Tito Faraci – Topolino Black Edition

Prima di iniziare, una doverosa premessa storiografica. Nel 2000 Einaudi ha pubblicato un volume dedicato alle più belle storie noir di Tito Faraci (questo). Era la prima volta che una casa editrice faceva un'operazione del genere e, al tempo, fece un bel po' di rumore. Ma a noi il rumore ci piace e siamo lieti che Panini abbia ripubblicato tutto il cucuzzaro – aggiungendo una nuova storia – e che abbia creato anche un bellissimo feticcio nero da riporre nei nostri acculturatissimi scaffali. Ok, da adesso non si sbadiglia più. 

Quando penso a Topolino Black Edition e, soprattutto, al flusso di storie che lo compongono, mi viene in mente quel bellissimo e virilissimo programma su DMAX o simili in cui fanno vedere le spettacolari demolizioni dei palazzi, che quando sei sul divano ti carichi un casino e inizi a prendere a pugni il cuscino e urlare: spacca tutto! Mi spiego. Il lavoro che ha fatto Tito Faraci su Topolino è un'esplosione controllata e differenziale. Proprio come quando devi buttare giù un grattacielo senza disturbare il vicinato.

 Schermata 2014-05-05 a 16.20.08.jpgL'operazione è certo stilistica ma soprattutto culturale. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando: dalle storie di Topolino Black Edition emergono prepotentemente due figure dallo sfondo: l'ispettore Manetta e l'ispettore Rock Sassi. Il secondo è un'invenzione dell'autore, un personaggio nato nella storia "La lunga notte del commissario Manetta" e destinato a rimanere tra i regular della serie. Il primo invece subisce – o, meglio, gode – di una grande evoluzione e, da figura di sfondo, diventa protagonista. 

Ecco. Tito Faraci fa esplodere Manetta e Rock Sassi, li gonfia, li aumenta. Ma lo fa in maniera controllata, di modo da non pestare i piedi a nessuno e incastrarli perfettamente negli ingranaggi già ben oliati della scuola Disney italiana. E, soprattutto, lo fa in maniera differenziale. Perché, all'espansione dei due, corrisponde un ripensamento profondo della figura di Topolino, che non ha più bisogno di essere il perfettino primo della classe ma può tornare se stesso, e cioè il detective della porta accanto, uno come noi che ci prova, sbaglia e si rialza. Non deve più essere per forza al centro del proscenio e dei meccanismi narrativi. Può rifiatare e godersi la sua vera personalità.

Io voglio molto bene a Topolino (il personaggio) e a Topolino (il giornaletto), di quel bene intriso di gelosia e possesso. E, per la più semplice delle proprietà transitive, voglio molto bene a Tito Faraci che ha contribuito a restituirmelo quattordici anni fa e continua a farlo ancora oggi. Facendo anche molto ridere, che non è poco. 

Topolino Black Edition – Panini 2014 – 369 pagine – sette euro e novanta

Jacopo Cirillo

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