Rossana Campo – Dove troverete un altro padre come il mio

Ci sono alcuni libri che sembrano l'emanazione di una sola parola. Non è una cosa da poco, intendiamoci, anzi è molto difficile riuscire a imbrigliare l'universo di significato di un termine e coprirlo integralmente, in tutte le sue sfumature di senso. Di più, è una grande operazione culturale mettere in discorso e fare esplodere una semplice parolina in un fuoco d'artificio di sfaccettature e punti di vista. Dove troverete un altro padre come il mio di Rossana Campo (candidato al Premio Strega da Umberto Eco) è un libro che si prende – o, almeno, nella mia testa si è preso – il compito di srotolare in centosessanta pagine una singola parola e tutte le sue possibilità e questa parola è: aspetto

"Aspetto" è un termine che porta con sé una complessa nebulosa di significati che gli orbitano attorno ma che possiamo ripartire in due direzioni fondamentali e intrecciate: una riguarda la vista, l'altra il tempo. L'aspetto di una persona e il tempo che aspetto per vedere (l'aspetto di) quella persona. E la persona di cui vediamo l'aspetto (fin dalla copertina) e della quale aspettiamo le gesta è Renato, il padre di Rossana Campo, recentemente scomparso. Dove troverete un altro padre come il mio allora è un libro che racconta la storia di un padre dal punto di vista della figlia a partire dall'assenza del padre, dalla doppia abolizione del termine di cui parlavamo prima: il padre non c'è più, dunque il suo aspetto si è sciolto nei ricordi e aspettarlo significa evocarlo, più che prevederne l'arrivo. 

Quando si parla di morte di solito si parla della terminatività, di ciò che non c'è più e di come le tracce della persona che non c'è più rivivono nelle persone che ci sono ancora, e che la ricordano. E il primo significato di aspetto è l'atto di guardare, di vedere qualcuno, e nel libro questo atto diventa collettivo: Rossana Campo ci fa vedere qualcuno che, senza di lei, non avremmo mai visto, né conosciuto. Ma l'aspetto è anche ciò che appare dal punto di vista di chi guarda, una visione del mondo, delle cose e delle persone, e Rossana Campo non solo ci fa vedere suo padre ma anche, e soprattutto, il suo punto di vista sul padre, una persona con un carattere, una condotta e una vita difficilmente riconducibili alle categorie della buona paternità. Rossana Campo si mostra mostrando suo padre, e noi vediamo lei mentre lui non ha più tempo per farsi aspettare. E qui arriva il primo scarto, che è fondamento e perno del termine "aspetto": se da fuori Renato può sembrarvi un pessimo padre, da dentro, pur con tutti i suoi difetti, non lo è stato. E qui arriva il primo paradosso, che è fondamento e perno del termine "aspetto": l'oggettività di ciò che vedi con i tuoi occhi è spesso ribaltabile attraverso la soggettività di ciò che vedo con i miei. Non esiste un solo aspetto delle cose, come non esiste un solo aspetto delle persone, né un solo aspetto delle facce. 

dove troverete un altro padre come il mio

Aspetta, non abbiamo ancora finito. "Aspetto" in astrologia indica la posizione delle coppie di pianeti che intervengono nella formulazione dell'oroscopo. Interessante, perché solitamente i pianeti si accoppiano maluccio, devono tenere conto della propria forza gravitazionale, dell'orbita, della massa e di tante altre cose che non conosco assolutamente ma che immagino complessifichino il quadro. Se ogni uomo non è un'isola (e non lo è), forse però ogni uomo è un pianeta e, per commensurarsi agli altri, deve dirottare la propria orbita e metterla in accordo con le altre, spesso in maniera difficoltosa. La vecchia storia dei compromessi. E il rapporto tra Rossana Campo e suo padre mi sembra sia funzionato e funzioni ancora così, con una continua approssimazione reciproca (forse più marcata dalla figlia) e la volontà di capire, più che tracciare l'orbita di un'altra persona, e posizionarsi alla distanza giusta per formulare non un'oroscopo, nemmeno un'elegia, ma un racconto di commensurabilità. 

 "Aspetto" è anche un derivativo di aspettare e parla del tempo. In linguistica indica il punto di vista dell’osservatore sull’azione: questo presuppone non solo qualcuno che osserva (Rossana Campo e i suoi ricordi e la sua scrittura) ma anche il modo in cui osserva, a seconda della temporalizzazione. Un’azione, infatti, scandisce tre momenti differenti: l’inizio (incoatività), la durata (duratività) e la fine (terminatività). Un libro su un racconto a posteriori di una persona che non c’è più potrebbe sembrare un libro sulla terminatività e sul suo nipotino, il ricordo. In realtà però l’osservatore non si esaurisce nel suo osservare ma prende identità dai modi in cui osserva (ed è questo, secondo me, il miracolo che ha fatto Rossana Campo di cui parla Valeria Parrella nella quarta di copertina). Dove troverete un altro padre come il mio non è un libro sulla fine e nemmeno sull'inizio (che, in teoria, sarebbero le cose importanti, le istanze fondamentali per definire una narrazione), figuriamoci sulla figura del padre. Al contrario Dove troverete un altro padre come il mio è un libro durativo, nel pieno significato del suo termine, che parte da un rapporto dato (il proprio padre non lo si sceglie e, di solito, ce lo si fa andare bene) e che non finisce con un rapporto interrotto (la morte). Deleuze diceva che il filo d'erba non cresce dagli estremi ma dal mezzo, allo stesso modo un rapporto fondamentale come quello padre/figlia non può essere definito dal suo inizio, né dalla sua fine ma, piuttosto, da tutto quello che succede tra questi momenti. E non c'è niente da vedere e nulla da aspettare, solo l'infinito dipanarsi di un uomo e della sua bambina.

Il miracolo che ha fatto Rossana Campo sta tutto qui: riuscire sempre a dire solo le cose importanti senza parlare delle cose importanti. 

Rossana Campo – Dove troverete un altro padre come il mio – Ponte alle Grazie 2015 – 160 pagine – tredici euro

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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