Spionaggio in ufficio: il capo

Anche il capo ha la sua libreria personale e, in parte, sono riuscita a sbirciarla. No, non mi sono infiltrata in casa sua a curiosare fra gli scaffali veri e propri, anche se ammetto che sarebbe divertente, ma temo che perderei tempo a farmi i fatti suoi in tutte le zone della casa.
Facendo più lavori ho anche più capi: una è Ms President, l'altra è quella che, nella puntata precedente, ho definito “responsabile del procedimento”. Oltre a essere due capi donne umanamente sopportabili, sono anche dotate di gusto in fatto di libri, almeno per quanto riguarda la compatibilità con le mie letture personali. Chiamatemi fortunata.

Ho sentito Ms President consigliare con passione Le dodici domande di Vikas Swarup, romanzo dal quale è stato poi tratto il pluripremiato film The Millionaire. E' uno di quei rari casi in cui ho apprezzato entrambe le versioni della storia (anche se non come mi è successo con l'impareggiabile Shining). Un Natale l'ho vista regalare due libri perfettamente adeguati alle persone che li hanno ricevuti: L'eleganza del riccio alla dipendente amministrativa, e Io e te alla consulente ingegnere che, mi ha confessato, non ha mai amato leggere. Un romanzo breve (o racconto lungo) come quello di Ammaniti “posso anche farcela a leggerlo”, è stato il suo commento.
No, Ms President non è proprio quel tipo di capo che ti costringe a guardare La corazzata Potëmkin.

La “responsabile del procedimento”, invece, ha dei gusti un po' più sofisticati e mi ha ispirato letture alle quali difficilmente mi sarei avvicinata. Alla cena aziendale ha donato alle sue colleghe più strette due libri di cui non ho mai sentito parlare (e che poi ho prontamente acquistato per curiosità): Una testa selvatica di Marie-Sabine Roger e Le cose che non ho detto di Azar Nafisi. Il primo è la delicata e divertente storia di un improbabile amicizia fra il tipico “scemo del villaggio” e una vecchietta appassionata di libri; il secondo la storia di una famiglia iraniana raccontata dalla figlia la cui lista di cose che sogna segretamente di fare prevede in prima posizione “innamorarsi a Teheran”. La “r.p.” in libreria l'ho vista acquistare La scena perduta di Yeoshua e La montagna magica di Thomas Mann, nella pregiata collana dei Meridiani. Ha dei bei gusti lei. E recentemente ne ho avuto la certezza. Non ho dovuto neanche curiosare questa volta perché mi è bastato ricevere in dono per il congedo di maternità La vita davanti a sé, di Romain Gary pubblicato da Neri Pozza a trent'anni dalla prima edizione. “È la storia di un amore materno in un condominio della periferia francese”, più azzeccato di così.

Si, potete ripeterlo, sono fortunata. Chissà i capi degli altri cosa leggono.

Silvia Biglino

Con la testa fra le nuvole e alla continua ricerca di qualcosa di nuovo (anche dopo un contratto a tempo indeterminato), si cura leggendo libri. Ne acquista più di quanti riesca a leggerne, ma sono così belli quando si accumulano sul comodino... Ti guardano e ti aspettano e tu non vedi l'ora di iniziarli.

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