Guia Soncini | Qualunque cosa significhi amore

Seguo Guia Soncini da quando scriveva solo per Gioia e aveva ancora senso leggere il suo blog, quando cioè non era ancora anche su D di Repubblica, e sulla Repubblica stessa, e quindi quando non la trovavi comunque più o meno tutti i giorni. È stata la prima firma su Gioia che ho cominciato a distinguere. Del tipo che leggendo un attacco su ogni 3 articoli, mi trovavo a soffermarmi più spesso su quelli sarcastici e cinici, una due tre volte finché non ho notato che la firma era la stessa, e da lì è iniziata la mia affezione. E dunque da allora a oggi ho pensato che era ora di provare un suo libro, ed ecco Qualunque cosa significhi amore.

Che poi è estate, e d'estate viene anche più facile pensare e parlar d'amore. E infatti avevo iniziato anche a leggere Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, di Carver, non che le due letture abbiano niente a che vedere tra loro, se non che di amore nello specifico parlano di sbriscio.

Qualunque-cosa-significhi-amoreQualunque cosa significhi amore è più che altro un Downton Abbey ambientato in Italia, non negli anni '20 ma nel 2015. I nobili di allora sono l'upperclass milanese di oggi, l'attuale aristocrazia è la cerchia di gente che tiene le fila del mondo di televisione ed editoria. I protagonisti sono Vanni Gualandi (squadra editoria), firma più importante del Corriere e intellettuale di turno prestato a Porta a Porta e Matrix, il Laconico, e la moglie Elsa Tomei (squadra televisione), autrice di un programma di punta, Discanto, per la casalinga di sinistra che vuole vere storie dolorose e mangia bio. Poi c'è Fanny, in altro tipico ruolo da soap:

Fanny ha due analisti e non ha l'inconscio

E dunque si tratta degli intrighi e le macchinazioni lavorative e sentimentali di un mondo di cinici, belli e spietati. L'ape regina è poi in realtà Elsa. Che potrebbe essere l'equivalente di Maggie Smith-Contessa di Grantham, perché come lei non perde una battuta, sagace e pungente, ma a differenza di Lady Grantham, viene il dubbio che Elsa un cuore non ce l'abbia. Potrebbe anche assomigliare alla marchesa de Merteuil delle Relazioni Pericolose (del citato Choderlos de Laclos), per il modo in cui manipola i sentimenti propri e altrui senza batter ciglio, se non fosse che Elsa pare non abbia davvero mai amato nessuno. Viene in mente anche la Meryl Streep del Diavolo veste Prada, sempre per la battuta feroce, il ruolo di superdonna superleader, non fosse che nella squadra televisiva di Elsa non c'è un solo maschio, e che Elsa, di nuovo, non ha mai mai mai un cedimento. Ma forse solo perché i suoi psicofarmaci funzionano bene.

E quindi questa donna diventa più un villain da fumetto che una persona reale. Ma non è che da una soap come Downton o Beautiful, altro grande riferimento culturale della Soncini, ti aspetti davvero personaggi reali, al massimo archetipi. E dunque Elsa la divina Autrice e Vanni il multi-ingegnoso giornalista sono gli eroi/anti-eroi del nostro tempo: insensibili o quasi, anaffettivi, ricchi belli e famosi. Poi qualche pecca capita pure a loro, ma niente che non si riesca a camuffare, negare, o semplicemente ignorare.

E poi vabbè, ci sono Maria De Filippi, il vero genio del Male, Boncompagni (suo degno antecedente), Ambra Angiolini, Brooke Logan, Sanremo, Breaking Bad e una schiera infinita di battute fulmimanti iper-twittabili:.

Ballerine che più erano senza logo e più erano il marchio d'appartenenza al giro di coloro che possono.

Nessuno è mai diventato povero sottovalutando il pubblico.

La verità offre un prezioso vantaggio a chi voglia confutarla: non è quasi mai verosimile.

 

Guia Soncini, Qualunque cosa significhi amore, Giunti, 2015

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