Io e Te | Niccolò Ammaniti

Tornando a casa dalla trasferta romana, che, come al solito, ha previsto molte fermate in libreria, ho scelto un libro del quale in questi giorni si parla parecchio, ossia Io e Te di Niccolò Ammaniti, in questi giorni sugli schermi per mano del grande Maestro Bernardo Bertolucci.

È un piccolo libricino di 116 pagine, per cui ho pensato – Perfetto, lo leggerò in aereo – Così è stato, solo che, a 20 pagine dalla fine, ho dovuto lasciar perdere perché il mio piccolino richiamava la mia attenzione. Perciò ho dovuto aspettare di essere sotto le coperte per sapere come andava a finire. Devo dire che, una volta atterrati, mentre tornavo a casa in macchina, non riuscivo a non pensare a come sarebbe finita quella storia tra quei due fratelli, anzi, fratellastri, Lorenzo e Olivia. Intravedevo uno spiraglio, un avvicinamento, malgrado le differenze, malgrado le dipendenze.

Ammaniti è sempre bravo a raccontarci storie sugli adolescenti, sul loro modo di vedere le cose e di approcciarsi alla crescita e al cambiamento. Non sono mai giovani come tutti gli altri, hanno sempre qualcosa che li distingue da quella massa alla quale, comunque, desiderano appartenere. La lotta sta tutta lì, tra un “loro” ed un “io”, tra come ti vorrebbero gli altri e come invece si è, semplicemente insicuri, disorientati, aggrappati con tutte le forze agli ultimi scampoli di giovinezza che sfugge da sotto i piedi e ti fa intravedere, di già, l’età adulta, quella che sembrava lontana arriva, e si fa sentire, ti avverte, ma non ti troverà mai pronto.

Perché se sei grande allora cambia tutto, gli altri cominciano ad accorgersi di te, di come sei diventato, ed anche tu, non puoi più nasconderti, perché nel banco non c’entri più. Ho voglia di citare un piccolo brano tratto dall’inizio del capitolo 2 in cui Lorenzo dice:

Ho cominciato a parlare a tre anni e chiacchierare non è mai stato il mio forte. Se un estraneo mi rivolgeva la parola rispondevo sì, no, non so. E se insisteva rispondevo quello che voleva sentirsi dire.

Le cose, una volta pensate, che bisogno c’è di dirle?

– Lorenzo tu sei come le piante grasse, cresci senza disturbare, ti basta un goccio d’acqua e un po’ di luce – mi diceva una vecchia tata di Caserta.

 

Niccolò Ammaniti, Io e te, Einaudi 2010.

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

1 Commento
  1. “Io e te” è scorre come l’acqua ed è l’ennesimo esempio di quanto Ammaniti sia bravo a scrivere, anche con la sinistra. Perché io ho avuto l’impressione che questo romanzetto il Niccolò lo abbia scritto per recuperare (alla grande) il rocambolesco “Che la festa cominci”.
    Non sarà la sua cosa migliore (ho amato “Ti prendo e ti porto via”) ma dimostra come semplicità e qualità possano andare squisitamente d’accordo!