A ciascuno il suo libro

Ricevo un sms dalla mia libreria di fiducia: finalmente Sofia si veste sempre di nero è arrivato dopo tre lunghe settimane di attesa. Decido di andare a ritirarlo in un tardo pomeriggio uggioso, umido e soffocante, per far trascorrere un'oretta prima di andare al cinema con mamma.

Rispetto all'orario in cui frequento solitamente la libreria, nel pomeriggio c'è sempre una discreta folla, ma noto (con dispiacere) che spesso l'età media della clientela è piuttosto elevata: scarseggiano i giovani lettori, insomma. Invece oggi ci sono ben due coppie di amiche under 25. Le più adulte sembrano in età universitaria: una ha già pagato e il suo acquisto è nascosto nel sacchetto con il logo del negozio, l'altra è ancora in coda e stringe fra le mani Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni di Jared Diamond, questa settimana in bella vista tra tutti gli Einaudi scontati del 25%. Le altre due ragazze sono chiaramente più giovani, delle studentesse da scuola superiore che si aggirano rumorosamente nel reparto DVD: ridacchiano (o starnazzano?) leggendo i titoli dei film, indecise se acquistare una copia di Che pasticcio, Bridget Jones. Sono giovani.

Più rumorosi di loro sono però due uomini incravattati: uno tiene in mano un'edizione Mammut dei grandi romanzi di Louisa May Alcott, probabilmente per la moglie, infatti non è soddisfatto e accetta suggerimenti dal suo compare che, ad alta voce, gli tesse le lodi di un romanzo “taaanto divertente che vedrai non ti deluderà, fidati che ti piacerà”. Sbircio la copertina che, inequivocabile con il suo anziano mascherato da maiale di peluche rosa, mi svela Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve. Anche io lo comprai sull'onda dell'entusiasmo di un suggeritore, ma il libro è ancora lì che aspetta di essere finito. L'inizio non era male, ma non così esilarante come mi aspettavo ed è sicuramente uno di quei romanzi che ho iniziato a leggere in un momento sbagliato e che, in futuro, probabilmente divorerò in pochi giorni. Mi succede spesso: ogni libro ha il suo momento per essere letto.

La coda alla cassa non si sblocca e sono costretta ancora a ritardare il mio incontro con il libro di Cognetti, ma decido di osservare quel giovane (sarà mio coetaneo quindi può certamente essere chiamato “giovane”) che tiene in mano un sacchetto-regalo di una nota catena di negozi per bambini. Il suo look trasandato, la barbetta e l'occhialetto da intellettuale stonano un po' con quel sacchetto, è decisamente più appropriato il libro che ha appena preso in mano Non ci possiamo più permettere uno stato sociale. Falso! di Federico Rampini. Ma lo posa subito perché una delle commesse, sua amica, si è liberata e lo chiama per aiutarlo nella scelta di un libro per bambini. Non c'è verso, oggi deve trovarsi in modalità-regalo e mi dà tutta l'impressione di essere uno zio o un padrino alla ricerca di qualche idea per un compleanno.

Salgo al piano di sopra dove, tra la saggistica e le “varie”, è stato allestito un piccolo spazio dedicato alla lettura, magari mi siedo e sfoglio qualcosa mentre aspetto che la libreria sfolli un po'. Però una delle poltrone è occupata da un uomo sulla quarantina che indossa un giubbotto pesante e ha posato ai suoi piedi una sacca con il portatile. Sta leggendo alcune pagine di un libro dalla copertina scura che non riesco a riconoscere, forse un fantasy? Si accorge che lo fisso e la abbassa ancora sulle gambe per impedirmi di capire di cosa si tratti. Ma io non demordo e prendo in mano Sua santità, che da mesi vorrei acquistare ma non ho ancora avuto il coraggio di farlo. Lui cede, si alza e ripone il libro nello scaffale dedicato ai testi di informatica, ma mi manda fuori strada perché scopro poi che, sopra quelli, si trovano i libri comici. Qualche titolo: Risatina C, Figure di merda, Non se ne può più. Nello specifico il tipo indecifrabile stava leggendo Guarda che mi hai dimenticato sul balcone 😉 Gli sms più assurdi, imbarazzanti e divertenti spediti nella notte e riletti alla luce del giorno. Inorridisco, ma sbirciando qualche pagina capisco che un sms tira l'altro e, in effetti, non sembrava di certo che stesse leggendo Rampini.

Torno al piano di sotto e decido di mettermi in coda. In quel momento entra una signora che prende in mano alcune “novità” e, nonostante gli occhiali, deve avvicinare i libri agli occhi per leggere la copertina. Sono troppo curiosa, ma ho qualche sospetto. Quando finalmente ritiro il mio libro e mi avvio verso l'uscita scopro che si trattava della sfilza di libri su e del cardinale Carlo Maria Martini tra cui Conversazioni con Carlo Maria Martini e La forza della debolezza. Affianco Fai bei sogni, di Gramellini. Ci avrei scommesso.

Silvia Biglino

Con la testa fra le nuvole e alla continua ricerca di qualcosa di nuovo (anche dopo un contratto a tempo indeterminato), si cura leggendo libri. Ne acquista più di quanti riesca a leggerne, ma sono così belli quando si accumulano sul comodino... Ti guardano e ti aspettano e tu non vedi l'ora di iniziarli.

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