Massimo Donati – Diario di spezie

Negli ultimi tempi si tende a pensare che i maestri del thriller e del giallo contemporanei siano gli scandinavi. Verissimo, per carità, sia in termini di qualità che di produzione. L'errore che sta dietro l'angolo però è doppio: tutti i libri che fanno sono belli e tutti i non scandinavi che si cimentano nel genere partono svantaggiati. Un bell'esempio che demolisce tutta questa impalcatura è 'Diario di spezie', di Massimo Donati.

L'inizio assomiglia a una vecchia barzelletta: ci sono uno chef italiano dal talento sprecato e un restauratore ciccione belga che fanno un viaggio in macchina. Bene, tutto il resto perde i toni ridanciani e cavalca invece un climax di tensione e di orrore davvero niente male, con un finale coraggioso e perfettamente inserito nella narrazione.

spezieTutto bello, da leggere. Anche per un ulteriore aspetto. Spesso si dice che per una buona rassegna stampa mattutina basti seguire i profili giusti su twitter e percorrere la propria timeline, approfondendo solo quello che interessa particolarmente. Generalizzando, si tratta di usare un mezzo di un certo tipo come propedeutica per un approfondimento di un altro tipo. A me questo succede spesso con i libri: a inspessire la narrazione si trovano informazioni e curiosità che poi, se interessanti, si vanno a studiare da qualche altra parte, maggiormente deputata al caso.

In Diario di spezie c'è un viaggio tra Belgio e Germania. Il Belgio, soprattutto, offuscato da quella metonimia sbagliata che è Bruxelles, è poco conosciuto dalle nostre parti. I nomi dei personaggi e delle città, la cultura differente (nel libro magistralmente contraltata da quella culinaria tipicamente italiana), anche i metodi di investigazione e di organizzazione criminale. Un mondo che non avrei mai scoperto leggendo libri di storia o guide turistiche, ma che ho potuto godere come aggiunta, come complemento, a una bella storia.

Un 2X1 graditissimo che aggiunge senza saturare e colora senza annoiare. Un po' come il ruolo delle spezie in cucina che, se dosate bene, esaltano il sapore e non lo coprono. Un po' come quell'unica signora che, alla domanda "scambierebbe il suo fustino di Dash con due fustini di detersivo qualsiasi?" risponde: certo che sì, non sono mica scema.

Massimo Donati – Diario di spezie – Mondadori 2013 – 348 pagine – 15 euro e 90

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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