Agnes Browne Mamma

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Recensioni / Agnes Browne mamma di Brendan O’Carroll

Quanto spazio dedicate nella vostra vita all’amicizia? Quante energie spendete alla costruzione di un rapporto e al suo mantenimento nel corso degli anni? E soprattutto: quante volte ne vale veramente la pena?

Ecco, una cosa che mi accade spesso è considerare un personaggio di un racconto, di un libro come un amico: una presenza che inizia e finisce con la lettura del volume che però nel tempo continuo a ricordare con piacere e in qualche modo mi accompagna nel corso della vita. Spesso si tratta di un’Anna Karenina o del caro Petit Prince, ma è altrettanto vero che se vi si consiglia un libro di un autore minore e il protagonista diventa vostro amico perchè in quel preciso momento le sue avventure vi coinvolgono particolarmente, inevitabilmente capite che ne vale la pena.

Allora succede che, nei deliri di una laureanda, ci sia spazio per una lettura divertente, dai dialoghi freschi, incredibilmente efficace e genuina: Agnes Browne è diventata il mio idolo di donna. Nella Dublino proletaria e cattolicissima (con l’accezione Irlandese del termine che, credetemi, ha caratteristiche tutte sue) si susseguono le vicende di una donna forte e determinata che nella morte del marito ritrova slancio e respiro. Se poi consideriamo il contorno e il periodo storico, gli anni Sessanta, allora tutto diventa ancor più divertente: non si parla di Beatles, né di moda, tantomeno di Vietnam, solo del lavoro e delle emozioni quotidiane di una donna che adora le canzoni di Cliff Richard quanto i suoi sette figli.

Piccole gioie e grandi sfide accompagnano questa eroina della porta accanto che non si lascia abbattere dagli schiaffi della vita, ma prosegue il suo percorso con verve e sincerità. L’educazione che non ha ricevuto permea le pagine in un incalzare di errori grammaticali e morfologici (suoi, ma anche di Marion, migliore amica di Agnes e comicità fatta persona) che ne dipingono un tratto talmente sincero che ricorda un dialogo con il nonno piuttosto che con un fruttivendolo ambulante.

Sara Reali

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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