Spionaggio in libreria

Mi aggiro tra gli scaffali di quella che non è la mia libreria di fiducia: non conosco la suddivisione delle diverse sezioni e non trovo quello che sto cercando. Fuori fa caldo e il centro della città è praticamente deserto, saranno ancora tutti al mare tranne me, la commessa e un paio di clienti silenziosi.

Una giovane ragazza legge attentamente la trama di un libro dalla copertina scura ma con alcune immagini che attirano la mia attenzione, non riesco a notare di più per cui attendo con ansia che lo riponga nella libreria per poter prendere subito il suo posto. Lo tiene in mano, poi fa il gesto di riporlo, poi lo riprende. Io fremo: lo compri o non lo compri? Non lo compra e il libro torna sullo scaffale. Quando si sposta nella sezione successiva, io afferro Storia parziale delle cause perse di Jennifer Dubois: non ne ho mai sentito parlare, ma la storia sembra intricata e interessante. Decido di seguirla per vedere se ha qualcos’altro da consigliarmi, ma nel frattempo la ragazza si avvia annoiata e senza fretta verso l’uscita. Mi imbatto, però, in una coppia di bionde, una più anziana dell’altra e, quando la più giovane si accuccia per afferrare un romanzo, capisco che sono madre e figlia: “Mamma, allora prendo questo e quest’altro”. Per questo e quest’altro intende un paio di romanzi a caso in versione economica di Nicholas Sparks. Non riesco a leggere i titoli: non mi piace il genere e aver letto il solo nome dell’autore mi distrae. Leggevo quel genere quando avevo quindici anni, ora non lo reggo più e, sì, mi sento un po’ snob a dirlo. Comunque ognuno legge un po’ ciò che gli pare, per carità. Infatti la bionda posa i libri alla cassa e la mamma passa a pagare il conto.

L’atmosfera soporifera di un pomeriggio afoso in una libreria senza aria condizionata si vivacizza quando appare sulla soglia un uomo col casco. No, non è una rapina. È appena sceso dallo scooter (probabilmente lasciato in seconda fila) e si sfila il casco, lo tiene sull’avambraccio buttandoci velocemente le chiavi dentro. Sembra che sia entrato con uno scopo preciso e infatti va dritto alla sezione “novità”. Mi nascondo tra “libri in lingua” e “dvd” mentre lo osservo afferrare Lo spettro di Jo Nesbø, quando viene distratto da Amos Oz: prende in mano Tra amici, lo sfoglia rapidamente come se fosse alla ricerca di qualcosa tra le pagine, ma poi lo posa e torna a Nesbø al quale aggiunge Acqua buia di Lansdale e Il risveglio della sfinge di James Rollins. Uno, due e tre e via veloce verso la cassa a pagare prima che arrivi il vigile a multare lo scooter. Che determinazione, penso, io cerco da un po’ qualche spunto di lettura e mi ritrovo ad acquistare solo il quaderno per appunti che stavo cercando. Lui sta già salendo in sella con tre libri in saccoccia.

“Dodici e novanta”, sento dire da una voce.
“Sono dodici e novanta”, mi ripete la commessa.
Ah già, sono rimasta l’unica cliente per cui ce l’ha con me. Pago, ma prima di uscire torno da Jennifer Dubois e noto con dispiacere che, come al solito, i libri costano troppo. Scarto il mio nuovo quaderno e rapidamente decido, comunque, di annotarmi quel titolo per gli acquisti futuri.

Silvia Biglino

Con la testa fra le nuvole e alla continua ricerca di qualcosa di nuovo (anche dopo un contratto a tempo indeterminato), si cura leggendo libri. Ne acquista più di quanti riesca a leggerne, ma sono così belli quando si accumulano sul comodino... Ti guardano e ti aspettano e tu non vedi l'ora di iniziarli.

5 Commenti
  1. Io, inconsapevolmente, scelgo una libreria e poi passo lì molto tempo.
    Mi affeziono a quei pochi luoghi in cui diventa tutto familiare, compresa la disposizione dei generi negli scaffali e il nome dei commessi, e vado e ritorno perché intaglio in quei posticini un rapporto continuativo che prevede la prenotazione dei titoli che cerco, il percorso di una mia stradina mentale…
    Amo anche osservare gli altri, ma solo quando non c’è null’altro che occupi la mia attenzione, e generalmente gli scaffali del reparto classici mi totalizzano 😀
    Ma quando vedo qualcuno che attraversa una libreria con il mio stesso fare interessato e famelico sono conquistata, devo ammetterlo!

  2. Storia Parziale delle Cause Perse è un bellissimo libro. La prossima volta non fartelo scappare 😉

  3. …beh…forte quest’idea di investigare in librerìe non “tue” perchè un libro è come un’autovettura che si acquista, ti rappresenta davanti agli altri, io per es : ho una smart4four tutta nera che mi sta benissimo visto che di notte a fari e freccia accesi sembra un po’ una navicella spaziale…e poi modestamente..nera è la più bella di tutte.