Amleto De Silva | Stronzology

Stronzology è un libro bello. Non imperdibile o straordinario, ma bello.
Non è una storia, ma è un dialogo, un'indagine filosofica sul concetto di "stronzo" e le sue varie manifestazioni, una conversazione da aperitivo: multiforme, variegata e divertentissima. Insomma, non è un manuale di auto aiuto contro gli stronzi ma al contrario di quel tipo di libri, che nella maggior parte dei casi cercano di fornirvi preziosissimi strumenti di vita (tipo 50 modi per non innamorarsi degli stronzi o per pulire il piano cottura senza lasciare aloni, roba così), Stronzology nasce per cazzeggiare, e tanto, ma finisce per descriverli davvero, gli stronzi.

Pensateci: cos’è che abbiamo noi e che manca agli animali? La parola, giusto? E cos’abbiamo noi che gli animali non hanno? Ve lo dico io: gli stronzi. Ci sono animali violenti, animali dispettosi, animali feroci, cattivi, farabutti, disgraziati, perfino simpatici e antipatici, ma animali stronzi, no. Perché gli animali non parlano, non comunicano tramite sovrastrutture masturbatorie: si mangiano tra loro, fanno l’amore, si prendono e si lasciano, magari soffrono, ma almeno non si prendono per il culo tra loro.

Non ci si pensa mai molto, ma la parola è l'arma più letale di cui l'uomo dispone. Lo sanno benissimo gli stronzi, che delle parole si armano per ottenere l'unico risultato che davvero sta loro a cuore: soddisfare i propri bisogni ed esigenze ed imporre la propria volontà. Per ottenere un simile risultato non si può, però, fare a meno di una spalla adeguata. E qui entra in gioco l'altro elemento dell'equazione, i cretini, che costituiscono, ahinoi, la maggior parte della popolazione italiana. (De Silva stima un rapporto cretini – stronzi di 80 a 20).
Da Hitler, quindi, al panettiere sotto casa, i più grandi stronzi si sono sempre serviti della debolezza degli avversari per affermare la propria superiorità. E i cretini sono deboli. E tanti. Per cui le cose non miglioreranno mai.
Esistono, ci racconta in modo quasi scientifico De Silva, diversi tipi di stronzo: dallo stronzo simpatico, quello che ti sfrutta e si fa bello a tue spese ma guai a dire qualcosa altrimenti lo stronzo sei tu; a quello condominiale, che ti rovina la vita in casa tua con le sue leggi; dal magnanimo che lo fa "per il tuo bene" a quello che lo fa per interposta persona, e così via.

E cosa bisogna fare, quindi, per sopravvivere in un mondo che ci assedia a ogni passo?

È sufficiente avere le idee chiare e la mente aperta. Alla fine

lo stronzo è un guappo di cartone, se ti accorgi che è stronzo e lo mandi affanculo si ridurrà notevolmente il male che è in grado di causarti.

Gli stronzi, per fortuna, non sono invincibili ma sarebbe importante che gli scienziati si chiudessero nei monti non tanto per studiare una possibile Apocalisse Zombie ma una più ben realistica Apocalisse Stronzi.

Credetemi, Stronzology vi insegnerà più di quel che possiate pensare e ci troverete più di quel che avreste detto, da Monicelli a Mastroianni, da Bauman a Grattachecca e Fichetto. Per cui, davvero, sarebbe da veri stronzi non leggerlo.

Amleto De Silva, Stronzology – Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi, LiberAria 2014

Mareva Zoli

Pretende di essere sopra la media delle persone ma, in realtà, è una cialtrona. Parla poco. Scrive molto. Legge ovunque. Fa cose e non vede gente.

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