Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio

Se mai vi capitasse di passare per Roma e sentiste il bisogno di respirare aria del mediterraneo, non preoccupatevi. Non dovrete correre verso il litorale più vicino, basterà prendere la metropolitana rossa e scendere a Piazza Vittorio. Il tempo di guardarvi intorno e capirete: questo posto non è come gli altri. Attraversate la piazza, sedetevi al bar di Sandro Dandini per un cappuccino (dichiaratevi romanisti all'istante!) e guardate, oltre le bancarelle e il mercato delle spezie: finestre e portoni vi osservano dalle loro postazioni privilegiate, condomini su condomini riversano e proteggono un fiume multiculturale, uomini e donne da ogni angolo del mediterraneo (e non solo) pronti ad esplodere le loro solitudini, passioni, tristezze, amori e grettitudine. Magari per colpa di un ascensore. O di un omicidio.

lakhoushpIl 'Gladiatore' è stato ucciso. Lo hanno trovato morto stecchito, ma nessuno lo rimpiange. Nel condominio non era amato. Di più. Era odiato da tutti. Immigrati e italiani. Amedeo invece lo era, amato. Per la sua gentilezza, per il suo italiano perfetto. Amedeo è un immmigrato? C'è confusione a proposito di questo nel condominio. Lui si definisce solo 'un uomo del sud sud'. In molti sperano che sia italiano perchè, uno come lui, con quella gentaglia, non ha proprio niente a che vedere. Sandro il barista spera principalmente che sia romanista, questo gli basterebbe. Neanche Stefania Massaro, il suo amore, conosciuta tra i banchi di una classe di italiano per stranieri, conosce il suo passato, le sue origini. Vivono un amore di presente e futuro, le verità della vita precedente sono lasciate ai sogni notturni di Amedeo. Il condominio non può credere che sia lui l'assassino. Anche se, dal ritrovamento del cadavere, è scomparso, apparentemente, nel nulla. Nessun condomino penserebbe mai qualcosa di male nei confronti dell'immigrato-non immigrato Amedeo. E si che, nel condominio di Piazza Vittorio, non se le mandano certo a dire. Ed è subito scontro, anche per un ascensore.

Parviz Mansoor Samadi è persiano, è un cuoco ed odia la pizza, la odia con tutto se stesso. Il male degli italiani risiede nel carboidrato, è certo. Lui, la sua nostalgia la cura in cucina, quella di Amedeo e Stefania, sempre accolto da spezie e piatti da riempire che ricuciono la sua vita a Shiraz, la sua città d'origine. Il verdetto? L'amico Amedeo è chiaramente innocente!

Lo stesso pensa Maria Cristina Gonzales, peruviana e un pò grassa per colpa della solitudine di troppe serate e, naturalmente, del carboidrato italiano. Viene da Lima anche se quell'ignorante della portinaia, La Napoletana, continua a chiamarla 'filippina'. Quando un giorno smetterà di abortire in continuazione, il suo primo figlio lo chiamerà Amedeo. Tra le cose che non si spiega dell'Italia, una più di tutte: come possono pensare più alla cura del feto che a quella delle donne?Di quelle un pò disperate come lei. Fortuna che esistono persone come Amedeo. Innocente, senza dubbio.

Non parliamo poi di Johan Van Marten, lo studente olandese fuggito dalla sua patria ( e dal padre) per amore del cinema neorealista italiano. Con Amedeo, al bar di Sandro, parlano di Pietro Germi e Vittorio De Sica e del suo sogno, un film naturlamente: Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio. Tutti i condomini dovranno partecipare come attori. E quando racconta ad Amedeo tutto gli sembra vero e vicino e possibile. Lui un assassino? Ma che dite.

Iqbal Amir Allah è bengalese (anche se La Napoletana lo chiama sempre 'O pachistano!')ed ha un negozio nel quartiere. Secondo lui Amedeo è dolce come il succo del mango e proprio non si capacita che sia ricercato. E' l'unico che gli risparmia domande imbarazzanti sulle origini musulmane e che lo aiuta a combattere impiegati e burocrazia che non capiscono che il suo nome sui documenti deve risultare Iqbal e non Amir Allah. E' importante il nome, è identità. Non una cosa da nulla. Amedeo lo capiva e lo aveva aiutato. Per Allah se è innocente!

Scontro di verità e razzismi. Ma anche di pensieri belli e gratitudine. Nel condominio di Piazza Vittorio il sud del mondo si incontra, si riconosce, fa fatica ad amarsi, alle volte, le diverse solitudine trovano un piccolo angolo segreto dove nascondersi dagli occhi degli altri. Ma poi, inevitabilmente, almeno una volta al giorno, per le scale o in ascensore, si incontrano e, a quel punto, non è più così semplice sfuggirsi. Quale la verità su Amedeo? E' lui, tra i condomini, questi nuovi 'piccoli indiani' multietnici, l'assassino del Gladiatore? La sua Stefania dice di no. Dice che non esiste un vero Amedeo e un falso Amedeo. Lo difenderà fino alla fine a spada tratta! Esiste solo l'uomo che ha amato e che, baciandola, le disse di aver messo piede in un sogno. Realizzare il sogno a rate, non in un colpo solo. Così come la verità. Non una tutta insieme, ma tante e a piccoli sorsi. C'è tempo per scoprirle tutte e, nel frattempo, ci si tiene impegnati, scontrandosi per un ascensore. 

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