Jonathan Miles | Scarti

"Codesto solo oggi possiamo dirti,/ ciò che non siamo, ciò che non vogliamo."
(Eugenio Montale)

Ciò che non siamo e ciò che non vogliamo sono gli scarti, nostri e degli altri. E se leggendo la quarta di copertina hai per un attimo pensato che questo libro parlasse esclusivamente di rifiuti, beh, ti sbagliavi di grosso.

Ci sono i rifiuti, vero: il cibo spesso non ancora scaduto abbandonato nei cassonetti di fronte ai supermercati, insieme a vestiti non ancora logori e a tutine da bambino tagliate perché nessuno possa impadronirsene.

Ma ci sono anche i ricordi, soprammobili, utensili, cartoni abbandonati in un deposito, più che rifiuti avanzi di una relazione precedente e di una vita precedente.

Ci sono i resti della carcassa di un animale investito per strada di notte. Non lo si lascia in mezzo alla strada, lo si porta a casa per macellarlo con il vicino e una birra, se la si trova, poi si riempiono i sacchi dei rifiuti con i resti dell'animale.

Ci sono scarti più pericolosi, che sono scorie. Scorie radioattive che potrebbero sopravvivere a noi, alla nostra civiltà e persino alla nostra lingua.

E lingue che sono vittime dell'evoluzione, non vengono più usate e, scartate, muoiono.

Ricordi, avanzi, resti, scorie, vittime. Ma Jonathan Miles, nella sua rassegna di ciò che non siamo e ciò che non vogliamo, non si ferma qui.

Scarto sei tu quando tuo marito o tua moglie ti lasciano per una collega o per un cuoco. Scarto è la tua amante quando la respingi, tuo marito quando non lo accogli. Scarto ti ci puoi sentire, se lo intendi come differenza rispetto a quello che vorresti essere. Magro e bravo a cucinare, ad esempio. 

I sogni pure sono scarti, sono "solo sogni, gas di scarico della fermentazione cognitiva".

Il papà morto, le cose che lascia in una stanza vuota sono resti, scarti.

Un bimbo non nato, uno non voluto, un figlio ormai adulto non più benvenuto.

Questi e milioni di altri tipi di scarti si intrecciano nelle storie di tre gruppi di personaggi: Micah e Talmadge, Elwin Cross Jr., e Sara, Alexis e Dave. Personaggi che non si incrociano quasi mai, mentre i loro scarti, intesi come rifiuti, resti, avanzi, scorie,vittime, i loro scarti sì, e decidono delle loro esistenze.

E se ciò che non siamo e ciò che non vogliamo è tutto ciò che possiamo dire, Scarti è una storia che dice molto, tanto, della società, sì, e di noi.

Jonathan Miles, Scarti, minimum fax, 2015

Cecilia Lazzaroni

Mi sono buttata sui libri quando ho capito che tanto, in matematica, non avevo speranze. Mi piacciono i tulipani, i gatti, la birra, la corsa, i capelli rossi, i film d'amore, la Scozia, il verde, il football americano, i viaggi in bicicletta e trovare delle lettere tra la posta.

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