Spera: lo manda da Vespa e da Fazio, gli fa frequentare la scuola Holden di Baricco, lo fa muovere e vivere in un universo praticamente uguale al nostro, con l'unica differenza che quell'universo comprende la sua esistenza. Il libro, dunque, cambia statuto a Spera: un personaggio finto – chiaramente finto, visto che non c'è mai un minimo dubbio della sua inesistenza – diventa in qualche modo un personaggio vero, costruito per differenza attorno a delle costanti (alla Lost) riconoscibili da chiunque. 

Il problema è che Spera non esiste in quanto personaggio. Non è un Limonov, anche se potrebbe ricordarlo un pochino. Non è nemmeno un Alex D., seppur condivida con lui e con tutto l'universo frusciantesco gli incredibili sballi giovanili di vodka alla mattina e pasticche al pomeriggio (quando io, a quell'età, mangiavo in fretta per guardare i Simpson alle due). Insomma, mentre lo scrittore Spera non esiste ma si vuol provare a farlo esistere, il personaggio Spera esiste ma si cerca di farlo scomparire. Scomparire dietro a una scrittura spettacolare, perfetta, colta e allo stesso tempo popolare, un po' come quando vedi il tuo austero professore di filosofia a una festa, ubriaco, e pensi: grande, lui è uno di noi. Scomparire dietro a una vita oggettivamente incredibile, costruita proprio per non esserlo.

(la scrittura del libro è un po' come quel giocatore di basket che si fa passare la palla dietro la schiena per saltare un avversario, e non per fare un numero. un bel gesto NON fine a se stesso. l'unione di propedeutica e spettacolo)

Lo scarto tra queste due forze contrapposte innerva tutto il libro: la contemporanea esistenza illusoria e inesistenza narrativa fanno esplodere, una volta per tutte, il dannoso e dannato concetto di autore empirico, di scrittore in carne e ossa che batte frenetico sulla tastiera del vecchio mac, obbligandosi di salvare almeno ogni 5 minuti per non perdere tutto. Qui non conta più nulla, non si capisce più niente: c'è uno scrittore che è allo stesso tempo esistente e non esistente, nomi di editor e personaggi famosi veri, un avvocato che esiste nella realtà ma che non esiste nel libro, un nome – Marco Cubeddu – che campeggia sulla copertina e che, quando scrive le note alla fine del libro, si firma in un altro modo. Tutto questo circo di identità ed esistenze, lungi da far confondere, è in realtà uno dei più chiari e lucidi esempi di amore per la narrativa dove, come nell'amore, non c'è niente di vero. Mai.

Marco Cubeddu – C.U.B.A.M.S.C. (Con Una Bomba A Mano Sul Cuore) – Mondadori 2013 – 372 pagine – 16 euro

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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