After Dark di Murakami Haruki

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Recensioni / After Dark

Succede che ti ritrovi a passeggiare per mercatini in un sabato mattina affollato, trovi distese di libri usati a un euro e spulciando tra i titoli noti Sotto il segno della pecora di Murakami Haruki e ti senti fortunata: forse perchè avevi sentito dire che in Italia è fuori catalogo o semplicemente è ardua impresa trovarlo. Allora mi viene in mente quanto sia stata bella la mia prima volta con Murakami: After Dark mi è stato regalato poco tempo fa e la dedica che l’amica aveva scritto appositamente per me non poteva essere più azzeccata nel dire “… ti fa sentire come un gigantesco puntaspilli… riesce a pungere ogni singola emozione…”. Aveva ragione e l’ho scoperto subito dopo essermi addentrata nei primi capitoli.

La scrittura di questo autore cult giapponese è lineare e cristallina, meticolosa nelle descrizioni che presentano le vite dei personaggi come quasi fossero anestetizzate in un universo bianco, minimal e senza tempo. Avete visto Lost in Translation? L’atmosfera che si respira leggendo e che mi sono figurata nella mente è proprio così: leggera, naïve, quasi passiva in contrasto con la frenesia metropolitana. La telecamera dell’autore è puntata su stanze solitarie, case d’appuntamenti e bar aperti 24 ore su 24 nell’intento di registrare ogni singolo movimento degli attori che inconsapevolmente iniziano ad incastrarsi l’uno nelle vicissitudini dell’altro.

After Dark parla di come ci si possa chiudere dentro se stessi tanto velocemente da non rendersene conto, ma anche in che modo una notte possa inaspettatamente portare chiarezza: l’oscurità del proprio profondo è in netto contrasto con le insegne luminose al neon dei quartieri di Tokyo che non dormono mai, dove la protagonista Mari vive di notte per fuggire la luce dei problemi che la abbagliano quotidianamente. Prima che nuovamente ritorni la notte, ci troviamo davanti ad un romanzo che lascia tutto in sospeso e forse questa è la sua debolezza: non perchè sia un amante dell’happy-ending o perchè non riesca a vedere al di là di un finale incompiuto, ma avrei immaginato un altro tipo di commiato. Incompiuta bellezza, ecco come potrei riassumere in due parole quello che mi ha fatto pensare l’ultima facciata di questo mio primo Murakami e potete starne certi, non sarà l’ultimo, perchè mi sento come un gigantesco puntaspilli.

After Dark di Haruki Murakami, Einaudi, 2008, 178 p.

Sara Reali

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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