Quei film nella mia testa

"Che sta pensando quiz?", diceva Nino Frassica nella storica trasmissione degli anni Ottanta Indietro tutta. Oggi vi invito a scoprire a cosa sto pensando io, come se foste voi a spiare me mentre sto leggendo.
Sono in una sala d'attesa e so già che il mio appuntamento è slittato di almeno un'ora, succede sempre così qui. Oltre a me ci sono altre donne che sbuffano perché anche il loro appuntamento è stato ritardato: c'è quella imbronciata che sfoglia una rivista senza neanche soffermarsi a leggere una pagina, c'è la mamma che cerca di placare la figlia che ha dovuto necessariamente portarsi dietro, c'è la futura mamma col pancione che, al telefono col marito, si lamenta di come, ogni volta, vada a finire così in questo posto. 

the juliette societyScambio due chiacchiere di convenienza dopodiché tiro fuori il mio libro: è The Juliette society di Sasha Grey (Rizzoli Controtempo, 2013), sì proprio lui (il libro), sì proprio lei (la pornostar). Anche se sono in pubblico me ne frego, tanto il titolo non rivela niente di scandaloso e anche il nome dell'autrice non credo sia così familiare alle persone che mi circondano (ma non si può mai dire). Leggo un paio di pagine che, lo ammetto, mi provocano subito un frizzichino e un bollore sulle guance: vengo catalizzata in un altro mondo dove il sottofondo è una musichetta porno-romantica di quelle che si sentono proprio in quei film lì e la voce nella stanza dietro la porta (dove stiamo aspettando tutte di entrare a turno) è quella di una dottoressa sexy di quelle che voi, esperti di quei film lì, sapete benissimo come vanno vestite. Proseguo la lettura godendomi questa atmosfera ovattata che si è creata intorno a me e, soprattutto, nella mia testa e, può darsi, anche un po' nelle mie mutande. Mi aspetto che da un momento all'altro si manifesti un uomo accompagnato da un gruppo di femmine, vestite in quel modo lì pure loro, e immagino dialoghi assurdi che porteranno inevitabilmente allo svestimento di tutti (o anche solo di alcune parti di loro), quando una voce proveniente da quella misteriosa stanza esclama: "Che bella vagina!".

La voce della mia ginecologa superstar mi riporta precipitosamente alla realtà e mi accorgo che quella musichetta di sottofondo in realtà è Radio Capital. La dottoressa è una che fa ritardare i suoi appuntamenti perché ama il proprio lavoro e perde tempo a stupirsi e a commentare una delle tante vagine che visita ogni giorno. Inizio a fare il conto: tra turno in ospedale e visite in studio saranno, boh, una ventina al giorno? Beata lei, starete pensando voi uomini, vero? Ah no, siete ancora fermi all'infermiera sexy che si trova nella mia mente e che, probabilmente, ha il viso di Sasha Grey, non siete neanche riusciti ad arrivare al punto in cui parlavo della svestizione dei protagonisti di questa scenetta. Ah già, stavo leggendo Sasha Grey io. Chissà cosa pensano le altre donne in sala d'attesa? Potranno mai immaginare quello che è appena successo nella mia testa?

Guardo la signora che ha deciso di far fare i compiti alla povera figlia, imprigionata in una sala d'aspetto di uno studio medico. Poi guardo quella con la rivista in mano che deve aver trovato un articolo interessante perché sta leggendo concentrata, e poi la futura mamma che ha messo via il telefono e ha iniziato a leggere un libro di quiz per un concorso pubblico. Delusione totale, oggi sono decisamente io la protagonista indiscussa dei "libri degli altri", nessuno può battermi.

 

Silvia Biglino

Con la testa fra le nuvole e alla continua ricerca di qualcosa di nuovo (anche dopo un contratto a tempo indeterminato), si cura leggendo libri. Ne acquista più di quanti riesca a leggerne, ma sono così belli quando si accumulano sul comodino... Ti guardano e ti aspettano e tu non vedi l'ora di iniziarli.

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