E il cagnolino rise

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Recensioni / E il cagnolino rise

E’ notte. Gianluca Liguori legge una poesia sull’autostrada A 25 Roma-Pescara, direzione Roma. All’altezza dell’uscita Aielli Celano, Gianluca Liguori si appoggia un libro aperto sulle ginocchia e legge. Mentre guida. Tanto è tutta dritta. C’è il video su YouTube, cercate “gianluca liguori vita sociale”. La poesia è sua. Perché Gianluca è uno scrittore, e gli scrittori hanno bisogno di visibilità in questo paese che blablabla. Infrangesse solo il codice della strada, Liguori non desterebbe il nostro interesse. E invece, John Fante.

“Se non hai letto Fante non hai letto. E’ un passaggio obbligato se vuoi fare lo scrittore, o anche solo il lettore, o anche solo la persona” (Pedro Adelante. Chi? Adesso ci arrivo). E’ appena uscito un libro: E il cagnolino rise (Tespi, 2009). Sottotitolo: Omaggio a John Fante. Sono racconti scritti per far esistere un racconto che non esiste. C’è un romanzo piuttosto famoso di John Fante, Chiedi alla polvere. Piace molto a Baricco, a Capossela, a Liguori, a me e probabilmente a te. Il protagonista di Chiedi alla polvere si chiama Arturo Bandini, è un giovane scrittore sfigato ed è l’alter ego dell’autore (uh, che tenero). Il giovane Bandini si porta in giro il racconto che gli hanno appena pubblicato, Il cagnolino rise, lo fa leggere a morose e cameriere, ne parla in continuazione, ma noi il racconto non lo leggiamo mai, anche se “Frasi ben tornite, lievi tocchi di poesia sparsi qua e là. Era la cosa migliore che avevi fatto nella tua vita, fino ad allora. Quel racconto era la dimostrazione che qualcosa di buono in te c’era, Bandini”.

L’idea è venuta a Gianluca Liguori e al suo editore Nicola Pesce (curatore dell’antologia e firmatario dell’introduzione sotto lo pseudonimo Pedro Adelante. Oltre tutto Liguori e Adelante si litigano la paternità dell’intuizione, ci ho pensato prima io, ci hai pensato prima tu, da leggere è molto divertente, ma ci porta lontani dal punto). L’idea è questa: scriviamolo noi, Il cagnolino rise. Anzi, facciamolo scrivere. Anzi, facciamolo scrivere a diciotto autori e tiriamone fuori un’antologia. Com’era la cosa migliore della vita di Arturo Bandini? Non lo sapremo mai. Allora scriviamola. Diciotto volte, che è come dire diciottomila: il libro è la rete, la rete da saltare, il lettore ci fa le capriole, hop! Succede con i testi reali, figurarsi con quelli virtuali. Possiamo riscrivere il Don Chisciotte parola per parola, come Pierre Menard. Possiamo riscrivere Amleto senza Amleto, come Carmelo Bene. Possiamo scrivere Il cagnolino rise – possiamo leggerlo – perché non esiste. Cioè, esiste. E’ virtuale, ma non è attuale. E’ possibile, ma non è reale. Sempre comprensibilissimo nelle mie argomentazioni eh, complimenti Rossi.

Simone Rossi

simone rossi

simone rossi è uno scrittore a cui piace suonare.

2 Commenti
  1. Grande iniziativa…vorrei avere informazioni più precise..di chi è il racconto vincitore?dove lo potremo acquistare e quando?

  2. vincitore? quale vincitore?
    james caro, i vincitori sono gli autori presenti nell’antologia: gente molto simpa con una gran passione per i libri, soprattutto per i libri inventati.
    è per questo che noi Finzionici ci andiamo abbastanza a nozze.
    per avere informazioni più informative sul libro in oggetto, ti consiglio questo link:
    http://www.tespi.it/books/view/e_il_cagnolino_rise
    ba(u)ci
    s.