Un nuovo kindle sul comodino

Adesso ditemi che, in visita a casa di amici, non avete mai sbirciato i titoli dei libri sui loro comodini. Io lo faccio sempre. Per non fare torti a nessuno vi svelerò prima di tutto quelli che, da qualche mese a questa parte, si trovano sul mio. A seconda del momento alterno la lettura di uno o dell’altro perché, quando ne compro uno nuovo, non riesco a non iniziarlo e mi ritrovo così con più storie da leggere contemporaneamente. Quello che aspetta da più tempo è 1Q84 libro terzo (Einaudi, 2012) fermo a metà, mentre sopra di lui si è sistemato da un mesetto Storia di Roma di Indro Montanelli (in edizione Rizzoli del 1969, eredità della nonna), poi c'è primo della pila Prove per un incendio (Guanda, 2012) di Shalom Auslander (quello del Lamento del prepuzio tanto per capirci) che, essendo un po’ più leggero e scorrevole, è l’unico che al momento riesco a portare avanti.

Mia madre aspetta da tempo di leggere Sofia si veste sempre di nero (Minimum Fax, 2012), perché sul comodino ha, ancora da Natale, Limonov (Adelphi, 2012). Mi sento un po’ in colpa perché è stato un mio regalo e mi ha confessato che, a un certo punto, è diventato un po’ un “mapassone” come direbbe lo chef Bruno Barbieri (o forse è Crozza che imita Barbieri?), ma nonostante il lavoro a maglia e le parole crociate, mamma non demorde e porta avanti la lettura della storia di quel “gran porcone”, come l’ha definito lei. A casa di mia suocera ho invece intravisto Sacro e profano (Cooper, 2010) di Faye Kellerman, che prima o poi leggerò anche io: se non ne avete mai sentito parlare iniziate da Il bagno rituale (Cooper, 2010) dove potrete veder nascere la storia d’amore tra il detective Peter Decker e Rina Lazarus, la donna che gestisce la mikvah in cui avviene lo stupro su cui indagheranno.

Infine c’è la mia amica Sara che, qualche settimana fa, aveva vicino al letto Gli occhi gialli dei coccodrilli (Dalai Editore, 2009) di Katherine Pancol, ma so che sul Kindle stava leggendo anche tutta la trilogia di Hunger games. Ecco, questa storia del Kindle non mi va giù perché chissà quanti altri titoli ha scaricato senza che io lo sappia. Ora guardo il mio Kindle sul comodino: è lì tutto solo e spento e forse anche un po' dispiaciuto di non poter mostrare con orgoglio i titoli che porta in grembo. Propongo quindi al Signor Amazon di evolversi e assecondare i desideri delle matte come me che pensano che gli oggetti abbiano un'anima: perché non creare in futuro un nuovo modello di Kindle con una sorta di copertina elettronica sul retro variabile a seconda del libro che si sta leggendo? Chiedo troppo? Suvvia Signor Amazon.

Silvia Biglino

Con la testa fra le nuvole e alla continua ricerca di qualcosa di nuovo (anche dopo un contratto a tempo indeterminato), si cura leggendo libri. Ne acquista più di quanti riesca a leggerne, ma sono così belli quando si accumulano sul comodino... Ti guardano e ti aspettano e tu non vedi l'ora di iniziarli.

1 Commento
  1. Cara Silvia ti aggiorno su uno dei quattro (o cinque) attuali libri sul mio comodino: il mio ostacolo, limite, sfida impossibile, da più di un anno: Molto forte incredibilmente vicino.
    Ecco, quel libro pare sia lì per ricordarmi, con mio grande stupore, che a volte (molto poche per fortuna) un film può anche essere meglio di un libro. Beh, se non altro il regista del film è riuscito a leggerlo!
    (Certo non nego che faccia comunque molto figo avere tutti questi mattonazzi sul comodino).